The Amazing Spider-Man flette i muscoli ed è nel vuoto!

Giusto o sbagliato che sia, è facile approcciare un titolo come The Amazing Spider-Man con in testa almeno un po' di pregiudizio. I vari videogiochi dedicati al ragnetto sono stati caratterizzati negli anni da un livello qualitativo perlomeno altalenante e, per di più, questo si porta dietro anche lo stigma di essere "il gioco ufficiale del film", vale a dire un genere di produzione che raramente porta a buoni frutti. Eppure, o magari proprio per questo, sono uscito sorpreso, soddisfatto e incuriosito dalla suite d'albergo in cui a San Francisco il producer Doug Heder e il marketing manager Tomas Giroux mi hanno mostrato il gioco. The Amazing Spider-Man è in sviluppo da un paio d'anni, nelle mani del team principale interno a Beenox, che ci si è messo al lavoro subito dopo il completamento di Shattered Dimensions, mente un secondo team si occupava di Edge of Time. Ed è anche il gioco che riporta l'obiettivo ben puntato su Manhattan, unico e indiscutibile ambiente in cui Peter Parker si trova realmente a suo agio. Ma è anche un gioco che prova a mettere in pratica la lezione di Batman: Arkham Asylum e Arkham City, adattandola al personaggio di casa Marvel e alle sue caratteristiche. Ed è infine un tentativo di rilanciare completamente il marchio, cavalcando giustamente l'onda lunga del reboot cinematografico. http://youtu.be/AduiRu2Stts

Il primo punto chiave, come detto, era riportare Spidey fra i palazzi di Manhattan, quattro anni dopo l'ultima volta. Beh, missione compiuta. Il nuovo motore grafico e le scelte nel suo utilizzo, a cominciare dalla decisione di piazzare la telecamera in una posizione estremamente ravvicinata al personaggio, regalano sensazioni fortissime e vive. Ci si ritrova davvero appesi alle ragnatele, mentre si penzola velocissimi in mezzo ai palazzi e ci si tuffa liberamente fra le varie zone nel cuore della Grande Mela, provando un senso di vertigine molto forte. Ma non solo: bisogna tirare in ballo anche il Web Rush, vale a dire il modo in cui Beenox ha scelto di concretizzare nel gameplay il senso di ragno che caratterizza da sempre Testa di tela. In queste fasi di gioco, mentre ci si getta furiosamente da una parete all'altra, saltando in cima a un cornicione, aggacciandosi a una vettura in corsa, inseguendo un lampione, il senso di ragno si manifesta in una maniera che potrebbe ricordare le idee viste l'anno scorso in Brink. In qualsiasi momento è possibile attivarlo, rallentando il fluire del tempo, e "puntare" una zona dello scenario, per poi dare il via e osservare Spider-Man che vi si dirige velocissimo, scegliendo il percorso e il modo più adatto. La cosa è fra l'altro ben inserita nel flusso di gioco e non diventa mai una costrizione, dato che è sempre possibile interrompere, in qualsiasi momento, l'animazione avviata. E ci si ritrova così a vivere un movimento continuo, saltando e penzolando, alternando controlli normali e "automatizzati" in totale fluidità, con sensazioni davvero buone.

Ma The Amazing Spider-Man non sarà costituito dalle sole fasi "free roaming" cittadine e andrà anzi a mescolare le due anime della serie di giochi dedicata al ragnetto. La storia, ambientata immediatamente dopo il termine del film, vedrà Peter Parker impegnato a investigare sulle attività della Oscorp e, come da tradizione dei videogiochi su licenza, costretto ad affrontare situazioni e personaggi prelevati direttamente dai fumetti, anche se riplasmati e adattati all'immaginario visivo e narrativo del nuovo film. Per svolgere il suo compito, Spidey si troverà a vagare in una Manhattan dal colpo d'occhio davvero riuscito, caratterizzata da un eccellente uso di luci e colori (fra l'altro molto più efficace nell'azione dal vivo che nel trailer pubblicato oggi) e da un gran lavoro sull'atmosfera e sull'attenzione a dettagli, elementi grafici, cartelloni pubblicitari. L'esplorazione degli ambienti sarà punteggiata dal classico corredo di missioni facoltative reperibili in giro, tipicamente legate all'aiutare la polizia contro i criminali di turno, e da risolvere secondo modalità ispirate a sequenze del film (durante la presentazione ho visto Spider-Man inseguire dei criminali che fuggivano in macchina e catturarli a colpi di ragnatela).

Sparsi per il mondo di gioco, però, si trovano anche i "dungeon" che vanno a costituire i veri e propri segmenti dell'avventura principale, quelli che possono forse ricordare meglio gli ambienti chiusi dei due precedenti titoli Beenox e che, soprattutto, denunciano con forza l'ispirazione ai due giochi che Rocksteady ha dedicato al Cavaliere Oscuro. La sequenza che mi è stata mostrata vede Spider-Man impegnato a inoltrarsi nei laboratori Oscorp e a utilizzare il suo senso di ragno in maniera molto simile alla visuale investigativa di Batman. Una volta attivato il Web Rush, Spidey può guardarsi in giro e individuare i vari elementi con cui interagire. I nemici, per esempio, se evidenziati in viola possono essere vittime di attacchi stealth: presi, storditi, imbozzolati nella tela e appesi al soffito senza colpo ferire. L'icona di colore rosso, al contrario, indica nemici che non possono essere messi fuori combattimento di nascosto, perché rivolgono lo sguardo al giocatore o magari perché sono nel campo visivo dei loro compagni: se si sceglie di attaccarli comunque, ci si ritrova a combatterli faccia a faccia. L'utilizzo del Web Rush è, insomma, contestuale e viene applicato anche ad elementi dello scenario, per esempio con enormi container da far crollare sui nemici o altri oggetti con cui interagire per procedere nel livello.

L'ìntero sistema si basa su un approccio stealth, che permette comunque anche di scegliere la via della violenza, e offre anche un comando di "Web Rush Back", tramite cui ritirarsi velocemente per scomparire dall'azione, acquattati sul soffitto. In tutto questo, i nemici si comporteranno in maniera piuttosto classica e, se allertati, inizieranno a cercare il giocatore perlustrando gli ambienti con le loro torce elettriche. Insomma, il paragone con i due giochi di Rocksteady è inevitabile e chiaramente la prova del nove è costituita dal sistema di combattimento, vero fiore all'occhiello dei due Batman: in questo senso, è difficile farsi delle idee precise senza aver preso il pad in mano, ma di sicuro alla GDC ho assistito a scontri estremamente coreografati, con nemici che attaccano in massa e pizze in faccia che volano come se fossimo a Napoli. Non mancheranno, infine, gli scontri coi boss: al di là del gigantesco robot mostrato qualche tempo fa, nel trailer dei Video Game Awards, a San Francisco veniva messo in scena un personaggio classico come Rhino. Nel gioco lo si affronta all'interno di un'ampia arena, dove bisogna cercare di intrappolarlo usando la ragnatela per fare in modo di colpirlo poi attraverso delle scariche di corrente elettrica. Chiaramente non mancheranno altri personaggi – fra i menu ho adocchiato una voce "Hunter", che farebbe pensare a Kraven il cacciatore – e tutta l'inevitabile serie di rimandi e riferimenti per la gioia dei fan. Più in generale, l'impressione è di un gioco dal buon potenziale, che dovrebbe soddisfare i fanatici dell'Uomo-Ragno ma potrebbe anche rivelarsi una piacevole sorpresa per tutti gli altri. Certo, il termine di paragone per i videogiochi "fumettistici", negli ultimi anni, è diventato piuttosto scomodo. Vedremo se Beenox riuscirà a rispettare gli standard.

 

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