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Tales Of The Neon Sea: provaci ancora, Rex

Tales Of The Neon Sea: provaci ancora, Rex

Ormai, i giochi in “pixel art” sono diventati quasi un sottogenere, florido e pieno zeppo di titoli che non hanno nulla da invidiare, in quanto coinvolgimento e trama, a blockbuster con budget e team di sviluppo mostruosamente superiori. Forse, raccontare storie con questo stile grafico è più semplice, non so, sicuramente meno impegnativo a livello di sviluppo, ma è anche vero che svaccare tutto è molto più facile di quanto si pensi, soprattutto se chi gioca è un veterano che ha ancora i quadrettoni del Commodore 64 stampati nel cervello.

Tales Of The Neon Sea è un gioco che sicuramente fa tante cose buone, nonostante lo sviluppo travagliato, e si presenta come un’avventura punta e clicca di stampo prettamente cyberpunk, con una particolare attenzione ai rompicapi. In realtà, parlare di punta e clicca è un filo fuorviante, perché è possibile giocare tranquillamente con tastiera e mouse, ma ho apprezzato molto di più utilizzare i classici tasti WASD per muovere il personaggio e il mouse per interagire con gli oggetti o, ancora meglio, direttamente il joypad.

Il gioco ci propone come incipit una scena che è cronologicamente piazzata più avanti nella storia ma in pochi attimi ci spiega come muoversi nelle schermate, attivare interruttori, raccogliere e combinare oggetti. Il nostro protagonista è un ex investigatore, che sarebbe perfetto per uno spin-off di Blade Runner, che si ritrova in una situazione drammatica. Inseguito da un essere che sembra soprannaturale, per sfuggire a morte sicura (e al game over), Rex, il protagonista, si lascia cadere in una sorta di fogna, per poi riuscire a trovare una soluzione per salvarsi la pelle.

Durante questo breve tutorial, si scopre che Rex è una sorta di cyborg con innesti meccanici, che devono essere riparati per poter salvare la vita dell’uomo. Qui inizia il gioco vero e proprio, dove, grazie ad un flashback, veniamo portati a diverso tempo prima, quando Rex è a casa propria e ha a che fare con il suo robot maggiordomo, una sorta di fusione tra Wall-E e Numero 5 di Corto Circuito.

Tales Of The Neon Sea è un gioco che, come detto prima, fa tante cose in maniera egregia. Ha un ottima grafica, uno stile veramente azzeccato e una trama che riesce a mantenere vero interesse nel giocatore. Purtroppo, ed è un purtroppo non piccolissimo, la parte dedicata ai puzzle è quella sicuramente meno riuscita e, in alcuni casi, mina fortemente la voglia di proseguire. Capiamoci, i rompicapi non sono difficilissimi, ma sono di quel tipo che purtroppo spesso si trova in giochi di questa categoria, ovvero semplici giochi quasi a livello enigmistico, che veramente poco c’entrano con ciò che il nostro investigatore sta facendo.

Un esempio cristallino si vede quando Rex deve riattivare la luce in casa, una delle primissime prove, e ci ritroviamo davanti a una sorta di gioco del quindici mal organizzato, che ci fa perdere (si, perdere) diverso tempo senza dare un vero valore aggiunto all’esperienza. Anche perché, ovviamente, se non si supera un determinato rompicapo, non è possibile proseguire con l’avventura.

Ed è un peccato che il team di Palm Pioneer non abbia curato questo aspetto come ha fatto invece per il resto del progetto. Tales Of The Neon Sea ci mette di fronte ad una bellissima rappresentazione di un mondo futuristico cyberpunk, certo parecchio stereotipato, ma preferisco vederla più come una citazione totale di tutto quello che immaginiamo un futuro così ci possa riservare, che una mancanza di originalità.
Per altro, dato che nell’avventura abbiamo spesso al nostro fianco un bel gattino, ci viene richiesto di utilizzare lui per trovare determinati oggetti in luoghi dove Rex non può infilarsi, e queste sezioni, solitamente, sono una sorta di mini platform con enigmi ambientali.

Tecnicamente funziona tutto, artisticamente anche e i casi in cui si ritrova invischiato Rex ci accompagnano in una storia nella quale umani e robot stanno cercando di prendere il sopravvento gli uni sugli altri. Il sonoro è nella media, mentre sul fronte della localizzazione non possiamo contare sull’italiano, ma è ovviamente tutto disponibile in inglese (oltre che in tedesco, francese, cinese e giapponese)

Tales Of The Neon Sea è un gioco davvero delizioso per come è confezionato, ma purtroppo si porta dietro una gestione dei puzzle molto farraginosa. Personalmente, mi sento di consigliarlo a quelle persone che non hanno problemi a passare tempo sul combinare delle figure o mettere in ordine dei tubi per poter portare l’energia da un punto all’altro di un meccanismo. Se non si hanno problemi su questo aspetto, il gioco regala davvero una bella esperienza di avventura e non solo.

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Ho giocato a Tales Of The Neon Sea grazie ad un codice Steam gentilmente fornitoci dagli sviluppatori. Ho portato a termine l’avventura di Rex incartandomi un po’ troppe volte nei numerosi puzzle che il gioco propone. Tales Of The Neon Sea è disponibile su PC ma sono state annunciate le versioni PlayStation 4 e Switch, che però non hanno ancora una data di pubblicazione.

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