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The Walking Dead - Episode 5: No Time Left. È finita

Eccoci giunti alla fine. L'ultimo episodio dell'ottima serie Telltale chiude il cerchio, e lo fa alla sua maniera, sbattendoci in viso scene concitate, impietose e convulse. Nonostante questo, però, l'ultima puntata mette in luce alcuni limiti dell'intera serie, pur senza intaccarne lo spessore e la qualità narrativa. Eccessivamente incline ai cliché, dai quali era rifuggito abilmente grazie a un'ottima sceneggiatura e un crudo realismo, No Time Left mostra il fianco ad alcune critiche, pur rimanendo una degna conclusione di un progetto profondo e appassionante.

Capirete che descrivere il tutto senza incappare in spoiler risulta decisamente arduo. È importante puntualizzare che, arrivati a questo punto, dovreste avere un'idea  piuttosto chiara di cosa offra il progetto The Walking Dead. Nel caso aveste aspettato per comprare l'intera stagione, è bene tenere a mente che il voto di questo capitolo non è una summa di tutta la serie. No Time left è il più breve tra i cinque episodi pubblicati. E può esserlo ancora di più a seconda di alcune scelte compiute, soprattutto nel capitolo precedente. Non mancano dialoghi concitati, momenti di puro terrore, ma soprattutto, squarci di tristezza e frustrazione, che sono il vero sale degli horror più riusciti.

Nonostante l'atmosfera, il climax e la degna conclusione, proprio l'ultimo episodio evidenzia alcuni difetti che scoperchiano il vaso di Pandora, mettendo alla luce i limiti del prodotto Telltales. Tutti i luoghi comuni, solo accarezzati nelle precedenti puntate, si palesano puntuali in quasi tutto l'episodio. Quando pensate che stia per accadere qualcosa, ecco che puntualmente le vostre previsioni si avverano, disgregando quel senso di sorpresa tenuto in piedi così bene dal team Telltales. Non parliamo di peccati mortali, ovvio, ma il difetto è tanto evidente che in una scena, l'unica in tutto l'episodio, pensiamo affranti: - "dai non può succedere!" e per fortuna "l'evento" non succede. Eppure, come dicevo in precedenza, si tratta di un caso isolato.

No Time Left è anche l'episodio più rigiocabile dell'intera serie, e questo lenisce in parte il dolore per la scarsa longevità. Ma è anche il più telefonato, e persino una scelta drastica e apparentemente vitale ai fini della narrazione non sortisce alcun cambiamento degno di nota all'interno del racconto. L'ultimissima parte, con finale annesso, ha qualcosa che "non va" e che non appaga pienamente. Di certo tocca molte corde emotive e si pone come una conclusione coerente e matura delle vicende narrate fino a quel momento. Tuttavia, pur non aspettandomi un novello Heavy Rain, trovo bizzaro che - proprio nella conclusione - le vicende strattonino verso l'unico percorso possibile. Certo, ci siamo lasciati alle spalle, oltre che una scia di morti, anche fiducia, diffidenza, rivalità, affetto. Ma tutto a livello di mera sceneggiatura. I dialoghi rimangono splendidi, ben scritti e realistici. La loro impostazione, le possibili risposte, gli atteggiamenti che ne conseguono, modificano i rapporti tra i personaggi, tuttavia le vicende principali e gli eventi cardine non possono essere modificati.

Se partissimo dall'assunto che The Walking Dead è "solo" un racconto interattivo, allora non avremmo motivo di lamentarci. Telltale però, ci aveva promesso qualcosa di più ambizioso: un gioco che tenesse conto delle nostre scelte e si modificasse di conseguenza, e la cosa non è esattamente vera. Il giocattolo si rompe proprio in base a questa ostentata velleità, quando decidiamo di forzare gli eventi e il titolo non ce lo permette. Questo discorso, badate bene,non è da fraintendere, come non è da mettere in discussione la qualità della serie. La prima stagione dei Telltale supera in scioltezza dozzine di film, libri e videogiochi, grazie a uno stampo maturo e un'abilità sopraffina nel dosare punti morti e cliffhanger. Peccato che nell'ultimo episodio i più smaliziati vedranno puntualmente avverarsi le loro intuizioni.

Tutto ciò, per fortuna, non è un difetto che mina The Walking Dead nella sua totalità. L'intero progetto è un ottimo inizio per mettere a frutto gli spunti degli autori, nonché una straordinaria occasione per gettare le basi di una nuova stagione, tra l'altro già annunciata. Speriamo che in quest'ultima ci siano almeno un paio di tronconi narrativi che modifichino drasticamente le vicende. Così come sono, i primi cinque capitoli non mi invogliano alla rigiocabilità, ed è strano, perché durante i primi episodi pensavo esattamente il contrario.

Ho regolarmente scaricato No Time Left dal PSN europeo. L'ho concluso in un'ora abbondante, e poi rigiocato un paio di volte,  per valutarne gli snodi narrativi. La cosa, come avrete capito, non mi ha esattamente entusiasmato. Va comunque ricordato, come già espresso chiaramente, che questo voto non è da intendere come riassuntivo dell'intera serie.

Voto: 7,5

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