Sundaycast #101 - Povertà autoriale

Ripercorriamo gli annunci e le notizie più o meno borderline della settimana, con il solito piglio borderline da giocatori borderline coi baffi che ci contraddistingue. E poi, ci serviva un modo per riempire in modo un po’ borderline le domeniche. Borderline. Amici e amiche di Sundaycast, non so voi ma io sono arrivato alla fine di questa settimana arrancando come un bambino a LEGOland, ma con meno felicità che scalda il cuore. C’ho il jet lag post festivo, ché l’ultima settimana corta ci ha illuso che il mondo fosse un posto più felice in cui vivere. Comunque, il mondo non si è fermato, così come non si ferma Sundaycast: ancora notizie “mh, meh, OK”, ancora in attesa di marzo, ancora verso nuove mirabolanti traguardi.

Ovviamente, le cose importanti su Microsoft e Nintendo le ha già dette aleZ a tempo debito. Io aggiungo solo che il Direct mi interessava talmente tanto che l’avrei visto solo per scriverne qui dentro (e infatti non ho neanche fatto partire un video), e che Forza Motorsport 6, dopo il fracasso di Horizon 2 e dopo un capodanno passato a limare tempi su Assetto Corsa+playseat, mi sembra l’annuncio più inutile e offensivo del 2015 (anche perché non bisogna dimenticare che è esclusiva Xbox One, la Morte Nera di tutte le console next-gen).

Daytona let’s go away

Mai offensivo (questa volta in senso buono) come la palette cromatica di Drift Stage, che dopo averci fatto chiudere in bellezza il 2014 ha iniziato questo 2015 con tanti bei soldi di Kickstarter. Quarantamila dollari in soli sette giorni, abbastanza per superare il traguardo richiesto (fermo a trentamila) e godersi altri ventitrè giorni di “guadagno”, da investire su ancora più gomma da bruciare.

Super System Softworks, nome dietro cui si celano i due sviluppatori, ha confermato che, nella migliore delle ipotesi, il gioco uscirà a dicembre. Per intanto, potete giocare all’alpha messa a disposizione sul sito ufficiale, oppure aspettare direttamente la nostra anteprima triestina e nostalgica, che arriverà (con calma).

Australia, ma quanto Miami?

http://youtu.be/a0C7Itg23Tg

Come raccontava aleZ, in settimana è arrivato il no dell’Australian Classification Board (il PEGI dei canguri) per Hotline Miami 2. Oggetto del contendere, pare, la tanto chiacchierata scena d’apertura, che già fece scandalo all’epoca del primo sguardo al gioco, nel 2013.

Per tutta risposta, Fork Parker (CEO fittizio di Devolver Digital, publisher di Hotline Miami 2) si è espresso come al solito via Twitter, dicendo agli australiani di “rilassarsi”, mentre Dennaton Games, sviluppatori del gioco, hanno tranquillamente detto che gli australiani sono liberi di piratare il gioco come segno di protesta. Non che ci volesse l’invito scritto, eh, però è bello che ci sia. Forse. Non so cosa sto scrivendo.

Telltale!

Le robe Telltale, e manca pure qualcosina.

Il co-fondatore e nuovo CEO di Telltale Kevin Bruner ha fatto sapere che lo studio, noto per l’infinito listone di avventure narrative derivate da franchise più o meno nobili, è attualmente al lavoro su una proprietà intellettuale inedita, slegata da qualsivoglia nome di richiamo. Se da un lato è una notizia interessante (nonostante da queste parti si sia perso entusiasmo dopo gli ultimi lavori), è anche vero che, dopo l’annuncio dello story mode di Minecraft ci aspettavamo qualcosa di altrettanto folle, tipo Tetris - A Telltale Game Series. Insomma, staremo a vedere.

Tales of risoldi

I costumi ispirati a One Piece. O era Dragon Ball? Forse Sampei?

I giapponesi non sapranno più fare i giochi come una volta, ma di sicuro sanno come farci i soldi in modo assolutamente attuale (e sì, vuole essere sconsolata ironia con una nota amara). Tales Of Zestiria non è ancora uscito nella terra del Sol Levante ma, come riporta Kotaku, il gioco ha già in rampa di lancio una serie di DLC di costumi più o meno ispirati al mondo dell'animazione o ai precedenti Tales of.

Dove sta la notizia? Semplice: comprando tutti i DLC (sempre ammesso che esista qualcuno che ha bisogno di così tanti costumi per i suoi personaggi) si arriva a spendere 14,105 yen, circa 119 dollari... ovvero parecchio più del gioco vero e proprio. 119 dollari. Per dei costumi. "Cosa sono i milioni quando in cambio ti danno le scarpe"... sigh.

Twitterama

Chiudo questo Sundaycast non particolarmente brillante (gne) con una segnalazione che arriva direttamente dal nostro nuovo, spumeggiante e distopico gruppo di Facebook, che è tipo il palliativo per il fu forum (ve lo ricordate quando ancora avevamo il forum? Io no), con la stessa gente e il 400% di notfiche in più.

Il Maderna ha scovato nei meandri di Twitter una sorta di librogame in 140 caratteri: leggi, scegli un’opzione (che poi è un @) e vai avanti, fino a scoprire l’arcano. O a morire male. Una roba simpatica, che fa chic e non impegna: come dice il Calcaterra, si può finire in 15 secondi (ed è pure gratis, altro che “da quattro soldi”).

That’s all folks! Alla prossima settimana con altra povertà autoriale!

Colonel Campbell’s Art Soup #97

Colonel Campbell’s Art Soup #97

Old! #95 – Gennaio 1985

Old! #95 – Gennaio 1985