Old! #5 – Marzo 1973

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Nel novembre del 1972, dopo essere stata rimbalzata da Bally, Atari (o, meglio, Nolan Bushnell) si decide a darsi alla produzione in proprio dei cabinati necessari per portare nelle sale giochi una cosetta da nulla come Pong. Il 29 di quel mese, dodici unità del giochino in questione appaiono in giro per la California del sud. Fast forward al marzo del 1973, che poi dovrebbe essere l'argomento di questo episodio: ottomila cabinati di Pong hanno invaso gli Stati Uniti, i soldi stanno entrando a valanga e, sostanzialmente, sta nascendo un impero. Hai detto niente.

Nel frattempo il mondo va avanti. Per esempio, a proposito di “hai detto niente”, il primo di marzo esce negli Stati Uniti The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd (sarebbe spuntato in Europa a fine mese), sei giorni dopo arriva al cinema Il lungo addio firmato Robert Altman, con il deliziosamente improbabile Elliott Gould nel ruolo di Philip Marlowe, e, giusto per tornare a bomba a parlare di videogiochi, il 15 marzo nasce Robin Hunicke, affabile game designer dal capello rosso e ricercatrice universitaria nel campo delle intelligenze artificiali. Dopo un avvio di carriera in Maxis, presso cui ha la fortuna di collaborare con Will Wright e lavora su The Sims 2: Open for Business, MySims e i due Boom Blox, Robin abbandona Electronic Arts e si fa conoscere grazie alla collaborazione con thatgamecompany, dove diventa una figura chiave nello sviluppo di Journey. Terminati i lavori sul gioco, Robin, che nel frattempo porta costantemente avanti la sua attività universitaria e il suo contributo al settore nell'ambito di seminari, workshop e interventi a Game Developer Conference e simili, lascia thatgamecompany per andare a lavorare brevemente in Tiny Speck (sull'MMO Glitch, assieme a quel geniaccio di Keita Takahashi) e fonda poi lo studio Funomena assieme a Martin Middleton. Al momento, è al lavoro su un gioco basato sui dati, ehm, di un pedometro.

Il giorno successivo alla nascita della cara Robin, esce al cinema The Crazies, noto dalle nostre parti come La città verrà distrutta all'alba, quarto film di George A. Romero, di cui è fra l'altro recentemente uscito un remake neanche malvagissimo. Ma soprattutto, il 19 marzo, Kagemasa Kozuki, proprietario di un servizio di riparazione e noleggio jukebox in quel di Osaka, fonda Konami Industry Co. per dedicarsi alla produzione di coin-op. I primi cabinati arriveranno in realtà solo nel 1974, e il nascente impero di Konami si estenderà all'estero solo a partire dal 1981, anno in cui vedranno la luce Frogger, Scramble e Super Cobra. Non credo ci sia bisogno di sottolineare quanti pezzi da novanta del videogioco siano nati sotto il marchio Konami, ma ne butto comunque lì un po' a caso completo: Castlevania, Contra, Metal Gear, Gradius, Pro Evolution Soccer, Silent Hill... senza contare che, sostanzialmente, il genere dei videogiochi musicali con periferica dedicata lo dobbiamo a loro, nel bene e nel male.

http://youtu.be/cuG3zLaKVhE

Chiudiamo con qualche altra simpatica menzione dagli altri mondi. Il 26 marzo ha inizio negli Stati Uniti The Young and the Restless, noto dalle nostre parti come Febbre d'amore. Ben lungi dall'essere lo sceneggiato televisivo più longevo della storia, può comunque permettersi di guardarne molti altri con sufficienza dall'alto delle sue quaranta stagioni. Il giorno dopo, la notte degli Oscar riempie di premi Cabaret di Bob Fosse, ma le statuette per la miglior sceneggiatura, il miglior film e il miglior attore vanno a quella cosa meravigliosa che è Il padrino. Marlon Brando, però, non si presenta alla cerimonia, mandando al suo posto l'attivista Sacheen Littlefeather, in segno di protesta per il modo in cui i nativi americani vengono ritratti da Hollywood e dalla televisione. In precedenza, solo George C. Scott (premiato per Patton) aveva rifiutato un Oscar. Fun Fact: due giorni dopo, se ne va dal Vietnam l'ultimo soldato statunitense.

http://youtu.be/2QUacU0I4yU

Sundaycast #6 - Rumor, tombe e isole

Librodrome #22: The Making of Karateka - Journals 1982/1985

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