Old! #34 – Ottobre 1983

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Il 5 ottobre del 1983 esce dal grembo materno Jesse Eisenberg, quello che abbiamo tutti imparato ad amare in Adventureland e Benvenuti a Zombieland, ma anche a non sopportare molto in The Social Network, film tramite cui ha probabilmente raggiunto l'apice in carriera con relativa nomination all'Oscar, per poi doversi adagiare sull'interpretare sempre e costantemente lo stesso personaggio. Che poi, probabilmente, è la versione cinematografica di lui stesso. Ma sto divagando, qua si dovrebbe parlare di videogiochi.

 

Questo simpatico e pazzerello mese di ottobre del 1983 vede arrivare in Giappone l'Atari 2800, versione riarrangiata per il mercato nipponico dell'Atari 2600, con una mossa che ha quel vago retrogusto di Xbox e di Microsoft che ci prova inutilmente perché non ha di meglio da fare. Gli americani non cambiano mai. La cosa avviene pochi mesi dopo l'uscita del Nintendo Famicom e la console Atari non ha la minima speranza di vittoria contro la console che si prepara a conquistare il mondo.

Ad ogni modo, com'era fatto, 'sto Atari 2800? Tanto per cominciare, aveva quattro porte per i joystick invece di due e i controller erano degli ibridi che univano un joystick digitare e un “paddle” con 270 gradi di rotazione. Ovviamente era diverso anche il design della macchina, così come quello delle cartucce, con una trentina di titoli realizzati appositamente. Fun fact: il design dell'Atari 7800, altro tonfo mica da ridere, verrà poi basato su quello dell'Atari 2800. Sarà mica che portava sfiga?

http://youtu.be/I6xOjIpjcZM

Ottobre del 1983 è anche il mese in cui Brian Fargo fonda Interplay Productions, cosa che per altro avevo già velocemente menzionato nel secondo episodio di questa rubrica. Per i primi due anni di attività, Interplay si dedica prima a conversioni e lavori vari su commissione, poi alla realizzazione di tre avventure testuali per conto di Activision (basate sull'engine che Fargo stesso aveva creato per il suo The Demon's Forge, titolo ripreso tanti anni dopo per quella specie Gears of RPG che vi siete già tutti dimenticati). Il botto arriva a fine decennio, quando Interplay realizza e pubblica con Electronic Arts i tre Bard's Tale, Wasteland e Dragon Wars.

http://youtu.be/srdR55V7D-s

A quel punto Interplay inizia prima a pubblicarsi da sola i suoi giochi, poi a pubblicarne anche di sviluppati da altri studi, e nel decennio successivo ci regala (si fa per dire) robetta del calibro di Neuromancer, Battle Chess, Descent, alcuni fra i pochi giochi dignitosi (oserei dire ottimi) che si siano mai visti a tema Star Trek e ancora Stonekeep, Carmageddon, i primi due Fallout (e relativi spin-off), i due Baldur's Gate (e relativi spin-off), Planescape: Torment, gli Icewind Dale, i due Freespace, i titoli di Shiny Entertainment... oh, ma ci rendiamo conto di quanto dobbiamo a Brian Fargo? Tipo, che so, l'esistenza di BioWare e tutto sommato pure di Obsidian Entertainment.

http://youtu.be/HkMQMftfLRQ

Purtroppo, gli anni zero & zero sono quelli della rovinosa caduta, fatta di collasso finanziario, giochi abortiti (tipo gli episodi numero tre di Fallout e Baldur's Gate) e battaglie legali di vario tipo. Oggi l'eredità di questo storico publisher viene portata avanti dai nuovi Fallout, dall'attività dei due sviluppatori menzionati sopra e, diciamocelo, soprattutto dall'improvvisa resurrezione dei GdR vecchio stile a base Kickstarter, avviata, guarda un po', proprio da Brian Fargo con il suo Wasteland 2. Che, per inciso, ho visto a Colonia e pare proprio fico, al di là di un impatto grafico onestamente un po' sottotono.

http://youtu.be/JBO1zltPuiU

Ma proseguiamo con le storie deprimenti: ho parlato di Atari 2800, come non menzionare anche il Coleco Adam, sfigatissimo successore del Colecovision arrivato sul mercato proprio a ottobre 1983? Pur molto competitivo sul piano tecnologico e forte di una libreria di giochi notevole fin dal primo istante (grazie alla retrocompatibilità), il Coleco Adam non riuscì a farsi strada su un mercato che lo vedeva in competizione con Commodore 64 e IBM PC, questo anche a causa di svariati difetti di fabbricazione, e la faccenda si concluse malissimo: meno di centomila pezzi venduti (contro una previsione di cinquecentomila per fine anno), messa fuori produzione nel 1985 e fallimento di Coleco nel 1988. Forse era l'ottobre del 1983 a portare sfiga.

http://youtu.be/9U39muxNdJs

Chiudo segnalandovi che il 21 ottobre del 1983 esce al cinema La zona morta, diretto da David Cronenberg e basato sull'omonimo romanzo di Stephen King. Sono sicuro di aver letto da qualche parte un'intervista a Cronenberg in cui parlava del fatto che – pur avendo effettuato le riprese in Canada – si trattava di una produzione statunitense e sarebbe stata la prima e ultima della sua carriera, o qualcosa del genere, perché fuori da Hollywood si lavora in maniera molto più libera e tranquilla e in California non gli avrebbero mai lasciato realizzare un film deprimente come La mosca. Però Wikipedia non mi conforta. Ma sono sicuro, eh! Comunque, whatever, alla prossima.

http://youtu.be/lmC5oPc7L3M

Sundaycast #38 – Fotone

Lo strano trio di Magicians & Looters