Spariamo le iPallottole di Borderlands Legends

Una volta, qualcuno più saggio di me disse "Vinci come se ci fossi abituato, perdi come se ti fosse piaciuto tanto per cambiare". Borderlands Legends fa parte della seconda ipotesi. Per quanto infatti mi fossi abituato alle vittorie di Borderlands 2, della classe Mechromancer e del primo DLC, questo spin off per iOS non riesce a sfruttare a dovere l'enorme potpourri di genialità e varietà contenutistica dei giochi principali.

La "sconfitta" di Borderlands Legends, più che nel gameplay, risiede infatti nelle sue missioni generate casualmente e senza trama, che era decisamente il motore di Borderlands 2 e che grazie ai suoi personaggi rendeva Pandora un mondo ancora più vasto, variopinto e pazzoide di quanto non fosse già di suo. Molto presto nel gioco ci si ritrova a patire la mancanza di un filo narrativo che spinga Brick, Lilith, Mordecai e Roland in giro per le mappe a sparare ai nemici per arrivare all'obiettivo.

Ed è un peccato, perché il gioco in sé non soffre assolutamente i limiti della piattaforma touch che lo ospita. Borderlands Legends, rispetto ai capitoli per console casalinghe, presenta una visuale isometrica in cui muovere tutti e quattro i Cacciatori della Cripta originali in ambienti stile arena. Il quartetto dispone ognuno di un'arma di tipo diverso, e comincia ad aprire il fuoco automaticamente quando i nemici sono alla giusta distanza. Al giocatore viene lasciato il compito di spostare i personaggi dietro ai ripari presenti nelle arene, scegliere l'abilità speciale del personaggio selezionato nel momento giusto ed eventualmente rianimare il compagno ferito grazie al second wind, che ritorna anche qui dopo aver salvato innumerevoli vite nelle controparti casalinghe. La variazione sul tema è apprezzabile e funziona anche se i comandi touch, per quanto intuitivi, non sempre vengono recepiti al meglio dai personaggi, che rischiano di ritrovarsi scoperti a causa di un comando non preciso al millimetro e che, nelle fasi più concitate, sono piuttosto difficili da selezionare con precisione, accerchiati come sono dai nemici.

Proprio nelle fasi più concitate, ci vengono in soccorso le abilità speciali dei personaggi, presenti in forma semplificata rispetto ai vasti skill tree delle controparti casalinghe. Dalla torretta di Roland a Bloodwing, il falco di Mordecai, passando per la forza bruta di Brick e il temibile Phasewalk di Lilith, ogni personaggio dispone di nove abilità sbloccabili e potenziabili col passare dei livelli, che gli garantiranno dei vantaggi vitali e che, a seconda delle scelte, cambieranno un po' l'approccio alla partita: meglio focalizzarsi sul creare più danno possibile o rendersi potenzialmente inattaccabili? Meglio scegliere bene, altrimenti toccherà spendere un po' di risparmi per cambiare specializzazione.

Va detto anche che, al contrario di quel che avviene nei Borderlands da salotto, il bottino di Borderlands Legends non è propriamente tale, in quanto armi, scudi e boost presenti nel gioco non vengono raccolti dai corpi senza vita delle nostre vittime, ma vengono messi a disposizione attraverso le macchinette automatiche di Marcus, simpatico spacciatore di munizioni e ferri del mestiere che abbiamo imparato a conoscere nei capitoli principali della serie. Pur essendo un sistema funzionale rispetto al gioco, il piacere della scoperta che si prova con un drop notevole dopo una sanguinosa battaglia a cui ci ha abituato Borderlands viene meno. E considerando che proprio il bottino è uno dei punti di forza della serie, che spinge i giocatori a giocare e rigiocare le stesse sequenze in cerca di un drop migliore, sarebbe stata un'ottima idea quella di implementarlo meglio in Borderlands Legends, considerando che, un po' per gli scenari, un po' per l'assenza di una storia, la ripetitività non tarda a farsi sentire, affliggendo quel fattore rigiocabilità che in un buon titolo portatile non fa mai difetto.

Nonostante i problemini e l'enorme potenziale non sfruttato, Borderlands Legends resta comunque un esperimento interessante, che forse non vale la spesa attuale (5,99 € per iPad e 4,99 € per iPhone) ma sicuramente varrà la pena provare al primo taglio di prezzo, promozione o sconto natalizio cui quasi certamente verrà sottoposto.

Ho giocato Borderlands Legends su iPad di terza generazione, pagandolo, come detto, 5,99 € e non potendolo giocare anche su iPhone, visto che, stranamente, il gioco non è cross-platform. Se lo fosse stato, probabilmente avrebbe guadagnato mezzo punto simpatia, invece si deve accontentare di una sufficienza risicata (e anche un po' rosicata, ché se avesse avuto anche solo una delle cose che non ha, probabilmente staremmo parlando di un signor gioco).

Voto: 6

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