Sundaycast #57 - Risoluzione

Ripercorriamo gli annunci e le notizie più o meno borderline della settimana, con il solito piglio borderline da giocatori borderline coi baffi che ci contraddistingue. E poi, ci serviva un modo per riempire in modo un po’ borderline le domeniche. Borderline. Sono io, o le notizie diventano sempre più “meh” di settimana in settimana? È tutto già sentito e già visto, e quando scoppia il merdone sei lì, apatico, che ti dici che tutto sommato era questione di tempo. Anche perché il mondo videoludico è diventato una roba strana, con gli indie che vendono un sacco dando libero sfogo alla loro creatività da un lato e, dall’altro, i creativi degli studi tripla A, che per vendere devono sottostare a meccaniche di gioco che spesso non hanno nulla a che vedere con la loro idea, e finiscono per dirsi “sai che c’è? Diventiamo indie pure noi!”. Tra l’altro, nei videogiochi attuali e in un mondo in cui esistono Kickstarter e Broken Age, per un creativo di nomea (e anche un po' despotico, a quanto pare) è quasi più sicuro tentare la strada indipendente che non rimanere legato a un publisher… anzi, a tal proposito, la scelta di Levine è un po’ (tanto) a metà, dal momento che il suo nuovo studietto è comunque sotto l’egidia di 2K… certo, l’importante è non finire ad aprire ristoranti come Cliffy.

Ma comunque.

Banks of Warcraft

Sossoldi.

La notizia era nell’aria più o meno da quando è stato inserito l’In-Game Store, ma dopo l’ultima patch di World of Warcraft il fatto è ufficialissimo: ora è possibile far arrivare al livello massimo il proprio personaggio pagando. Con sessanta euro, il simpatico sfighé appena generato farà un salto al livello 90, già da subito, senza dover aspettare la prossima espansione Warlords of Draenor che, lo ricordo, prevede già un character boost gratuito.

Considerando che quando giocavo io, ere geologiche fa, questa cosa già esisteva grazie agli amici con gli occhi a mandorla, tutto sommato stupisce che Blizzard ci abbia messo così tanto a capire che c’era margine di guadagno anche in questo frangente, dal momento che negli ultimi anni è stato un continuo “OK, come possiamo spillare altri soldi ai nostri giocatori?”. Ad ogni modo, immagino il divertimento, oggi come allora, dei giocatori scafati che si vedono arrivare dei giocatori al livello massimo, ma che non sanno come usare il loro personaggio... le risate, ma anche quella matta voglia di genocidio.

La fine! LA FINE!

Che bellino.

OK, due in uno, tanto sono robe tristi che fanno buono. Attraverso il Miiverse, Shigeru Miyamoto ha annunciato che l’anno di Luigi, alla faccia di Papa Gregorio XIII, terminerà dopo 397 giorni, il prossimo 18 marzo. Dr. Luigi, New Super Luigi U, Mario e Luigi Dream Team Bros. e Luigi’s Mansion 2 sono stati i figli principali di questo lungo periodo, ma non è da escludere che ci sia ancora una ciliegina da mettere sulla torta. Staremo a vedere.

A caso.

L’altra fine è quella legata a Shenmue. Nello specifico, la fine del periodo in cui SEGA ha detenuto i diritti sul trademark negli Stati Uniti. Le teorie del complotto che vedono Cerny e Yu Suzuki annunciare Shenmue 3 esclusiva PS4 alla prossima GDC di San Francisco si moltiplicano ogni istante che passa.

Graficoni e angolo Kojima

La versione Xbox One.

In settimana, poi, è esploso per l’ennesima volta il bubbone relativo alle prestazioni di PlayStation 4 e Xbox One, con la seconda che, anche nell’imminente futuro, mostrerà il fianco alle critiche. Non bastassero Battlefield, Ghosts e Tomb Raider Definitive Edition, infatti, anche Thief e Metal Gear Solid V: Ground Zeroes (e chissà cos’altro, a questo punto) avranno una maggiore risoluzione sulla console Sony.

Tra l’altro, riguardo a Ground Zeroes Kojima si è esposto in prima persona, pubblicando sul sito Konami una serie di immagini e informazioni utili a comparare le versioni del gioco. Inutile dire che agli utenti di NeoGAF è salito il crimine, anche considerando che le versioni PS360 del gioco sono sub-HD, upscalate a 720p a 30 frame per secondo. La risposta di Kojima su Twitter è stata, più o meno, “in realtà il gioco è uguale, ma comunque non fate i pezzenti e compratevi la next gen”, tanto che poco dopo è venuta fuori la PlayStation 4 FOX Edition, edizione limitata della console Sony con una serigrafia piuttosto pacchiana, che vedrà la luce dei negozi Giapponesi in concomitanza con l’uscita del gioco.

Brr.

Bande nere

http://youtu.be/e_p_TFtrqlg

http://youtu.be/8Znsk-r1rew

Non è comunque tutto oro quel che luccica neanche su PlayStation 4, dal momento che The Order 1886 girerà in 1920x800 (quindi con le bande nere cinematografiche) a 30 fps, per garantire una qualità grafica che, garantisce Ready at Dawn, ci farà rimanere a bocca aperta. I trailer qui sopra sono effettivamente molto interessanti, ma francamente rimangono le perplessità su questa generazione di console, che sembra volere tanto e finisce spesso per stringere poco. Mi sa che giopep ha ragione, sto diventando PCista.

That’s all folks! Alla prossima settimana!

Colonel Campbell's Art Soup #51

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Old! #52 – Febbraio 2004

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