Sundaycast #122 - Vuoto cosmico

Ripercorriamo gli annunci e le notizie più o meno borderline della settimana, con il solito piglio borderline da giocatori borderline coi baffi che ci contraddistingue. E poi, ci serviva un modo per riempire in modo un po’ borderline le domeniche. Borderline. Amici ma soprattutto amiche, come promesso sono a portarvi un appuntamento di Sundaycast pregno di vuoto cosmico post-E3. D’altronde era ampiamente prevedibile, e se non ci fosse stato il delirio post-Arkham City con tutta probabilità non ci saremmo neanche resi conto dell’esistenza di questi ultimi sette giorni. Capita.

E dai dai dai!

DriveCl@b

https://youtu.be/ny3JYGXCmFg

Non ci si crede, ma dopo oltre un anno dalla pubblicazione di DriveClub e dopo oltre due anni dall’uscita di PlayStation 4, è finalmente disponibile DriveClub PlayStation Plus Edition, uno dei titoli di lancio più in ritardo della storia dei videogiochi. In questa edizione “gratuita” per tutti gli abbonati PS Plus, DriveCl@b include tutte le modalità del gioco a prezzo pieno, da disputare su tredici tracciati in India (una delle sei località del gioco completo), quindici auto e ventisette trofei, oltre a tutte le patch uscite nel corso dell’anno (e che rendono il gioco un’altra roba rispetto a quando addirittura l’abbiamo recensito anche noi).

Tutto è bene quel che finisce bene?

Nintendon’t

https://youtu.be/k7nsBoqJ6s8

Nintendo, per usare un eufemismo, non ha vissuto il suo E3 più brillante. Stando alle varie interviste rilasciate da Reggie durante la fiera losangelina, la mancanza di nomi grossi durante il Digital Event è stata dettata dalla volontà di non illudere l’utenza, mostrando loro filmati di giochi che non vedranno gli scaffali prima del prossimo anno. Una forma di rispetto, diciamo, che tuttavia sembra essere stata presa nel peggiore dei modi da parte dei fan (e non solo). Voglio dire, c'è gente che ha addirittura buttato Mario nell'Unreal Engine 4.

https://youtu.be/VUKcSiAPJoQ

Parlando con Polygon, Reggie ha inoltre sottolineato come Nintendo non si sia buttata a capofitto sulla realtà virtuale, nonostante il grande interesse dei competitor, poiché al momento rappresenta più che altro una corsa all’innovazione tecnologica, e non qualcosa di realmente divertente. “Per fare il salto di qualità, la realtà virtuale ha bisogno di essere divertente e ‘social’. Al momento non è nessuna delle due cose”. E pensare che Nintendo fu la prima a proporre qualcosa del genere, con quell’oggetto tutta simpatia e nausa che risponde al nome di Virtual Boy.

E insomma, niente VR nel futuro di Nintendo, sebbene Iwata ha voluto assicurare agli azionisti che NX sarà rivoluzionario (aggiungerei “almeno quanto il Virtual Boy” ma oggi mi sento buono). Rivoluzionario al punto che tanta riservatezza sul progetto è dettata dalla volontà di non far arrivare nulla alla concorrenza, che a quel punto potrebbe copiare le idee e levare l’effetto wow ai giocatori. Un concetto di base giusto, se non fosse che la progressione di “NX presentato -> concorrenza copia e presenta il progetto -> Nintendo arriva seconda sulla sua idea” mi fa quasi dubitare dell’originalità della cosa, o quantomeno sul mio interesse al riguardo. Ma, insomma, staremo a vedere.

https://twitter.com/CrashedAlex/status/613393936544088064

Quello che invece non vedremo mai è un nuovo F-Zero… o quantomeno un nuovo F-Zero firmato Criterion. Già, perché a quanto pare, nel 2011 Nintendo chiese alla software house (all’epoca impegnata con Need for Speed) di lavorare su un nuovo capitolo per Wii U del racing game con Captain Falcon, ma non se ne fece nulla poiché Alex Ward, all’epoca capo di Criterion, non trovò abbastanza stimolante la proposta arrivata via e-mail, così come i progetti “a contratto” in generale: stando a Twitter, in quel periodo Ward rifiutò di sviluppare anche Forza Motorsport, Mad Max, un racing game su licenza Opel, un FPS e il videogioco di Fuori in 60 secondi. E lasciatemi dire che è stato molto meglio così.

Indie sì, indie no

https://youtu.be/TDwTL43gfs0

Dopo l’avventura con Gears of War: Judgment e diversi rimaneggiamenti al team dopo l’acquisizione da parte di Epic Games, tra cui figura la partenza del creatore dello studio Adrian Chmielarz (che ha poi sviluppato The Vanishing of Ethan Carter), People Can Fly ha annunciato di essere tornata nella sfera indie, chiudendo quindi la parentesi aperta nell’agosto 2012. Lo studio di Bulletstorm è dunque pronto a rimettersi in gioco, con una nuova IP in sviluppo su Unreal Engine 4 (quasi sicuramente non si tratta del Mario di cui sopra).

SUNSET Launch Trailer from Tale of Tales on Vimeo.

Per una storia che (ri)comincia, una finisce. Tale of Tales, software house belga, non è riuscita a piazzare il colpaccio con Sunset, la loro ultima fatica finanziata anche tramite Kickstarter. Michaël Samyn e Auriea Harvey hanno detto, attraverso il loro blog, che dopo aver dato il massimo e aver fallito non continueranno a fare videogiochi con scopi “commerciali”, nonostante la passione per il media sia ancora forte. E insomma, peccato.

That’s all folks! Alla prossima settimana con altri epitaffi.

Colonel Campbell’s Art Soup #120

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Old! #117 – Giugno 2005

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