Spezzarsi il filo della schiena con Trials Evolution

Dalle poche immagini a corredo non si direbbe, ma il nuovo Trials Evolution di RedLynx è un prodotto videogioco assolutamente accattivante e ben programmato, caratterizzato da meccaniche ludiche del tutto assuefanti, capaci di riportare alla memoria – e nel giro di una sola manopola di gas! -  tutte le impennate scavezzacollo di Kickstart I/II (si sta parlando di Commodore 64 e computer d'altri tempi) e i salti perpetuati in Excitebike. Si tratta, in buona sostanza, dell'azzeccatissima evoluzione dell'apprezzato Trials HD - da recuperare via Marketplace o Steam - che punta a migliorare tanto il feeling di guida del primo episodio, quanto una certa ripetitività riscontrata nella sua prima iterazione apparizione sul mercato. Trials Evolution, insomma, è ancora una volta quel tipico giochino di motocross basato sulla gestione delle routine fisiche associate al binomio moto/pilota, ma ora sembra poter garantire parecchia sostanza in più, con tanto di appassionanti sfide in multiplayer e tornei d'ogni sorta.  

 

Dire che il sistema di controllo si spiega in tre parole (dove "tre" è un'approssimazione per difetto) è cosa quanto mai indovinata: i due tasti dorsali azionano l'acceleratore e il freno, mentre con lo stick analogico sinistro si gestisce il peso del pilota, così da conferire il necessario equilibrio alla motocicletta. Tutto qui, a patto di avere ben chiari alcuni concetti di fisica associata al fango e alle ruote tassellate: nelle salite più ripide conviene "caricare" il peso sulla ruota anteriore, così da evitare il ribaltamento precoce. Laddove venga a mancare l'aderenza di quella posteriore, però, è necessario sporgersi all'indietro, così da favorire quel po' di trazione necessaria a garantire l'abbrivio nelle ascese più impervie. In altre parole, è tutta una questione di avanti e indietro, indietro e poi ancora avanti, quindi di persistenti spostamenti pelvici sulla sella del mezzo selezionato (nel corso del test eseguito è stato possibile guidare cross da competizione, minicross e trial pronti a imbizzarrirsi alla minima accellerata), di continui movimenti di bacino, come se sulla sella ci fosse la donna (o l'uomo, vai a sapere mai) dei propri sogni. Trias Evolution, a stringere, si guida col culo di natiche, mentre il bacino fa su e giù, avanti e indietro, fuori e dentro, Ibb and Obb.

 

Il track design è parso assolutamente indovinato e ben congegnato, caratterizzato da elementi scenografici e architettonici più che vari (si va da lugubri castelli, ampie radure o deserti fatti di dune traditrici, fino ad ambientazioni portuali, dove gli equilibristi delle due ruote dovranno districarsi su container che oscillano su delle navi), arricchiti da trovate "esplosive", appassionanti balzi e/o rotazioni di telecamera, per un ritmo di gioco che riesce ad alternare alla perfezione passaggi lenti e calibrati con attenzione a picchiate adrenaliniche. Come se non bastasse (in fondo non basta mai), Trials Evolution propone anche un buon numero di prove d'abilità (provate a completare un percorso con l'acceleratore bloccato o a farvi esplodere a mezz'aria per arrivare il più lontano possibile ridotti a meri e inerti fantocci), oltre a un editor per creare i propri tracciati personalizzati e sfidare quattro superamici sulla stessa console, o altrettanti avversari ignoti via Xbox Live. A giocarci da soli, ovviamente, parte la smania del perfect lap, o speed run che dir si voglia. Trials Evolution è così: da attendere certamente con ansia, ma senza per questo morire trattenendo il respiro.

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