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The Ballad Singer è un po’ il Dark Souls dei librogame

The Ballad Singer è un po’ il Dark Souls dei librogame

Qualche giorno fa, ho fatto una capata a Bergamo - dove tra l’altro non ero mai stato, nonostante sia proprio a uno sputo da casa mia. Più precisamente, all'Esport Palace Level One, dove si teneva la presentazione di The Ballad Singer.

Nato da una campagna di raccolta fondi su Kickstarter (che pare abbia battuto il record di finanziamento per un titolo italiano) e disponibile da oggi su Steam in accesso anticipato, The Ballad Singer è un'avventura fantasy sviluppata dallo studio Curtel Games. Il gioco prende pari pari la struttura a bivi dei classici librogame in voga durante i primi anni Novanta e ci appiccica sopra l’universo narrativo dello scrittore Alberto De Stefano, autore dei romanzi della Saga dei Kalesin editi da A.Car Editore.

Non è la prima volta che un team italiano rispolvera i vecchi librogame: qualche anno anno fa, Forge Reply aveva pubblicato Joe Dever's Lone Wolf, che rivisitava in chiave videoludica il celebre ciclo di Lupo Solitario, scritto dal compianto Joe Dever (anche se, personalmente, preferivo la serie Ninja). Tuttavia, se il titolo di Forge Reply basa buona parte del proprio gameplay su un sistema di combattimento a turni, sul crafting e sulla strategia, The Ballad Singer è a tutti gli effetti un romanzo interattivo, che mette la storia direttamente nelle mani dell’utente attraverso un meccanica di narrazione modulare.

L'interfaccia di gioco, con le sue scelte (e un drago).

Ambientato nelle terre di Hesperia a qualche anno di distanza dalla saga dei Kalesin, il gioco di Curtel Games spinge in direzione di coralità, spalmando la storia su quattro personaggi: Leon, maestro degli elementi istruito alle arti magiche fin dalla giovane età, tribolato per la dipartita dei genitoriì; Ancoran, una ragazza generata da un esperimento magico, abile nella caccia e nell’uso dell’arco; Alcamo, un elfo oscuro che ha cancellato dal proprio cuore ogni traccia di compassione per diventare un assassino perfetto; Daragast il bardo, un abilissimo spadaccino di mezza età che in passato è stato mentore di Leon.

All’inizio del gioco, è possibile selezionare uno qualsiasi di questi personaggi e dargli “una spintarella fuori dalla porta”, tenendo presente che le scelte intraprese, oltre che sull’andamento del pezzetto di storia che stiamo praticando, si rifletteranno anche sugli altri avventurieri ed eventualmente sul destino dell’intera vicenda. In sede di presentazione, il project manager e ideatore di The Ballad Singer, Riccardo Bandera, mi ha spiegato che il gioco è sostanzialmente un sistema complesso agitato dalla teoria del caos: ogni mossa implica delle conseguenze e alcune delle corde stuzzicate durante i primi passi possono riverberare nei capitoli finali.

Potete recuperare l’intera chiacchierata nel video qua sotto e/o nell’ultimo episodio di Outcast Weekly.

Tra l’altro, stando a quel che leggo sul sito degli sviluppatori, i moduli narrativi variabili sono oltre millesettecento, i finali possibili una quarantina e per raggiungerli è necessario un notevole impegno. Spesso – in realtà, molto spesso – anche un piccolo passo falso conduce alla morte di uno dei personaggi e, nel caso, è possibile riavvolgere il destino per un numero limitato di volte, attraverso il Fate system.

Quando un avventuriero termina il proprio percorso, con le buone o con le cattive, passa il testimone a un’altro personaggio. Tuttavia, le sue azioni restano impresse nel mondo di gioco e seguono il giocatore fino alla fine

Come ho detto, si muore a manetta: The Ballad Singer è il Dark Souls dei librogame. Durante il mio test, ho incrociato diversi bivi narrativi nei quali la scelta giusta era una e una soltanto, e per centrarla mi sono dovuto ingegnare, cercando di interpretare correttamente il contesto, incrociandolo con le abilità e l’attitudine del personaggio di turno. In questo senso, si può dire che nel gioco sia presente una componente ruolistca implicita: per sopravvivere, tocca sempre sempre ricordarsi di chi siamo e da dove veniamo.

In alcuni casi, le scelte giuste sono legate alla corretta interpretazione di circostanze fisiche, strategiche o alla proprietà di una determinata arma. Altre volte mi sono parse più arbitrarie. O perlomeno, anche dopo averle azzeccate, non sono riuscito a vederci un nesso. Tuttavia, sempre Bandera ha spiegato che il sistema di regole è retto da una logica e da un’etica coerenti, e all’utente, attraverso la pratica, vengono forniti gli strumenti per entrare nella forma mentis giusta. Diversamente, oh, si crepa: così va il mondo.

YOU DIED.

A fianco delle parti scritte, The Ballad Singer propone un ricchissimo apparato di disegni, illustrazioni e animazioni in salsa fantasy/tolkieniana, curato dal bravissimo Federico Musetti, apparato che arricchisce moltissimo il piacere dell’esperienza. Buone anche le musiche, che vanno di pari passo con la logica “modulare” del design e, attraverso un sistema a livelli che incrocia coerentemente il tema principale con leitmotiv e effetti sonori, riescono ad adattarsi al clima di questo o quell’altro momento specifico della storia.

Come già accennato in partenza, la Beta di The Ballad Singer è attualmente disponibile in accesso anticipato nelle versioni PC e Mac, scritta e interamente doppiata sia in italiano, che in inglese. La versione definitiva è prevista per i primi mesi del 2019 e coprirà anche i dispositivi Android e iOS. Se i ragazzi di Curtel Games riusciranno effettivamente a mantenere una struttura coerente dietro al sistema di scelte, colmando anche qualche piccola lacuna qua e là (ad esempio, la mancata sincronia tra doppiaggio e pagina scritta), potremmo avere per le mani qualcosa di interessante.

Un'altra delle splendide illustrazioni di Federico Musetti.

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