Stregato da Bayonetta 2

Andare a una fiera sapendo che non riuscirai a vedere poi molto della moltitudine di cose esposte è abbastanza traumatico. Un po’ perché significa, fondamentalmente, che lavorerai inchiodato in un posto, vedendoti passare davanti un’onda umana di nerd che parlano di quello che hanno provato (e tu no), facendoti venire un po’ l’odio per l’umanità tipico dello Zave di turno (e facendoti conseguentemente perdere quel briciolo di amor proprio rimasto), un po’ perché vuol dire che, nelle rare occasioni in cui riuscirai a uscire dallo stand per dieci, quindici minuti al massimo, dovrai spremere al meglio ogni istante. Ora, sorvolando sul fatto che non tutti gli espositori offrivano una zona stampa degna di questo nome (stiamo pur sempre parlando di una fiera consumer), alla Games Week 2013 volevo provare poche cose, e nella stragrande maggioranza dei casi mi si prospettava davanti una fila indecorosa. Uno dei miei “must try” della fiera milanese era Mario Kart 8, ovviamente preso d’assalto da tutti quelli che non erano impegnati a gridare “X-BOX-ONE!” e a fare la fila per Ghosts. Fortunatamente, domenica mattina - forse anche a causa del passaggio all’ora solare/legale/whatever - gli stand erano leggermente meno traboccanti di persone del solito e, dopo un paio di persone, sono riuscito a mettere mani e gomme nel nuovo kartodromo di Nintendo. Cosa c’entra Mario Kart 8 con Bayonetta 2? C’entra, perché il totem con le nuove avventure della strega stava proprio lì, dietro l’angolo, abbandonato a se stesso senza nessuno che facesse la fila.

Finito il giro nel castello di Boo e notata l’anomalia cosmica capitata a pochi passi da me, ho subito approfittato della circostanza e mi sono avvinghiato al GamePad, noncurante del fatto che probabilmente, al mirabile salottino di tre lettere in zona glicemia della Mi.Co, c’era chi piangeva il mio nome. Ora, a voler essere onesti, Bayonetta 2 non rientrava nella lista delle cose da provare alla Games Week fondamentalmente per due motivi: il primo è che non voglio comprare Wii U a breve, e già provare Mario Kart 8 è stato gravissimo; e il secondo è che, sì, è il seguito di Bayonetta, da giocare però su un pad potenzialmente più scomodo di quelli 360 e PS3 (non ho più un Wavebird e se non voglio comprare Wii U potete capire quanta voglia io abbia di comprare anche un Classic Controller).

Mani al paddone e occhi sull’affascinante strega, che mi ammiccava con il suo rinnovato capello corto da dietro i suoi occhialini da pornosegretaria, l’impressione è però quella di essersi sbagliati forte, fortissimo: di fatto, l’unico difetto del pad era quello di essere inchiodato alla postazione. Bayonetta 2 mi è infatti risultato assolutamente fruibile e fluido, proprio come ricordavo il primo capitolo sulle console della generazione che va ormai a concludersi… e, anzi, a voler essere del tutto sinceri, il pad galvanizza parecchio le combo di Bayonetta grazie alla posizione e alla dimensione dei tasti, molto comodi nel loro essere piccoli e ravvicinati, e all’ampio grilletto di destra, adibito come da tradizione alla schivata che attiva il Witch Time, utile per rallentare i nemici e pestarli con veemenza.

La demo portata alla Games Week era la stessa che circola da tempo nelle varie fiere del settore e avendola già vista in alcuni video, sapevo già cosa aspettarmi, almeno per quanto riguarda scontri, boss fight ed “esagerazioni visive” assortite. Ad ogni modo, ho trovato che l’azione fosse comunque leggibile, nonostante il tripudio di effetti di luce e la velocità di curvatura di Bayonetta, tanto che, durante la prova, la valutazione peggiore che ho ottenuto è stata un argento. Quello che non mi aspettavo, in realtà, è stata la sensazione pad alla mano. Ovviamente non si è trattato di una sensazione di novità in senso assoluto, perché, almeno nella demo, non si è visto nulla di nuovo rispetto alla prima sortita della strega nata dalla mente illuminata di Kamiya… più che altro è stata l’ottima sensazione positiva, data dal semplice fatto che Bayonetta 2 “esiste”, che è tanto bello quanto il primo (e probabilmente di più) e che non risente affatto di tutti quelli che, per chi non ha avuto la fortuna di provarlo, potrebbero risultare difetti.

Il GamePad funziona ottimamente, tanto per la risposta dei comandi quanto per la possibilità di vedere il gioco sullo schermo da sette pollici, e la resa finale del gioco sul grande schermo è più che buona, soprattutto considerando che Bayonetta 2 non ha ancora una data di uscita precisa e, dunque, è ancora in piena fase di sviluppo. Ovviamente è inutile nascondersi dietro un dito: finita la prova mi sono girato verso il tale dietro di me, che si augurava una versione multipiattaforma, magari su Xbox One e PlayStation 4, e ho fatto un cenno di approvazione… ma solo perché un Bayonetta che beneficia della potenza della next gen sarebbe una cosa magnifica, ancora migliore di un “semplice” seguito capace di abbattere, in neanche cinque minuti, tutti i pregiudizi che si portava dietro.

La realtà è che, una volta ultimato, Bayonetta 2 sarà la killer application di spicco per Wii U e andrà ad arricchire un’offerta composta dai soliti brand storici che, inutile negarlo, attirano anche e soprattutto coloro che sanno a cosa vanno incontro ma sono pronti a sfidare comunque un’orda di nerd e code kilometriche per pochi minuti in compagnia di una console che, tra l’altro, non vogliono assolutamente comprare. No no.

OK, scopro solo dopo aver chiuso il pezzo che Bayonetta 2 prevede l’Umbran Climax, nuova tecnica per mazzulare violentemente i nemici, e soprattutto una modalità di gioco touch-only basata sul Paddone… insomma, Bayonetta 2 ha fatto gran figura senza che mi accorgessi delle novità, figuratevi come potevo stare se me ne fossi accorto. Ah, i drammi del non avere tempo a sufficienza per provare adeguatamente le cose!

Goodbye Deponia e grazie di tutto

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Colonel Campbell's Art Soup #35

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