Outcazzari

Tales From The Borderlands #4: Escape Plan Bravo - Helios e le storie tese

Le cose sono due: o la mia pessima memoria sta sfociando in una grave situazione medica, o la mia conoscenza dell'inglese sta deteriorando con l'età, invece che migliorando con la pratica. O, anche, sto semplicemente rincoglionendo progressivamente e finirò ben presto per non capire più niente in generale. Certo, mi rimane la scusa che Metacritic, di base, anche lui non è che abbia mai capito granché (anche perché di fatto è un'hive mind che raccatta in giro per l'internet il parere di un numero N di individui totalmente diversi l'uno dall'altro, quindi non esattamente Deep Blue o Stephen Hawking), ma la media di 81 (con addirittura un 100 di Destructoid e un grasso grosso 90 di Jim Sterling) per Episode 4: Escape Plan Bravo e, in generale, il fatto che la stampa ha elevato Tales From The Borderlands a migliore serie Telltale fatico a capirla e, se vogliamo, a giustificarla. E questo nonostante, in realtà, Tales From The Borderlands #4: Escape Plan Bravo continui sulla buona strada tracciata dal terzo capitolo, Catch a Ride, e non sia una roba da guardare con un po' di imbarazzo come il primo o il secondo episodio. Soprattutto se consideriamo che Telltale non ha mai saputo scrivere un penultimo episodio così capace di mettere in fila un momento degno di essere ricordato e di montare l'hype per il gran finale come succede qui.

https://youtu.be/xzmGfAaaOZI

Riprendendo dove ci eravamo lasciati un mese e mezzo fa, Tales From The Borderlands #4: Escape Plan Bravo mette i nostri eroi nella scomoda situazione di dover infiltrarsi su Helios, ovvero la gigantesca base Hyperion a forma di H che si staglia sopra la luna di Pandora. Un incipit che da subito immerge l'episodio in un'atmosfera bizzarra, finalmente centrata per quelle che forse erano le vere aspettative su questa serie: l'ideazione di un piano d'attacco da vivere "in due", le battute frizzantelle (seppur discretamente becere anche per gli standard di Borderlands) e un'apprezzabile stupidità di fondo rendono questo penultimo appuntamento con Rhys e Fiona un'edizione videoludica sui generis della saga di Ocean's.

Un approccio, questo, che fortunatamente annulla quasi del tutto i momenti QTE e le scene di azione, che (come dico spesso in queste recensioni) finiscono per essere rovinate dalla totale assenza di tensione a monte, dal momento che la storia ci viene raccontata a ritroso dai due protagonisti, tenuti prigionieri. Anzi, a voler ben vedere, in Tales From The Borderlands #4: Escape Plan Bravo c'è praticamente un solo momento "nel presente", quindi si rimane sempre ben concentrati sulla narrazione, il che agevola nettamente l'immersione nella bella atmosfera da heist movie leggerino e scemotto di questo episodio.

Citazioni.

Un episodio che quindi scorre via senza particolari patemi ma, anzi, come dicevo poc'anzi mette in fila almeno due scene gustose, inaspettate nel loro essere improvvise, apprezzabili e per certi versi bizzarre. Fortunatamente, grazie anche al minutaggio leggermente più breve rispetto al passato (siamo nell'ordine dell'ora e mezza invece che due ore piene), Escape Plan Bravo convince soprattutto perché non si perde nell'introdurre nuovi personaggi (o perdersi in vuote comparsate come accadeva negli altri episodi), in cambi di prospettiva insapori o in altre amenità che, invece di soddisfare, lasciano una spiacevole sensazione di incompiuto, di "quello che sarebbe potuto essere e invece è 'sta robetta qui né carne né pesce".

Perché, però, non è tutto oro quello che luccica? Beh, perché le macchie più evidenti sulla superficie di Tales From The Borderlands non potevano essere certo spazzate via da un singolo episodio, per quanto centrato e tutto sommato riuscito possa risultare. E, in effetti, Escape Plan Bravo non riesce a mascherare un cast di comprimari che, dopo l'exploit di Catch A Ride, torna di nuovo a giocarsi la carta delle comparsate minori che, pur con un buon minutaggio su schermo, cercano la nobiltà solamente nel loro blasone (o presunto tale) nell'economia della serie, piuttosto che con un reale peso specifico guadagnato nel corso degli episodi come avveniva in The Walking Dead. Il che, inevitabilmente, finisce per vanificare un po' la scrittura, che nonostante abbia qui i suoi momenti non riesce comunque a brillare come dovrebbe.

Detto questo, comunque, Tales From The Borderlands #4: Escape Plan Bravo è tutt'altro che brutto. Pur non convincendo appieno, si tratta pur sempre dell'episodio più centrato, riuscito e piacevole della serie, che per di più ha il grande pregio di mettere in scena un cliffhanger che, a seconda delle scelte, mette un sacco voglia di vedere come il racconto si congiungerà al presente, dandoci finalmente le risposte che aspettiamo da mesi. Il che non rende Tales From The Borderlands la migliore serie prodotta da Telltale, ma sicuramente rende il quinto capitolo ben più appetibile di quanto non lo fosse al lancio di questa nuova avventura dello studio. Hai detto niente.

E poi c'è Stallone da culo, come non volergli bene.

Ho giocato a Tales From The Borderlands #4: Escape Plan Bravo grazie a un season pass per PC fornito da Gearbox Software. No bug, no sbattimenti, tutto buono nei canoni a cui ci ha abituato Telltale. Vorrei salutare anche oggi Kentucky Route Zero.

Voto: 7

Devil's Third: il Manzoni dei videogiochi

Splatoon è buono come un risotto al nero di seppia

Splatoon è buono come un risotto al nero di seppia