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Old! #143 – Gennaio 1976

Old! #143 – Gennaio 1976

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

La documentazione sul mercato videoludico degli anni Settanta è sempre un po' un casino da consultare e trovare dati certi è un discreto problema. E queste righe iniziali costituiscono il mio solito perdere tempo cazzeggiando sulla fascia per riempire un po' la pagina. A gennaio del 1976, secondo Wikipedia, arriva in sala giochi Heavyweight Champ, di Sega. Ma sempre secondo Wikipedia, in realtà arriva nelle sale giochi a ottobre del 1976. Non so a cosa sia dovuta questa discrepanza, magari al fatto che si parla di gennaio per il Giappone e ottobre per gli USA, vai a sapere. Nel dubbio, comunque, faccio la brava formichina, metto in cascina e di Heavyweight Champ ne parliamo a ottobre. Oggi, invece, si parla di un gioco firmato Atari.

Sparato in sala giochi a gennaio del 1976 (almeno credo), Stunt Cycle è un simpatico giocherello di motorette per giocatore singolo, con una funzione di multiplayer a due partecipanti alternati. Ispirato alle prodezze che resero grande lo stuntman Evel Knievel negli anni Settanta, il gioco si incentrato sull'esecuzione di salti e acrobazie assortite. Nonostante la visuale strettamente 2D, come spesso accade in quel periodo, il gioco viene proposto in un cabinato munito di manubrio, con tanto di acceleratore sulla destra. La tecnologia infilata dietro al monitor non è particolarmente fuori misura per i tempi e propone una grafica in bianco e nero, con le classiche sovrimpressioni poggiate sullo schermo per dar gusto all'ambientazione.

Chi non vorrebbe saltare sopra a 32 autobus nel suo salotto?
Chi non vorrebbe saltare sopra a 32 autobus nel suo salotto?

Fondamentalmente il gioco si risolve nella necessità di trovare la velocità giusta per eseguire salti sopra a file di autobus: se acceleri troppo ti ribalti, se non acceleri abbastanza non completi il salto, se non atterri sulla rampa ti schianti. Per l'epoca, comunque, non è niente male e infatti Stunt Cycle riscuote un discreto successo, al punto di meritarsi, nel 1977, ben due versioni casalinghe su console dedicate, che come al solito ampliano l'esperienza con modalità aggiuntive. La console prodotta direttamente da Atari offre quattro modalità complessive, un manubrio dedicato e una grafica a colori. Quella prodotta da Sears Tele-Games, ribattezzata Motocross Sports Center IV, aggiunge sedici varianti di Pong giocabili tramite gli appositi controller.

L'inevitabile conversione per Atari 2600, infine, non arriverà mai. Sviluppata dal programmatore Bob Polaro e portata a compimento nel 1980, non verrà pubblicata a causa della decisione, da parte di Atari, di trasformarla in un gioco basato sulla licenza ufficiale del telefilm Hazzard. Questa versione riveduta e corretta, però, non verrà mai completata e pubblicata a causa di problemi emersi durante la fase di testing. Lo stesso Polaro distribuirà il gioco tanti anni dopo, all'evento PhillyClassic del 2003, in ben cinquanta copie.

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