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Sundaycast #146 - Vattelapesca

Sundaycast #146 - Vattelapesca

Ripercorriamo gli annunci e le notizie più o meno borderline della settimana, con il solito piglio borderline da giocatori borderline coi baffi che ci contraddistingue. E poi, ci serviva un modo per riempire in modo un po’ borderline le domeniche. Borderline. Amici ma soprattutto amiche non ce la sto veramente facendo: questo 2016 è cominciato con le montagne russe e tutto il cibo trangugiato nelle feste mi ha evidentemente reso debole di cuore. No, scherzi a parte, eccoci a un nuovo appuntamento con Sundaycast, il primo di questo mirabolante anno nuovo. Un primo appuntamento prevedibilmente un po’ scarico, visto che un po’ tutto il mondo si è fermato almeno una settimana per godere delle gioie del Toblerone e dei baci sotto il vischio. But still, proviamo a cavare qualcosa.

Oculus adRift

Come ben saprete, dal CES di Las Vegas è finalmente arrivata la notizia che molti invasati stavano aspettando, ovvero il prezzo di Oculus Rift: sono 749 euro alla cassa, grazie. Non esattamente un prezzo amico, se considerate anche che per essere sicuri di sfruttare il giocattolino dovete munirvi di un PC piuttosto distante dai preassemblati che vi tirano dietro da Mediaworld.

Ad ogni modo, il capoccia di Oculus Palmer Luckey aveva già lasciato intendere che la prima versione di Rift sarebbe stata uno sfizio per pochi benestanti, e dopo il prevedibile polverone sollevato una volta svelato il prezzo della periferica, Luckey si è messo a darci dei pezzenti è tornato sull’argomento prezzo.

Attraverso Twitter, Luckey ha infatti spiegato che i 600 dollari richiesti sono un prezzo “oscenamente basso” per la tecnologia all’interno di Rift, dal momento che il visore garantisce una realtà virtuale che era possibile ottenere solo grazie a un certo tipo di componenti “high- end”. Talmente high-end, per altro, che a quanto pare Oculus non guadagnerà sull’hardware venduto, ma si limiterà a rientrare delle spese e delle tasse (che a quanto pare sono la causa primaria delle variazioni di prezzo tra i diversi mercati mondiali).

Una mossa calcolata, insomma, che garantisce a Oculus Rift un’aura da prodotto “pro” e vagamente elitario rispetto a Cardboard (sigh) e Gear VR, decisamente più proletari e alla portata del largo pubblico che cerca di sembrare completamente rincoglionito immergersi completamente in un mondo virtuale.

Solo il tempo ci dirà chi avrà ragione.

sCriterion

Ve li ricordate i Criterion? Quelli che un bel giorno hanno deciso di venirsene fuori con quel capolavoro di Burnout Takedown? Beh, non esistono più, ma lo sapevamo già. Quello che rimane dello studio è confluito in Three Fields Entertainment, team indie che già da tempo è al lavoro su un successore spirituale di Burnout, perché è giusto che ci sia sempre un po’ di speranza nel mondo.

Stando al capo dello studio Alex Ward, Three Fields è al lavoro anche su un’altra idea: qualcosa che piacerà ai fan di Burnout, ma anche a quelli che si ricordano Black. Solo che non sarà né un gioco di auto, né uno sparatutto. Cosa avrà voluto dire?

Per il momento, il sito ufficiale dello studio parla di “an innovative new twist on a sports game that’s fast, funny and heavy on social multiplayer”, quindi potrebbe anche essere Rocket League dei poveracci. Staremo a vedere.

2016 is the new 2015

Scalebound, nuova attesa (?) IP di PlatinumGames, è stata già rimandata al 2017, nonostante le promesse iniziali puntassero a un’uscita entro questo neonato 2016. Il gioco, che è ancora un’esclusiva Xbox One, è stato rimandato (come da tradizione) in modo da garantire un’ottima cura nei dettagli che compongono un gioco così grande e ambizioso, ma anche per cercare di rispettare il più possibile le aspettative del pubblico. E insomma, anno nuovo, stessa storia.

Assassin’s Credici

A proposito di grandi ripetizioni annuali, il 2016 potrebbe invece essere il primo anno in cui Assassin’s Creed non accompagna l’autunno assieme alle foglie gialle e al clima bizzarro. Stando ad alcuni insider, infatti, Ubisoft starebbe pianificando di saltare un turno per dare un respiro diverso alla saga, riorganizzare le idee e tornare nel 2017, con un nuovo episodio ambientato nell’antico Egitto.

Un capitolo interamente nuovo che prenda ispirazione da The Witcher, oltre che per quanto riguarda la progressione del protagonista, anche dal punto di vista degli spazi, con la possibilità di spostarsi a cavallo e per nave. Inoltre, le fonti parlano anche della possibilità di avere un’aquila addestrata al fianco del protagonista, cosa che verrebbe mutuata dal team che sta attualmente sviluppando Far Cry Primal.

In attesa di scoprire qualcosa di più, prendiamo per buoni i rumor e aspettiamoci il primo anno dal 2008 in cui Assassin’s Creed si prende una pausa di riflessione prima di tornare con il botto. Tipo i buoni propositi, ma un po’ più plausibili. Certo, i rumor parlano anche di un Watch Dogs 2 da doversi prendere in cambio dell’Assassin’s Creed 2016, ma insomma, il bicchiere mezzo pieno. Mezzo pieno di un alcolico potente, se possibile.

That’s all folks! Alla prossima settimana con altre notizie possibili!

La costosa tempura meccanica di Dariusburst Chronicle Saviours

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Old! #143 – Gennaio 1976

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