Spector non voleva Lollipop Chainsaw

Durante il suo intervento al DICE di Las Vegas (qui trovate il video con il Keynote di Gabe Newell), Warren Spector ha avuto modo di dire la sua su Lollipop Chainsaw. Lungo il suo discorso, Spector ha raccontato il proprio percorso come videogiocatore, di come una volta avrebbe preferito giochi più duraturi e di come, essendo cresciuto, ora non abbia più molto tempo da dedicarvi, preferendo avventure più brevi e di contenuto rispetto alla durata dell'opera, e dicendo come questo sia un sentimento comune a molti, nell'industria. Dicendo questo ha poi aggiunto che, secondo lui, alcuni giochi non hanno proprio senso di esistere, non facendo nomi ma mostrando, con una slide, Lollipop Chainsaw.

Per argomentare questa affermazione, Spector ha proseguito dicendo che certi giochi sono fatti per un pubblico più giovane. Lui stesso, da ragazzo, cercava di differenziarsi dagli altri, volendo apparire un delinquente agli occhi di sua madre, per spirito di ribellione. La voglia di stupire e di impressionare gli altri è una componente fondamentale di una certa età, e quindi si cercano gli schizzi di sangue e l'azione esagerata per dare una certa impressione.

Spector ha poi concluso dicendo che se l'industria vuole raggiungere un pubblico più ampio deve smettere di pensare al proprio target come a ragazzini e ragazzine, ma deve affrontare argomenti più interessanti sotto al punto di vista umano, e non al punto di vista geek, aggiungendo come due dei titoli che più l'abbiano colpito nell'ultimo periodo siano stati Heavy Rain e The Walking Dead (ne abbiamo parlato anche noi di recente), proprio per lo spessore e la capacità con cui rendevano interattivi dei sentimenti comuni.

Siete d'accordo con Warren?

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