Sundaycast #102 - Cortana tutta tana

Ripercorriamo gli annunci e le notizie più o meno borderline della settimana, con il solito piglio borderline da giocatori borderline coi baffi che ci contraddistingue. E poi, ci serviva un modo per riempire in modo un po’ borderline le domeniche. Borderline. Amici ma soprattutto amiche di Sundaycast, eccoci a un altro appuntamento con le notizie della settimana appena trascorsa. Una settimana che, tra l’altro, m’è sembrata nettamente più lunga del solito. Tipo che giovedì mi sembrava venerdì. Ditemi che non sono l’unico. Comunque, non so voi, ma non mi ero mai reso conto quanto fosse interlocutorio il mese di gennaio per le uscite dei videogiochi. Cioè, passiamo sei mesi a parlare di Assassin’s Creed (non noi nello specifico, fortunatamente) e della roba che esce a novembre e poi niente, il nulla cosmico fino a, boh, qual è la prossima uscita "grossa" che avete in lista? Bah, boh, ‘nzomma.

Notizie!

Maicrosò

http://youtu.be/6cOk5AeFyqo

Questa settimana, Microsoft ha tenuto il Windows 10 keynote nel suo campus, in quel di Redmond. Al che voi direte: “che ci frega di un altro sistema operativo stantìo?”. Avreste anche ragione, ma in realtà la cosa ci interessa, dal momento che la casa di Bill Gates Steve Ballmer Quellolì ha deciso di puntare anche sui videogiochi e sulle strizzatine d’occhio per presentare il nuovo OS.

Oltre a introdurre le immancabili DirectX 12, Windows 10 permetterà di ricevere i videogiochi in streaming da Xbox One. Questo significa che, qualora non possiate utilizzare la vostra console sulla TV (o sul vostro largo display di preferenza), potrete giocare tranquillamente sul PC, sul tablet, sullo smartphone o su quegli orrendi ibridi tablet-laptop che vanno tanto di moda in questo periodo. Inoltre, gioia delle gioie, Fable Legends sarà disponibile anche per gli utenti PC, nonché il primo di (quella che Microsoft spera essere) una lunga serie di giochi con funzionalità cross-play tra utenti Windows e Boxone. System seller!

http://youtu.be/fme4i4-UOmY

Passando alle simpatiche facezie, il nuovo browser di Windows 10 porta il nome in codice Spartan. Perché? Semplice: perché tutto il nuovo sistema operativo vedrà la presenza di Cortana come assistente personale, imparando le preferenze dell’utente in base alla sua cronologia e alle impostazioni del profilo e utilizzandole per ottimizzare al meglio la navigazione (in modo fin troppo invasivo e inquietante... se prima toglievamo Metro Snap come prima cosa a ogni nuova installazione, ora tanti saluti a Cortana). Ovviamente, così come succede già su Windows Phone (o, per dire una roba che hanno usato più di due persone, Siri su iPhone), Cortana risponderà anche a diversi comandi vocali utili per… fare cose che non hai voglia di fare con mouse e tastiera, tipo controllare il meteo, segnarsi appuntamenti, cose così. Molto carino, niente di trascendentale ma inevitabile conseguenza di un mondo in cui tutti sono incollati allo smartphone 24/7. Prevedo un mondo à la Her entro il 2018.

http://youtu.be/aAKfdeOX3-o

E a proposito di 2018 e di distopia, Windows 10 avrà il supporto agli schermi olografici. Questo, in altre parole, significa che anche Microsoft sta sviluppando il suo bel caschetto per la realtà virtuale/aumentata/whatever. HoloLens, questo il nome dell’accrocchio, è sostanzialmente il figlio illegittimo dei Google Glass (ve li ricordate ancora?) e di Oculus Rift, e permetterà di “proiettare” il sistema operativo e suoi programmi sulle lenti che abbiamo davanti agli occhi, e quindi nel mondo che ci circonda. Un prodotto certamente affascinante che, a onor del vero, sembra avere ottime prospettive nell’ambito del disegno industriale, ma che per il momento si porta dietro ancora molti interrogativi da risolvere. Per fortuna di Redmond, il lancio di HoloLens è previsto da qualche parte durante il ciclo vitale di Windows 10, che è un po’ come dire “lo commercializzeremo quando gli avremo dato un senso”. Bene così.

Nintendanza

Avrei dato via la mamma del mio migliore amico per avere questo dal Club Nintendo giapponese, all'epoca.

Dopo dodici anni di vita in cui ha dovuto resistere agli sguardi d’odio di mezzo mondo occidentale, il Club Nintendo (prima VIP 24:7) chiude i battenti per lasciare spazio a un nuovo, non meglio specificato progetto di fidelizzazione degli utenti, previsto il prossimo 30 settembre.

Questo, in soldoni, significa che i codici che prima trovavate nelle confezioni dei giochi non saranno più al loro posto dal primo aprile. I codici accumulati fino a quella data potranno essere registrati fino al 20 aprile, e spesi entro l’entrata in vigore del nuovo servizio, il 30 settembre. Inoltre, il New Nintendo 3DS e il New Nintendo 3DS XL, in arrivo il prossimo 13 febbraio, non avranno punti Stella da registrare nel Club Nintendo.

Una chiusura inaspettata, che non solo porta alla tomba un servizio di raccolta punti incapace di rivaleggiare con la controparte nipponica per qualità che per quantità dei premi (per non parlare della quantità inusitata di punti necessari per portarsi a casa un oggettino degno del cestone di GameStop), ma che lascia la porta aperta a un account unico, da condividere su tutte le console Nintendo, anche e soprattutto per quanto riguarda la gestione degli acquisti di videogiochi. Benvenuto 2002.

http://youtu.be/M8z5oNsQ4Kc

Rimanendo in casa Iwata, Dan Adelman (ex responsabile indie per Nintendo) ha svelato un’incredibile realtà: i consumatori acquistano le console Nintendo per i titoli first-party. A parte gli scherzi, secondo Adelman questa è una situazione controproducente per Miyamoto e co., dal momento che le terze parti, sapendo di non poter assicurare quella stessa qualità garantita dalla ludoteca Nintendo, decidono di investire meno (o di non investire del tutto) sulle versioni Wii U e 3DS dei loro giochi multipiattaforma. Il video lì sopra riassume un po’ la mia chiosa sulla questione.

Ubi bud

http://youtu.be/gBu24J16_eU

A proposito di terze parti, Ubisoft ha annunciato Grow Home, un nuovo action/platform per PC nato come tool di sviluppo in Ubisoft Reflections e diventato, dopo numerose aggiunte e miglioramenti, un gioco vero e proprio, in arrivo solo su PC il prossimo 4 febbraio. Nei panni di BUD, acronimo di “Botanical Utility Droid”, il giocatore dovrà scalare una pianta gigantesca per tornare alla sua astronave, raccogliendo semi utili a far germogliare nuovamente il suo pianeta d’origine. Un po’ Wall-E e un po’ tanto bizzarro, Grow Home potrebbe essere l’ennesima sorpresa indie firmata Ubisoft. Staremo a vedere.

Rassegna Kickstarter

Cominciamo con Starr Mazer, ibrido tra shooter à la R-Type e un'avventura grafica stupidina che, per la prima volta nella mia vita, mi fa venire tanta voglia di buttare i soldi in un Kickstarter. Il gioco, sviluppato con la collaborazione del coder Ryan Ike (Gunpoint) e della composer Manami Matsumae (nientemeno che Mega Man), necessita di 160.000 dollari. In mezza giornata ne hanno fatti 35.000, direi che è fattibile anche senza di me. Resta da vedere QUANTO voglio l'artbook e il mio nome nei credit.

*Finisce di guardare il video* Mhh, OK. Strafe è “Il futuro del videogioco: l’FPS ricco d’azione più veloce, sanguinolento, mortale, abusatore-di-aggettivi del 1996”. Questo, almeno, secondo la descrizione presente su Kickstarter. Il gioco di Pixel Titans sembra effettivamente una roba uscita nel 1996, e nonostante questo chiede la bellezza di 185 mila e passa dollari per essere portato a compimento. Ma che ci volete fare, so’ ragazzi.

Nel frattempo, se avete fame di roba in stile DOOM, qui di seguito vi lascio a Romero (e i suoi capelli) che gioca a DOOM.

http://youtu.be/ygp4-kmjpzI

That’s all folks! Alla prossima settimana con altro 1996!

Colonel Campbell's Art Soup #98

Colonel Campbell's Art Soup #98

Old! #96 – Gennaio 1995

Old! #96 – Gennaio 1995