Sundaycast #28 – Pesce

Una rubrica inventata da Nabacchiodorozor, che evidentemente c’ha un sacco di tempo da buttar via, perché pensava potesse essere il caso di riempire un po’ le vostre domeniche. Con cosa? Con robe a caso, dai. Il problema di scrivere le robe come Sundaycast a mezzo servizio, non riuscendo ad aspettare l'ultimo momento (o, in questo caso, l'ultima news utile) prima di chiudere il pezzo, è che poi magari ti perdi qualcosa e il numero ti esce fuori monco. OK, magari non è proprio sempre il caso delle settimane estive, specialmente quelle che precedono GDC Europe e Gamescom. Però può succedere.

Per dire, questa settimana non è poi successo nulla di clamorosamente eclatante, ma settimana scorsa, come forse saprete se frequentate lo spam sulla nostra pagina Facebook (o più semplicemente fate i bravi e ci leggete anche nei weekend), è successo che la nostra amata rubrica di notizie borderline sia uscita senza la notizia più borderline della settimana, costringendo il buon aleZ a "metterci una pezza", scatenando tra l'altro un piccolo momento The Last of Us nei commenti.

Ora: approfittando della settimana di stanca, recuperare la lacuna della scorsa e tappare un po' il consueto appuntamento della domenica (ma soprattutto per evitare di annoiarsi eccessivamente durante il pur breve volo Monaco - Genova), vi offrirò la mia sull'ultima vicenda con protagonista Phil Fish.

Come ben saprete, durante una puntata del podcast di Gametrailers, il redattore Marcus Beer ha attaccato Fish per non aver risposto adeguatamente ad alcune domande sul recente cambio di vedute di Microsoft riguardo alla politica sugli sviluppatori indipendenti, di cui vi ho parlato settimana scorsa. A questo punto, Phil Fish si è risentito della cosa, e dall'alto del suo trespolo (che in miglior posto di Twitter, anche per un fatto di logo, non poteva stare) ha cominciato una battaglia di insulti con Beer, in cui gli intimava di ammazzarsi e cosucce di questo genere.

Fin qui niente di nuovo, Fish che insulta il primo che passa su Twitter non è certo una grande novità. Il fatto è che, finito il momento guerra verbale degno della terza elementare, Fish (e quindi la sua Polytron) ha ufficialmente cancellato lo sviluppo di FEZ II, annunciato poche settimane fa e di cui abbiamo visto solo il teaser trailer qui sotto, accompagnando il tutto con un messaggio che, tradotto, suona più o meno "FEZ II è stato cancellato. Mi ritiro. Prendo i soldi e scappo. Questo è tutto quello che il mio stomaco riesce a sopportare. Non è il risultato di una sola cosa, ma il risultato di una lunga e dannata campagna. Avete vinto.”

http://youtu.be/iYecRr7cf0g

Ci sono due cose che mi sono saltate all'occhio in questo messaggio di commiato, con cui Fish ha reso privato il suo profilo su Twitter: una è, come faceva notare anche aleZ, la pochezza del passaggio "prendo i soldi e scappo", ennesima conferma della dubbia maturità del personaggio che, prontamente, va a sottolineare i successi passati per dimostrare la sua grandezza, nonostante la situazione di "sconfitta".

L'altra cosa che salta fuori dal post, forse la peggiore delle due, è constatare come, secondo Fish, tutto questo facesse parte di una grande congiura contro di lui, l'eroe incompreso del videoludo a cui non è stata data né tregua, né il modo di portare a termine il suo prossimo, attesissimo titolo, nonché seguito di una delle rivelazioni del 2012.

Già, FEZ II: la domanda che sorge spontanea, arrivati a questo punto, è "quanto ci sarà stato, di pronto, di FEZ II?". Anche conoscendo i tempi di Polytron, direi ben ben poco. Anzi, sarò pessimista, ma secondo me non c'è mai stato nulla oltre l'idea e il trailer.

A questo punto, l'idea che mi sono fatto è che fosse Fish ad avere un piano, ossia: crearsi un personaggio ancor più insopportabile di quanto non sia in realtà, uscire di scena con un colpo di teatro al fine di sviluppare "in pace"FEZ II, e poi tornare con il gioco finito, come una sorta di grande profeta benevolo, capace di passare sopra i peccati del popolo per il bene del Videogioco e cominciare così una nuova epoca, almeno nel mondo indie (parallelamente al pre e al post-FEZ).

Al di là dei miei personalissimi viaggi mentali su quello che sarà il futuro, però, di sicuro c'è che abbiamo assistito a una situazione bizzarra. Un dotato game designer, dopo aver sbancato con il suo brillante titolo d'esordio, ha deciso che manifestare continuamente il suo disappunto per l'industria e quello che le ruota attorno era l'unico modo accettabile per relazionarsi con pubblico e critica. Così facendo, non solo ha alimentato a più riprese quella parte immatura che popola l'industry (purtroppo ancora troppo grossa), ma anche portato alla saturazione chiunque assistesse al triste spettacolo di due (o più) bambini cresciuti che battibeccano per decidere chi ha l'opinione migliore, mentre il mondo continua a girare come ha sempre fatto.

Intendiamoci, a un certo punto non importa neanche chi sia stato a iniziare... il punto è che certe cose sono proprio sbagliate. Hai voglia a parlare di diritti e doveri verso questo o quello sviluppatore, di maturità del gaming e di progetti più o meno occulti per la prossima era del videogioco... la realtà è che, nonostante tutto, nel videogioco sembra ci sia ancora una certa tendenza a voler fare due passi indietro prima di farne uno in avanti. Fish e Beer dovrebbero rendersi conto della magra figura che hanno fatto, e che in una certa misura hanno fatto fare al mondo che rappresentano, e proseguire ognuno per la sua strada, cercando di essere un po' più maturi. E soprattutto Fish, se volesse veramente portare qualche cambiamento dello status quo, farebbe meglio a sfruttare la notorietà (meritatamente) ottenuta cercando di fare qualcosa di pratico, invece che limitarsi a sparare sentenze da dietro un monitor come il peggior flamer dell'internet. E, possibilmente, far uscire presto FEZ II.

That's all folks! Alla prossima settimana.

Ora potete criticare Castlevania anche su PC

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