Sundaycast #32 – Here's Johnny

Ripercorriamo gli annunci e le notizie più o meno borderline della settimana, con il solito piglio borderline da giocatori borderline coi baffi che ci contraddistingue. E poi, ci serviva un modo per riempire in modo un po' borderline le domeniche. Borderline. Con un occhio alla valigia (ancora da fare, in realtà), vi do il benvenuto al trentaduesimo appuntamento con Sundaycast. Questa settimana, inevitabilmente, episodio tutto dedicato al pesce d'aprile fuori stagione più clamoroso (perché vero) degli ultimi anni.

Nintendo... 2DS?

È vero, la definizione di pesce d'aprile è venuta a tutti, non è originale e non è manco borderline, ma oh, dagli torto. Quando mercoledì sera è venuto al mondo il nuovo portatile di Nintendo, tutti pensavano che fosse spuntato uno di quei fake imbarazzanti tirati fuori tanto per colorare un po' il rientro dalle vacanze, e fosse il caso di farci sopra due risate in compagnia.

Niente di tutto questo: Nintendo, più seria che mai, ha tirato fuori una nuova versione della sua console portatile “tridimensionale”. Senza 3D. Ebbene sì, signore e signori, un nuovo 3DS senza la sua caratteristica chiave, quella che lo distingueva dal suo predecessore, il Nintendo DS. Tutto questo, dulcis in fundo, proposto in un design che, a prima vista, fa proprio pensare che ci sia qualcosa di sbagliato. Per dire: la console, senza cuffie, ha l'audio mono. Nel 2013.

http://youtu.be/-uOSoIgcUys

Insomma, una nuova console che fa girare i giochi del 3DS (e ha due fotocamere per fare le foto 3D, rendiamoci conto) ma senza la visualizzazione 3D, che è retrocompatibile con la ludoteca del Nintendo DS e che si chiama con un nome diverso rispetto alle altre due console, pur facendo le stesse cose. All'inizio ho fatto fatica pure io a fare tutti i collegamenti giusti, non oso immaginare questo Natale a MediaWorld come andrà a finire l'ennesima sfida tra genitori disperati e commessi imbarazzati (o imbarazzanti?).

Sì, perché Nintendo l'avrà anche detto a mezze parole, ma anche se non lo avesse fatto è lampante: il Nintendo 2DS è palesemente indirizzato ai più piccoli. La scocca ricorda un giocattolone (sembra un Clementoniihh1!1h1!!), le dimensioni sono ridotte (è lievemente più piccolo del primo 3DS aperto) e il prezzo (129 euro) è quello giusto per non far incazzare troppo il parentado. Ma poi oh, anche solo il fatto che esca proprio il giorno del lancio di Pokémon X e Y è palesemente roba da circonvenzione di minori.

Tornando un secondo al prezzo, il momento “WTF?” della settimana è stato quando è arrivata la scoperta che, in realtà, quelli del 2DS non sono due schermi ma uno solo, gigante e tutto touch, coperto dalla plastica in modo che sembrino due e che la parte superiore non sia “toccabile”. In un mondo di tablet e smartphone, il prezzo di un touch screen di quelle dimensioni è decisamente minore di quello di due schermi separati e, insomma, il 2DS costerà a Nintendo quattro spiccioli. Piccola spesa e grandi ricavi.

Questo, aggiunto a quello strano meccanismo mentale per cui più guardi una cosa che da subito ti sembra brutta e più ti piace, ti fanno pensare che, tutto sommato, il Nintendo 2DS sia tanto brutto e stupido da fare il giro e diventare bello e intelligente. Quel suo look da giocattolone titilla l'inner child abbastanza da zittire il vecchio nerd che è in noi sulla questione audio mono/doppia fotocamera, il prezzo è indubbiamente interessante, almeno per chi non ha già uno dei due 3DS, e in generale il look senza “cerniera” è un ritorno alle origini abbastanza apprezzabile per tutti i vecchi scorreggioni.

Il vero problema, se mai, è un altro: Nintendo sembra ormai finita in un limbo in cui fa le cose nel modo più equivocabile possibile, ché tanto poi le spiega con una tabella. Prima il Wii U, che è venuto fuori con la pratica tabellina per spiegare che no, il paddone non è una nuova periferica ma proprio un'altra roba. Poi il Wii Mini, uscito due anni dopo che il Wii ha smesso di vendere anche gli usati, tirato fuori tanto per dar fastidio, confondere ulteriormente le cose e, se possibile, disturbare le già disastrate vendite del Wii U. E per fare un'altra tabellina per specificare “cosa-giocare-dove”, chiaro. Adesso, questo: un'altra console chiamata con un gioco di parole poco limpido, incapace di chiarire il suo ruolo nell'ecosistema videoludico a chi non segue con assiduità i videogiochi. Oddio, non si spiega benissimo anche a chi ci campa (or die trying), ma non sottiliziamo.

Questo, ovviamente, senza dimenticare che chi ha già un 3DS e volesse giocare i suoi acquisti dell'eShop sul suo nuovo 2DS non può farlo perché, ehi, figuriamoci, account utente univoci con il registro degli acquisti? Nel 2013? Scherzate davvero? Insomma, Nintendo si conferma un'altra volta un'azienda che non sai se amare per i suoi giochi, la sua storia e le sue idee brillanti (perché, a parte tutto, il 2DS è costruito per fare ricavi miliardari con pochissimo sforzo, forte anche della lineup impareggiabile, presente e futura, del 3DS) o picchiare violentemente per il suo voler essere “eccentrica” al limite della follia, con scelte che, pur brillanti, non si riescono quasi a spiegare neanche con tutto il fanatismo del mondo.

That's all folks! Vi lascio a due settimane di sorprese! Ci vediamo il 22 settembre con un nuovo appuntamento firmato Nabacchio... nella speranza che, per quella data, le news settimanali tornino in numero sufficiente per evitarvi il mega commento sdegnato di un'unica notizia.

Colonel Campbell's Art Soup #26

Colonel Campbell's Art Soup #26

Old! #28 – Agosto 2003