Outcazzari

Sundaycast #105 - Baffi

Ripercorriamo gli annunci e le notizie più o meno borderline della settimana, con il solito piglio borderline da giocatori borderline coi baffi che ci contraddistingue. E poi, ci serviva un modo per riempire in modo un po’ borderline le domeniche. Borderline. Amici, concittadini, Outcastari: ormai ci siamo, la GDC è alle porte (per la gioia di Fotone), i piccoli annunci simpatici sono dietro l’angolo e, come se non bastasse, è uscito pure The Order, che come previsto ha fatto incazzare un sacco di gente (soprattutto chi non ci ha giocato e chi non ha PS4), ha diviso la critica e ha scatenato uno shitstorm che neanche il 7.5 a The Last of Us. Insomma, questa settimana le notizie hanno latitato fortissimo, senza nemmeno un Molyneux che ci mettesse una pezza con qualche scivolone epico.

A proposito di Peter

http://youtu.be/mnY0TdkXZwI

Forse sentendo il richiamo di Pocoto, che lo metteva tra i mascalzoni al pari di Molyneux, Tim Schafer si è detto solidale con il suo collega inglese, secondo lui eccessivamente criticato da stampa e pubblico. Quando si dice le sinergie.

“Nelle ultime settimane Peter ha ricevuto peste e corna dalla rete e dalla stampa specializzata, e non credo sia stato un bel trattamento. È vero che non sono state mantenute le promesse… capisco l’acredine, così come capisco anche la frustrazione del pubblico. Lungi da me affermare che le scadenze siano prive di significato, trovo solo eccessivo l'astio utilizzato da molti… anche perché i problemi che ha avuto Peter sono una situazione piuttosto comune nello sviluppo”.

E insomma, siamo tutti d’accordo che lo sviluppo dei videogiochi sia un mondo orribile e cadenzato da scadenze letali, ma di base siamo anche tutti d’accordo nel dire che Peter ha urlato “al lupo! Al lupo!” talmente tante volte che la gente ormai lo prende a sassate qualunque cosa faccia. Non è giusto, è solo una reazione involontaria automatica.

Il pippone sulla qualità

http://youtu.be/FV-u5tvQC34

Come ben sapete, in questo pazzo pazzo 2015 è difficile trovare "giochi di qualità", capaci di uscire tutti d’un pezzo, senza bisogno di patch correttive essenziali e, se avanza un po’ di tempo, che siano pure divertenti da giocare. Un problema annoso, che se vogliamo è un po’ il motivo (di facciata, secondo molti) per cui le terze parti non vogliono presentarsi su Wii U: il paragone diretto con la produzione Nintendo è impietoso, e giustamente ha poco senso, per un publisher, rovinare l’immagine di un franchise con le proprie mani.

A questo proposito, il Manager Senior di Nintendo of America Damon Baker ha dichiarato che Nintendo è aperta a titoli terze parti, siano FPS, sportivi o altri generi di richiamo, ma a condizione che si tratti di giochi tecnicamente inattaccabili, sviluppati con cura minuziosa. Insomma, niente che abbia le facce stile Mars Attacks! o i salvataggi che si cancellano da soli. Credici.

http://youtu.be/WZvnfBTnaj0

Tuttavia, c’è anche chi dei franchise non ne vuole proprio sapere: Fredrik Wester, amministratore delegato di Paradox Interactive (quelli di Crusader King), è infatti saturo delle solite serie a cadenza annuale e dei soliti quattro publisher che si dividono il mercato. “Gli utenti non ne possono più di esplosioni e musica dubstep, è la stessa solfa ripetuta un milione di volte, basta”. Secondo Wester, la soluzione ideale sarebbe un mondo con più Goat Simulator e meno Call of Duty, ovvero un mondo con più produzioni “virali” e create da piccoli team davvero creativi, piuttosto che la solita maxi produzione senz’anima e pure discretamente riciclata.

Un discorso condivisibile, anche se va detto che i franchise vengono spesso demonizzati ben oltre i loro effettivi difetti dai soliti quattro tredicenni (mentali o effettivi) su internet... insomma, non è mica bello.

http://youtu.be/FxBiV0voczY

Tra l’altro, Square Enix sembra sensibile all’argomento “team piccolo ma gioco di qualità”, dal momento che è pronta ad affidare Gex, Fear Effect e Anachronox ai team indie che si dimostreranno meritevoli del compito. Va anche detto che, come faceva notare Pocoto nelle ultime Chiacchiere, le vecchie IP di Eidos già allora erano tutt’altro che indimenticabili, tanto che ad oggi sono poco più che tre nomi da cercare su Wikipedia: alla fine, l’impressione è quella che, più che voler dare risalto alla qualità, questa manovra sia l’ultimo tentativo disperato di capitalizzare vecchie “glorie”. Questo sì un comportamento esecrabile (soprattutto se devi resuscitare Gex, *censura*).

http://youtu.be/yReLPmbIPAk

Chiudo il circolino della qualità (e delle piccole produzioni) riportando che finalmente, dopo oltre un anno dal lancio di Xbox One, Microsoft si appresta a rendere ogni console un potenziale dev kit, con il quale sviluppare il proprio software direttamente a casa. Per la serie “esclusive non ve ne diamo, fatevele voi”.

(Madonna quanta amarezza l’industry)

Topone di merda (cit.)

http://youtu.be/4Vi3srAvl1w

Nelle ultime Chiacchiere abbiamo aperto, in maniera incredibilmente tempestiva, parlando del mancato rinnovo del trademark The Last Guardian da parte di Sony. Indovinate un po’: su Videogamer si legge la secca smentita dell’abbandono del brand da parte della casa nipponica. Niente nuovo gusto di Fanta, quindi, ma solo l’ennesimo capitolo nello sviluppo (o presunto tale) di un gioco ormai diventato leggenda. Daje Fumì, facce sognà.

That’s all folks! Alla prossima settimana con altre bevande stravaganti!

Colonel Campbell’s Art Soup #102

Colonel Campbell’s Art Soup #102

Old! #100 – Febbraio 1995

Old! #100 – Febbraio 1995