SteamWorld Heist è buono come un raviolo al vapore

SteamWorld Heist è buono come un raviolo al vapore

Era una serata di un inverno fin troppo caldo quando, dopo un tè bollente, mi stesi sul letto intento a vedere la prima puntata di Marco Polo su Netflix. Riflettevo su quanti videogame giocassi nell’ultimo periodo, tra review e diletto personale. Non avendo ancora acquistato il bel Mario & Luigi Paper Jam Bros, osservavo il mio candido New 3DS assopito vicino alla PS Vita. Era da un po’ che avevo voglia di un bel gioco per 3DS, quando una notifica sul cellulare di Gmail fa capolino. Era il buon giopep che aveva in qualche modo scrutato i miei pensieri. O forse solo una botta di culo. Fatto sta che il signor Maderna mi chiese “Ti interessa SteamWorld Heist?” e io “Massì”, pensando invece “Mavvieni”. E insomma, tanti giri di parole per dirvi che SteamWorld Heist è proprio il gioco di cui avevo bisogno per il mio New 3DS, che voleva tanto tornare tra le mie mani. Vi ricordate voi di SteamWorld Dig, vero? Era un simpaticissimo metroidvania che, anche a causa della sua brevità, finiva proprio lì dove finalmente mostrava tutte le sue carte. Con un gran bel colpo di coda, però, Heist abbandona i percorsi battuti da Samus Aran per dedicarsi a un gameplay più compassato e riflessivo. SteamWorld Heist è infatti un tattico a turni fatto e finito, ingabbiato in un look e un level design da platform bidimensionale dove molti altri nel genere optano per visuali isometriche. Il risultato è comunque ottimo e si adatta sia a sessioni mordi e fuggi che a lunghe immersioni di ore.

Un colpo da maestro!
Un colpo da maestro!

Prendiamo un manipolo di robot alimentati a vapore, capitanati dalla coraggiosa Piper, e gettiamoli a bordo di un astronave, pronti a girovagare per le galassie compiendo missioni e aiutando gente. Magari arraffando nel frattempo qualche succoso tesoro: lo sgangherato team di personaggi, che ovviamente finirà per salvare l’Universo, non nasconde la propria natura di mercenari dello spazio. Tanto che ogni altro componente della vostra squadra sarà reclutabile spendendo la valuta del gioco o invece mostrando la propria influenza, che altri non è che la quantità di “stelline” che sbloccherete al termine di ogni missione, a seconda delle vostre performance. Sì, la stessa cosa delle stelline dei livelli di Angry Birds.

Una volta scelta la missione, si abborda un vascello avversario e ci si ritrova in un livello articolato a mo’ di puzzle game, con scale, dislivelli e tante barriere dietro cui ripararsi mentre si fa fuoco. Ogni robot ha un margine di movimento diverso e il gioco riesce a rendere tutto estremamente comprensibile grazie a un efficace stratagemma grafico. La zona “arancione” di movimento è quella che vi consente di compiere uno spostamento e la possibilità di sparare o utilizzare un’abilità; le zone azzurre, invece, sono raggiungibili soltanto “scattando” e fanno subito terminare i punti azione. Ovviamente ci sono ulteriori variabili, tra portelloni da aprire, elementi da attivare e tanti altri.

Interessante lo sfruttamento delle due dimensioni al momento di dar fuoco alle armi. Sarà infatti necessario puntare prima di sparare, giocando talvolta anche di “sponda” con mura o elementi scenici: diverse hitbox, infatti, garantiscono un differente ammontare di danni da infliggere, con tanto di robot cecchini che possono puntare agilmente all’headshot. Anche qui, senza bisogno di tutorial o spiegoni, il gioco mostra ogni variabile in maniera naturale: i colpi esplosivi raramente rimbalzano, ma hanno un raggio d’azione vasto, con la controindicazione del poter infliggere danni anche ai propri alleati; classi di pistole particolari permettono di prevedere la traiettoria del proiettile e alcuni robot hanno la mano poco ferma, rendendo così necessario un pizzico di tempismo nel tentativo di colpire la feccia avversaria.

Se questi nemici vi sembrano temibili, aspettate di vedere gli altri
Se questi nemici vi sembrano temibili, aspettate di vedere gli altri

Si gioca che è un piacere, in SteamWorld Heist: tattico quanto basta, leggero ma mai banale, con un’agile quanto efficace personalizzazione delle truppe. Ogni robot che recluterete avrà una sua propensione, con tanto di perk da sbloccare salendo di livello; in più, raccogliendo tesori in giro per le mappe, sarà possibile ritrovare armi ed equipaggiamento con i quali addobbare i vostri angeli della morte. Ancora una volta, la progressione risulta perfetta: spesso mi è capitato di rivalutare completamente un compagno di squadra una volta sbloccata una determinata abilità o, invece, dopo il ritrovamento di un’arma in grado di valorizzarne le peculiarità. Insomma, tanta roba bella, questo SteamWorld Heist. Anche per quanto riguarda il comparto visivo, con uno stile che riprende quanto di buono osservato in Dig, pur con qualche piccolo aggiustamento.

Però anche il gioco giusto al momento giusto può avere qualche piccolo neo. A fare i bacchettoni, Heist pecca un po’ di ripetitività, con un accennato invito al grinding, che può diventare un obbligo in vista di combattimenti particolarmente difficili; inoltre, il level design non sempre brilla, proponendo talvolta all’interno delle tre galassie soluzioni già viste e un po’ pigre. Nulla di particolarmente fastidioso, comunque, dato che è tutto estremamente funzionale al mood del gioco.

Come già accennato, Heist è un’esperienza estremamente duttile e in grado di adattarsi alle esigenze di ogni tipo di giocatore portatile. Le missioni durano una manciata di minuti, mai oltre la ventina; tuttavia è ovviamente possibile – nonché godibilissimo – gettarsi a capofitto in ore e ore di divertimento tattico, magari al calduccio di una coperta mentre l’inverno da troppo caldo comincia a diventare un tantino freddo. Inoltre, Heist è perfetto sia per il giocatore più navigato che per quello alle prime armi. È possibile regolare all’inizio di ogni missione il livello di difficoltà, che va da “A prova di Stewie Wonder” a “Qui ci vogliono gli Avengers”: ovviamente, i giocatori più tenaci saranno ricompensati dei loro sforzi con un maggior quantitativo di punti esperienza, l’ideale per sbloccare il più velocemente le perk di ogni membro della crew e poter così sperimentare tattiche diverse. Insomma, ormai si è capito che a me SteamWorld Heist è piaciuto tantissimo. Diverte tanto, dura il giusto ed è intelligentemente pensato per essere un gioco portatile, senza sfociare nella banalità. Grazie Image & Form. E grazie un po’ anche a giopep.

Grazie a un codice fornito da Nintendo Italia, ho giocato a Steamworld Heist sul mio New 3DS per circa tredici ore, portando a termine la campagna principale e giocando tutte le missioni al livello di difficoltà “Experienced”. Non so se mi cimenterò nel New Game + o invece grinderò ancora un po’ per portare prima tutti i personaggi al level cap. Ma di certo un altro paio di orette ce le butto, su Heist.

Old! #141 – Dicembre 1995

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Exanima: originale e promettente

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