Sundaycast #65 - Overdose da cioccolato

Ripercorriamo gli annunci e le notizie più o meno borderline della settimana, con il solito piglio borderline da giocatori borderline coi baffi che ci contraddistingue. E poi, ci serviva un modo per riempire in modo un po’ borderline le domeniche. Borderline.

Amici ma soprattutto amiche di Sundaycast, prima di cominciare è più che doveroso festeggiare la ricorrenza di oggi, che più di ogni altra unisce ogni etnia e religione: credenti e non, pastafariani, indù, amighisti, gattari, juventini che non credono a calciopoli, vegetariani, celiaci e persino quelli a cui è piaciuto The Last of Us. Tutti noi amiamo il giorno delle uova di Pasqua, in cui un coniglio (probabilmente Jazz Jackrabbit), ciclicamente, respawna con un lag di tre giorni e, per insegnare la lezione al suo provider scadente, prende la sua slitta, partendo dall’Isola di Pasqua (giustamente), e consegna a tutti noi che non lavoriamo nella telefonia delle dolci uova di cioccolato con sorpresa. Generalmente è una sorpresa del cazzo, tipo un portachiavi con inciso sopra sigle tipo RCM, ma a noi della sorpresa non interessa. Noi siamo contenti per il cioccolato e per la pace che questo giorno riesce a dare a tutti, indistintamente. Evviva la pasqua, evviva il coniglietto pasquale, evviva le introduzioni a Sundaycast che odorano fortissimo come quell’alcolizzato dello zio Pasquale.

Via!

A Luckey gli puzza laggente

Laura Palmer Luckey ci illumina le potenzialità della realtà virtuale.

Palmer Luckey, responsabile del progetto Oculus Rift, parlando al PAX East ha espresso più di un parere tranchant sul futuro della realtà virtuale. Innanzitutto, Luckey si è detto estremamente fiducioso riguardo al fatto che, grazie ai suoi costi ridotti, al minore spreco di risorse necessario per la distribuzione e alla resa finale del prodotto, i visori per la realtà virtuale sono destinati a rimpiazzare le TV tradizionali sul lungo periodo. E fino a qui, tutto sommato, nulla da obiettare.

Quando però la discussione è passata dai contenuti televisivi alla realtà virtuale tout court (a cui abbiamo anche dedicato l’ultimo Cinquepercinque), Luckey si è lasciato andare a visioni da un futuro (probabilmente) distopico, asserendo che i visori non si fermeranno ad essere dei dispositivi per la riproduzione video, ma sono destinati a rimpiazzare le “interazioni fisiche umane”: “arriveremo a un punto”, dice Luckey, “in cui risulterà irresponsabile salire su un aereo e spendere tutto quel carburante per avere un meeting, o visitare un luogo, quando si può fare la stessa cosa con il proprio visore”. A chi gli ha chiesto se la cosa non comporti un eccessivo distaccamento dalla realtà, il papà di Oculus ha poi risposto che “no, perché si tratta di un isolamento fisico, non mentale. D’altronde, perché andare fisicamente a incontrare qualcuno quando si potrà simulare perfettamente la realtà? A un certo punto la realtà virtuale sarà convincente come la vita vera, e prima o poi tutti troveremo un punto in cui ci convinceremo che la simulazione valga tanto quanto la realtà”.

E insomma:

http://youtu.be/o_wD2G60iV8

Si può dire di nuovo Saga

Se cercate "Saga" su Google Immagini vengon fuori un caleidoscopio di roba allucinante.

La lieta novella arriva direttamente da CVG, e ratifica la pace tra King, sviluppatori di Candy Crush Saga, e Stoic, rei di aver inserito la parola “Saga” nel loro The Banner Saga. Come riportato anche sul sito di Stoic, le due parti sono arrivate a un accordo che permetta a entrambi gli sviluppatori di proteggere adeguatamente i loro marchi registrati senza venire alle mani. Tra l’altro, in un eccesso di buonismo pasquale, King ha anche annullato la causa contro Candy Swipe, gioco mobile nato due anni prima di Candy Crush e di cui aveva chiesto la cancellazione perché sì. Insomma, tutto bene quel che finisce bene, ora tutti possono tornare a farsi le saghe come se nulla fosse successo.

Trailerblast

http://youtu.be/1TAo8hBWgsI

Un paio di video, ché non fanno mai male: qui sopra vedete Severed, nuovo gioco di quei Drinkbox Studios saltati alla ribalta per Guacamelee!. A differenza del titolo citazionista col luchador messicano, Severed sarà una sorta di “punto d’incontro tra Mega Man, Infinity Blade e Punch Out!”: la progressione nei livelli non sarà lineare (Mega Man), gli attacchi verranno compiuti attraverso uno swipe (Infinity Blade) e gli scontri saranno tutti one-on-one (Punch Out!). Severed, inoltre, permetterà di collezionare parti delle proprie vittime per arricchire l’arsenale e le potenzialità dell’eroina del gioco… tanto per aggiungere un po’ di gustoso splatterame che non guasta mai. Il gioco, per il momento, non ha una piattaforma di destinazione precisa (anche se i controlli touch lasciano poco spazio alla fantasia) ed è previsto per il prossimo anno.

http://youtu.be/vcBOUie-LyA

Altro giro, altro “prototype video”: The Hong Kong Massacre, gioco di cui si è parlato anche nell’ultimo Tentacolo Viola e che, tra l’altro, ci è anche stato espressamente richiesto via Twitter. E poi dice che non siamo attenti ai nostri fedeli ascoltatori/lettori/amici/parenti/whatever. Violenza, John Woo e tantissima scopiazzatura da Hotline Miami per un titolo di cui non si sa assolutamente nulla, se non che Vreski, lo sviluppatore, non è di Hong Kong ma di Malmö, in Svezia. Un plot twist dietro l’altro!

Gerontofilia

L'unica foto™ di Jade Raymond.

Jade Raymond, l’unica donna famosa dell’era di internet di cui abbiamo una sola foto, questa settimana si è detta infastidita dall’industria dei videogiochi, che tratta i suoi clienti come degli idioti proponendo loro solo motoseghe giganti e donne in bikini: "Non tutti i videogiocatori sono teenager, e anche i teenager vogliono più di quella robaccia. Ultimamente c’è stata decisamente più varietà, come ad esempio con i protagonisti di Grand Theft Auto, che hanno rappresentato anche soggetti come l’immigrato dal basso profilo… però non c’è ancora un gioco in cui interpreti una vecchina. Quello è il mio sogno”. E insomma, preso atto anche della volontà di cambiare il mondo videoludico da parte della Raymond (evidentemente colta da un’amnesia selettiva, dal momento che ha ancora le mani in pasta in Assassin’s Creed), personalmente le consiglierei un giro con Goat Simulator: non sarà il gioco con l’anziana signora, ma quanto a offerta alternativa dal solito ci siamo di certo.

That’s all folks! Sfruttate la fine di questo weekend lungo per giocarvi quell’”un terzo” di videogiochi che avete su Steam e che non avete neanche lanciato. Alla prossima settimana!

Colonel Campbell's Art Soup #59

Colonel Campbell's Art Soup #59

Old! #59 – Aprile 1994

Old! #59 – Aprile 1994