Spec Ops: The Line e le imposizioni dall'alto

Nel corso di una lunga intervista rilasciata ai taccuini di Polygon, Cory Davis ha colto l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, rilasciando dichiarazioni al veleno. Il bersaglio della sua invettiva è 2K Games, un publisher accusato di non lasciare piena libertà creativa agli sviluppatori. Citando la sua esperienza personale, Davis afferma che la modalità multigiocatore di Spec Ops: The Line non era prevista in alcun modo, perché ritenuta superflua e persino dannosa. Ponendo l'accento sulla narrazione e sulla rappresentazione degli orrori della guerra, il titolo firmato Yager esprime il massimo del suo potenziale in single-player, senza bisogno di ulteriori appendici.

Per Davis le aggiunte imposte da 2K Games (e concretizzate da un team esterno) sono “un cancro”, una metastasi che rischia di assorbire e annichilire quanto da lui concepito e realizzato. Nonostante il risentimento, il lead designer di Spec Ops: The Line ringrazia il publisher per aver creduto in un progetto che molte altre compagnie avrebbero scartato all'istante, perché ritenuto troppo rischioso.

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