Sundaycast #51 - Dite CES!

Ripercorriamo gli annunci e le notizie più o meno borderline della settimana, con il solito piglio borderline da giocatori borderline coi baffi che ci contraddistingue. E poi, ci serviva un modo per riempire in modo un po’ borderline le domeniche. Borderline. Neanche abbiamo fatto in tempo ad abituarci a scrivere "2014", che già si è conclusa la prima fiera tecnlogica dell'anno. Dove andremo a finire di questo passo? La risposta proveniente dal CES è "in un mondo pieno di display curvi". Qualche anno fa, la risposta era "in un mondo pieno di televisori in 3D"... insomma, da Las Vegas sembrano arrivare solo risposte discutibili. Staremo a vedere (pun not intended). Intanto, ecco il riassuntone videoludico della settimana.

Tegra K1 #credici

http://youtu.be/GkJ5PupShfk

Ad aprire le danze del CES ci ha pensato Nvidia, che durante la sua conferenza ha presentato il successore del processore mobile Tegra, chiamato K1, che sembra in grado di fare grandi cose su piattaforme "ridotte" come tablet e smartphone. Il Tegra K1, come si vede nel filmato poco più sopra, è in grado di far girare l'Unreal Engine 4 in tutta la sua magnificenza di luci e riflessi, andando a ridurre sensibilmente le distanze di resa grafica tra mobile e desktop... almeno secondo il CEO di Epic Tim Sweeney, che non ha nessuna ragione di esagerare le sue dichiarazioni, visto che Epic e Nvidia sono diventati recentemente partner *ammicca ammicca*.

Un processore mobile sicuramente molto promettente, che speriamo venga utilizzato su larga scala: dovesse ripercorrere la carriera del Tegra 4, non c'è molto da stare allegri.

Steam Machines!

Dove c'è Alienware c'è una lucina zarra.

Finalmente si è compiuto un altro passo avanti per quanto riguarda le Steam Machines, i computer da salotto preassemblati che permetteranno ai videogiocatori di sfruttare tutta la loro libreria di giochi PC comodamente stravaccati sul divano. Da Las Vegas, infatti, Gabe Newell ha mostrato al mondo diversi modelli di Steam Machine ufficiali, prodotti da terze parti, aiutando i suoi fedeli a farsi un'idea sui vari form factor e sui costi di questi oggetti del desiderio.

Come era facile presagire, ovviamente, ce n'è per tutti i gusti: molti, come Alienware, hanno optato per un look semplice (e nero), Zotac ha tirato fuori un router, Scan Computer un hard disk esterno, altri semplicemente un computer micro ATX. Tutti, comunque, partono da configurazioni dignitose, arrivando più o meno fino all'infinito: non molti si sono sbottonati sulle specifiche delle componenti interne, ma i prezzi variano da 499 dollari fino ad arrivare alla follia del Tiki di Falcon Northwest, che propone CPU i7, GeForce Titan, 16 GB di RAM e chissà quale altro ritrovato siliconico in quantità totalmente personalizzabili, fino ad arrivare alla modica cifra di 6.000 dollari. Seimila. Vabbé. Io, comunque, mi faccio andare bene il mio PC.

Christine

http://youtu.be/G0K41ZWd-vo

A proposito di PC "preassemblati", sempre dal CES gli smanettoni di Razer hanno presentato Project Christine, un PC modulare perfetto per chi non ha voglia di smontare case e maneggiare cavi d'alimentazione, pasta termica, componenti e quant'altro. Il concetto alla base di Christine, infatti, è quello di un form factor che presenta svariati alloggiamenti, nei quali inserire "plug and play" le varie componenti, senza mettere mano a cavi o quant'altro. E, tra l'altro, tutto senza ventole, visto che il tutto è raffreddato a liquido.

L'idea non è solo estremamente ganza, ma è pure ottima per chi, come il sottoscritto, si è ormai abituato alla pappa pronta fornita da Apple, e non muore dalla voglia di combattere con l'installazione di schede nuove ed eventuali e inspiegabili problemi di compatibilità. Certo, c'è bisogno che i vari costruttori di hardware collaborino per far funzionare il tutto... ma considerando che le Steam Machine sono passate da utopia a realtà in un tempo relativamente breve, non vedo perché Christine debba fallire.

Celodurismo

"E che gli vuoi dire?"

Ovvero: "come spegnere gli entusiasmi con una battuta". Yusuf Mehdi, Corporate Vice President of Marketing, Strategy and Business di Xbox (sì, è un titolo unico), a inizio settimana ha tirato fuori un pippone infinito per ringraziare i fan degli straordinari risultati raggiunti da Xbox One, capace di vendere tre milioni di console dal lancio fino al primo gennaio. Neanche il tempo di un caffé che Sony ha risposto, dal palco del CES, dicendo che PlayStation 4 ha venduto ben 4.2 milioni di console. Game, set and match? Neanche per sogno: Gabe Newell, ostentando la cazzimma che gli è propria, ha fatto notare che ci sono 65 milioni di account Steam attivi, che aspettano solo di essere "riversati" sulle Steam Machine. E che gli vuoi dire?

PlayStation Now

Pame di garatsu.

Al di là di queste scaramucce da asilo, Sony è comunque uscita da Las Vegas con una discreta dose d'amore in più da parte dei nostalgici. La casa di Hirai, sul palco del CES, ha infatti presentato PlayStation Now, un servizio che permetterà all'utenza Sony tout-court (non solo console, quindi, ma anche televisori Bravia, smartphone e tablet) di beneficiare del catalogo di videogiochi usciti sulle sue console, dalla prima PlayStation ad oggi, comodamente in streaming.

Il servizio, reso possibile grazie alle tecnologie ottenute con l'acquisizione di Gaikai, stando alle parole di Andrew House entrerà in beta a fine mese su PS3, per poi andare a pieno regime quest'estate. House ha anche aggiunto che sarà possibile acquistare/noleggiare un singolo gioco o sottoscrivere un abbonamento, ma non ha specificato se PlayStation Now si andrà a integrare in qualche modo con PlayStation Plus, così come rimane poco chiara la distribuzione del servizio al di fuori degli Stati Uniti. In attesa di scoprire di più, l'idea è quella di tirare fuori la PS One dalla cantina e ammazzare il tempo con i beat di PaRappa the Rapper (ciao Fotone).

Videoggiochi duri e puri

Bell'artwork.

In tutto 'sto tripudio di servizi e hardware, però, questa settimana sono stati annunciati anche due giochi molto interessanti. Evolve è il nuovo sparatutto cooperativo di Turtle Rock Studios, che riprendono il concetto "quattro personaggi uniti contro un merdone gigante", già utilizzato dallo studio per i due Left 4 Dead, mettendo però una creatura a metà tra Godzilla e un colosso di Shadow of the Colossus al posto degli zombi. Creatura che, tra l'altro, sarà controllabile da uno dei giocatori. Per ora, le notizie sul gioco si fermano qui, visto che il numero di GameInformer in cui si parla di Evolve non è ancora disponibile. Uff.

http://youtu.be/-m3e-De96x8

L'altro gioco annunciato in settimana è Alien: Isolation, di cui vi ha già parlato il buon aleZ, e sul quale aggiungo che solo a guardare il trailer mi sono un po' cacato addosso, ma non nel senso di Alien: Colonial Marines.

Yay Italia!

Ultimo arrivo, ma non meno importante, è quello di Storm in a Teacup, studio indipendente con base a Roma formato dagli amici di Outcast Alberto Belli e Carlo Ivo Alimo Bianchi. Il primo lo leggete da anni un po' da tutte le parti, da Wired al Messaggero passando per le scrittine sconce dell'Autogrill, mentre il secondo ha maturato negli anni esperienze importanti in  Crytek, IO Interactive e Warner Bros. Games.

Storm in a Teacup è attualmente al lavoro su un progetto di cui, si spera, sentiremo parlare molto presto: per ora, non ci rimane che augurargli tutte le migliori fortune.

That's all folks! Alla prossima settimana con altri riassuntoni logorroici! (A proposito, se avete ancora voglia di leggere, magari date un'occhiata all'ottimo post su IndieVault sui vincitori del ventottesimo Ludum Dare)

Un'altra mazzata per Silicon Knights

La serie Mafia agli arresti domiciliari