Runner 2, ovvero tradiscimi tutto e ti amerò lo stesso (di più?)

Formalmente, BIT.TRIP Presents… Runner 2: Future Legend of Rhythm Alien (prima e ultima volta che sarà scritto per intero, dannata Gaijin Games) è un tradimento. Dopo i vari Bit.Trip (Beat, Core, Void, Runner, Fate, Flux) pubblicati su varie piattaforme di mezzo mondo, l’incarnato retro della serie assume connotati ultra definiti, al passo coi nostri tempi. A questo giro si tratta di un upgrade grafico in alta definizione per meglio sposarsi coi plasma e gli LCD che hanno asfaltato le vecchie TV catodiche, com’è giusto che sia. Da Xbox 360 a PlayStation 3 passando per Wii U (fino a qualche tempo fa la sua incarnazione congeniale), Runner 2 stravolge totalmente il sapore estetico a cui le sei precedenti iterazioni ci avevano abituato. Con l’avvento di PS Vita, poi, il discorso si fa ancora più netto, duro, marcato. A detta degli sviluppatori, oltre ad essere l’unica console portatile che gestisce al meglio il genere di calcolo computazionale richiesto (forget it on your 3DS, baby), il prezzo da pagare per questa iterazione con PS Vita è l’aver totalmente perso l’appeal lo-fi a 8 bit. In pratica, Runner2 sacrifica e tradisce sull’altare dell’estetica la propria anima a bassa fedeltà. Sostituite la A col mammozzo di Commander Video, e come per magia vi ritroverete nel buon vecchio Bit.Trip Runner.

Ancor più che su home console, l’ultra definito schermo di PS Vita urla fuori di un prodotto sgargiante, che perde la sensualità vintage delle precedenti sei iterazioni a cui Bit.Trip ci ha abituati. Ne resta l’intelaiatura strutturale, il gioco del saltare/scivolare/colpire/schivare, ma l’appeal che per sua ontogenesi caratterizza quel testa-quadra di Commander Video sulle suggestioni multicolori da logo Activision è praticamente perduta, deflagrata, dimenticata.  Se si escludono i bonus stage spappolati in pixellosi 8 bit da affrontare dopo aver agguantato alcune cartucce speciali, Runner 2 è sì un alieno, ma esclusivamente del suo retaggio retro. Poiché una cosa sono gli arcobaleni strisciati da colori/cursori Cyan, Yellow, Purple e Orange che pur vicini non s’impastano mai, altra roba è spruzzare tutto lo schermo di anti-aliasing a manetta. Per i gamer abituati alle precedenti iterazioni, l’effetto è a dir poco straniante. Assodato dunque che le curve perfette marcano il sapore stilistico di Runner 2, ciò comporta la seguente domanda: quanto l’aver perso il bussolotto di una cifra estetica consolidata deve risultare influente al livello di giudizio di un gioco? Se la risposta è zero, allora Runner 2 è un gioco bellissimo, punto e accapo. Un gioco da possedere, abbracciare, sfidare, affrontare ad ogni costo costi quel che costi, trattandosi di un’esperienza che irrompe e schizza di entusiasmo fra le mani (e gli stick analogici) grazie al meraviglioso schermo di PS Vita.

Runner2 in tutto il suo splendore in alta definizione. (Talmente in alta definizione che da un momento all’altro potrebbe farvi capolino qualcheduno da New Super Mario Bros. U, per dire…)

Prerogativa di Runner 2 è e resta la fluidità: gioiosa, frenetica, imperterrita, brava a non inoculare picchi di frustrazione che inducono solitamente a mordere o spaccare a terra la console. I livelli di difficoltà permettono una buona discrezionalità di sfida, la quale raggiunge vette davvero proibitive solo nella modalità più ardua. Altro punto a favore è di certo la longevità. Oltre ai cinque mondi caratterizzati da una generosa profusione di livelli attestati su quattordici ciascuno più altri cinque bonus, la durata del divertimento è garantita dalla presenza di bivi di percorso che lanciano il guanto di sfida per un impegno di riflessi ancora più attento e oculato, di certo più gratificante in quanto a punteggi e bonus. In merito a questo aspetto Runner 2 presenta sezioni chiamate Vault, che permettono di mettere le zampacce su alcune chiavi che sbloccano ulteriori livelli, nonché bauli che elargiscono nuovi costumi.

Amici, amici, amici! Una vecchia rimpatriata per un Runner 2 All Stars! Imprescindibile.

In quanto ai costumi, Runner 2 è accompagnato da un curioso DLC, del tutto accessorio ai fini del gameplay quanto imprescindibile ai fini estetici. Si tratta di Good Friends, un’espansione che aggiunge sette personaggi-avatar fra i quali vanno menzionati Raz di Psychonauts, Quote di Cave Story, Josef di Machinarium e Atlas di Portal 2. Dato inoltre che l’intero gioco è infarcito dal virtuoso commento audio dall’attore/doppiatore Charles Martinet, la voce storica di Super Mario, tutta l’operazione contribuisce ad affezionarsi ancor più al gioiellino messo su da Gaijin Games.

E di gioiellino davvero si tratta poiché, dati alla mano, Runner 2 è una esperienza che davvero pochi hanno snobbato. Il 12 marzo appena trascorso, esattamente un anno dopo la prima uscita, stando a Gaijin Games Runner 2 è stato venduto la quisquilia di 1,046,964 (un milionequarantaseimilanovecentosessantaquattro) volte. Per questo e altro, ma più di tutto per celebrare l’evento, Runner 2 è disponibile per una settimana a 4.99$ su Steam, PS3, 360, Vita e WiiU, e ben 0,99$ su sistemi iOS. Dopo una cifra da capogiro simile, ci si chiede: ha ancora senso sapere quanto diavolo conta rinnegare il sapore della propria integrità estetica? Domandatelo a Gaijin Games.

Ho giocato Runner 2 su PsVita grazie ad un codice gentilmente regalatomi da Andrea Maderna, dietro ordine tassativo di recensione. Sono rimasto strabiliato dalla pulizia visiva, la bellezza estetica e in definitiva dalla cura riposta nella sua creatura in alta definizione da parte di Gaijin Games. La domanda resta sempre quella: era ciò a cui volevano approdare sin dall’inizio o hanno fatto di necessità virtù? La risposta vien giocando, dunque… giocatelo!

Voto: 9
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