The Phantom Pain – Quanti indizi fanno una prova?

Agli Spike Video Game Awards di quest'anno, come sempre, a fare da contorno ai premi assegnati ci sono stati svariati nuovi trailer. Però, invece dell'infame Dark Souls 2 e della data di The Last of Us, ad attirare l'attenzione ci ha pensato Moby Dick Studio, una neonata casa di sviluppo svedese capitanata da tale Joakim Mogren. Che meraviglia, una casa svedese che annuncia una nuova IP ad un evento importante come i VGA. Tra l'altro, per comprarsi tre minuti ai VGA, questi devono crederci parecchio, no? Vediamo un po' perché vogliono crederci.

http://youtu.be/nSfajBs2nyQ

Mh, OK, alzi la mano chi crede che quel tizio alla fine sembri parecchio Big Boss. A ben guardare, tra l'altro, quello utilizzato nel filmato sembra davvero tanto il Fox Engine, già visto in azione nel trailer di Metal Gear Solid: Ground Zeroes. Stessa resa visiva della pelle, della barba, stessi effetti di lens flare e illuminazione... insomma, 'sto Joakim Mogren sembra essere un grande fan di Kojima.

No, un secondo... Joakim/Kojima. Mi venisse un colpo. E “Mogren”? Sarà mica un riferimento a Project Ogre, quella roba che proprio Kojima ha in serbo da tempo e che, parole sue, non c'entra niente con Ground Zeroes? The Phantom Pain è quindi Project Ogre?

No, vabbé, roba da complottisti. Ché ai VGA gli svedesi di Moby Dick Studios ci saranno stati, no? Su internet, quelli che c'erano dicono che i presenti che sfoggiavano la t-shirt del gioco erano per la maggior parte giapponesi, tutti asserragliati nel party Konami e nascosti dietro a un rigoroso silenzio stampa. Alex Rubens (freelance per G4TV, IGN, GamesRadar e un po' tutto lo scibile della stampa videoludica americana) ha twittato una foto interessante proprio dal party Konami:

Quel tizio lì, sulla destra, è il tutto fuorché svedese: Kyle Cooper, title sequence designer di Bravehart, Seven, Iron Man, Sherlock Holmes, e, guarda un po', Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty e Metal Gear Solid 3: Snake Eater. Quante possibilità ci sono che un nome così grosso lavori ad un titolo di una neonata casa svedese?

I fatti stanno diventando decisamente troppo strani per essere bollati come coincidenze. Non è che riguardando il trailer di Ground Zeroes si capisce qualcosa di più?

http://youtu.be/L5IVOs5Pxh8

Eccallà. Minuto 07:13, la scritta “From FOX, two phantoms were born.”. Questo, conoscendo Kojima, sembra un bell'indizio. Soprattutto perché quel tizio dalla faccia bruciata potrebbe benissimo essere il soccorritore dal volto fasciato di The Pantom Pain, andando così a formare i due “phantom” assieme al tizio con l'uncino, che a questo punto potrebbe essere Big Boss.

Guardando meglio, tra l'altro, si nota come la tesi "Big Boss - Uncino" veda aumentare le proprie quotazioni grazie a un piccolo dettaglio, sempre dal materiale promozionale di Ground Zeroes.

Le curiosità che legano i due progetti, tuttavia, non sono finite qui. Ad esempio, i soldati che fanno irruzione nell'ospedale di The Pantom Pain presentano parecchie similitudini con quelli visti nel trailer di Ground Zeroes.

Il dottore dell'ospedale, invece, ricorda Kio Marv, ricercatore ceco (da qui l'accento est-europeo) presente in Metal Gear 2: Solid Snake per MSX2.

Per non parlare del fatto che, quando vediamo che il protagonista di The Phantom Pain ha un uncino, opportunamente in secondo piano e quasi mimetizzati con il soffitto, ci sono dei petali che si librano nell'aria... non vi dicono niente? (spoiler su MGS 3)

Esatto, il finale di Metal Gear Solid 3: Snake Eater. A proposito di MGS 3, poi, vediamo anche quello che sembra un altro ritorno.

Kuwabara, Kuwabara... quelle gambe lì sembrano proprio quelle di Volgin, nonostante la figura sia avvolta dalle fiamme e non dai fulmini, come ci eravamo abituati. Ma d'altronde, il protagonista di The Phantom Pain è uscito da un coma, è confuso, e i petali non sono le uniche cose strane che si vedono durante il trailer.

Anche se, effettivamente, una balena bianca in fiamme che inghiotte un elicottero militare non è esattamente un'allucinazione “normale”... che sia dettata da qualcos'altro? Chessò, magari un altro ritorno da Snake Eater? Magari The Sorrow?

Questi indizi portano dritti a farci pensare che The Phantom Pain, in realtà, sia un nuovo gioco nella saga di Metal Gear Solid. Magari uno spin-off? Kojima di recente ha dichiarato di voler lavorare a nuovi progetti, ma di essere comunque legato al mondo di Metal Gear. Possibile che si sia trovato una scappatoia per poter lavorare ad un gioco diverso, pur rimanendo nell'universo dei suoi capolavori? Può essere.

Tuttavia, il Phantom Pain del titolo, come da tradizione Kojima, nasconde ancora qualcosa. Per chi non lo sapesse, la sindrome dell'arto fantasma a cui fa riferimento il titolo è una sensazione di dolore, fastidio o prurito avvertita da chi, come il protagonista del trailer, ha perso un arto, ma continua a sentirlo vivo, attaccato al corpo. Il font con cui è scritto il nome del gioco, così come appare alla fine del trailer e in cima questo pezzo, presenta delle appendici e degli spazi vuoti che, opportunamente riempiti, formano un altro indizio.

Insomma, difficile credere all'esistenza di Joakim Mogren, così come è difficile pensare al nuovo Metal Gear Solid come a un'esperienza che, più che i precedenti capitoli della saga, ricordi più un Silent Hill. Comunque vada a finire, non si può negare che il progetto sia già un successo: se Moby Dick Studios esiste io sono Madre Teresa, gli sconosciuti svedesi sono saltati alle luci della ribalta con un progetto che ha canalizzato l'attenzione di internet e ha causato paragoni con nientemeno che Hideo Kojima. Se invece questi indizi fanno una prova, il gioco si rivelerà essere veramente Metal Gear Solid V e Kojima avrà centrato il bersaglio, attirando su di sé le attenzioni in maniera ancora più teatrale del solito, nonostante tutti i sotterfugi, puntando ancora una volta sulla cura maniacale dei dettagli e sui riferimenti alle sue opere che da sempre lo contraddistinguono, scatenando così una caccia. Alla Balena Bianca. Chapeau.

Ringrazio gli sfaccendati utenti di neoGAF, che manco il tempo di vedere il trailer e avevano già snocciolato i fatti che mi hanno semplificato la raccolta dei vari dettagli e delle varie immagini. Adoro l'internet tanto quanto adoro la metareferenzialità di Kojima. Sicuramente più dei suoi giochi.

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