Outcazzari

Old! #129 – Settembre 2005

Old! #129 – Settembre 2005

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Settembre del 2005 è uno di quei mesi lì, quei mesi in cui esce un tale quantitativo di giochi da farmi alzare le mani e darvi direttamente il link alla pagina su Wikipedia, così fate da soli. Intendiamoci, l'episodio della rubrica lo scrivo comunque, ma insomma, eh, c'è un limite a tutto. Perdinci!

Ad ogni modo, il primo di settembre del 2005 arriva in Europa PSP, la prima console portatile Sony, che si presenta come baluardo tecnologico contro la giocattolosità dei portatili Nintendo e che fior di nomi del settore indicano come sicura vincitrice del duello che andrà a consumarsi. Come andrà lo sappiamo bene, e qui è dove ricordo che io all'epoca – ma tipo già da due anni – me ne sto in piedi sulla scatola di frutta in Hyde Park a urlare nel megafono che vincerà Nintendo DS. Così, ci tengo sempre a ribadirlo. Comunque, preso per i fatti suoi, quelli di PSP non sarà certo un fallimento, anzi, la console Sony raggiungerà negli anni quota ottanta milioni di console vendute, che di certo non si buttano, nuclearizzando per altro gli undici milioni di SEGA Game Gear, fino a quel punto console portatile non Nintendo più venduta di sempre.

In Europa PSP ci arriva con ventiquattro giochi di lancio, cui se ne aggiungeranno altri nel corso del mese (per esempio Coded Arms il 23 settembre):

Ape Academy Archer Maclean's Mercury Colin McRae Rally 2005 Plus Darkstalkers Chronicle: The Chaos Tower Dynasty Warriors Everybody's Golf Portable F1 Grand Prix Fired Up Lumines MediEvil: Resurrection Metal Gear Acid Midnight Club 3: DUB Edition NBA Street Showdown Need for Speed Underground: Rivals NFL Street 2: Unleashed Ridge Racer Spider-Man 2 TOCA Race Driver 2: The Ultimate Racing Simulator Tony Hawk's Underground 2: Remix Untold Legends: Brotherhood of the Blade Wipeout Pure World Championship Snooker 2005 World Tour Soccer: Challenge Edition Virtua Tennis: World Tour

Il 9 settembre 2005 esce invece The Incredible Hulk: Ultimate Destruction, tie-in fumettistico che sulla carta – lo dice la storia di questo genere di produzioni – dovrebbe far pietà e invece viene accolto con discreto affetto e si rivelerà essere un modo più che decente per divertirsi spaccando tutto col gigante di giada. Col senno di poi, fra l'altro, si possono vedere qui le fondamenta quello che anni dopo sarà forse il più grande successo del team Radical Entertainment, vale a dire Prototype e relativo seguito. Eh, pensa te, il senno di poi!

Il 16 settembre 2005, mentre in Giappone ha inizio un Tokyo Game Show che ospita la prima apparizione di Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, nel mondo esce Fahrenheit, secondo gioco dello studio Quantic Dream e primo degli esperimenti di David Cage che porteranno alla nascita di un vero e proprio nuovo filone dell'avventura videoludica. Fahrenheit (anche noto come Indigo Prophecy) utilizza delle meccaniche da quick time event, un intrigante approccio “temporizzato” alle sequenze di dialogo e un taglio cinematografico per calarci nel ruolo di attori, sceneggiatori e registi di una specie di poliziesco dalle tinte sovrannaturali.

Nel gioco ci sono parecchi spunti originali, anche se parte delle trovate più innovative (per esempio l'uso degli analogici per eseguire le varie azioni) risulta sottodimensionata rispetto al progetto originale, e la prima oretta abbondante di gioco è davvero notevole. Pian piano, però, i germi della scrittura dozzinale presenti fin dalle prime scene si sviluppano sempre più, mentre sul fronte delle meccaniche si dà spazio a sequenze action e stealth imbarazzanti, e nella parte conclusiva crolla tutto in tragedia, con un finale che preferisco dimenticare. La strada, però, è aperta, e Quantic Dream, dopo l'abbandono di Atari in favore del caldo abbraccio di Sony, continuerà a inseguire i suoi sogni. Fun fact: all'epoca sono praticamente l'unico al mondo dare un'insufficienza al gioco, utilizzando per altro le stesse argomentazioni in base alle quali altri gli danno voti in zona otto.

Nella seconda metà del mese escono, come detto, talmente tanti giochi che non saprei neanche bene di cosa parlare. Il 23 settembre, per esempio, abbiamo Meteos, puzzle game per Nintendo DS firmato dalla Q Entertainment di Tetsuya Mizuguchi, poi WWE Day of Reckoning 2, che mi piace ricordare solo perché in copertina c'è la cara Stacey Kebler, e Burnout Revenge, quarto episodio della serie di racing game cazzari creata da Criterion, noto anche per essere il primo a manifestarsi, un anno dopo, su Xbox 360 e quello a partire dal quale ho iniziato a fregarmene della serie.

Tre giorni dopo, invece, Sly Cooper si lancia in azione per l'ultima volta su PlayStation 2 con Sly 3: L'onore dei ladri, altro gioco d'azione, avventura, piattaforme e stealth che conserva lo stile cartoonesco della serie e si gioca la carta delle tre dimensioni vecchio stile, con gli occhialini dalle lenti rossa e blu, legandola però solo ad alcuni livelli specifici e in maniera del tutto opzionale. Il gioco arriverà anni dopo anche su PS Vita e PlayStation 3, grazie alla riedizione HD della serie.

Il mese si chiude con tre giochi in uscita giovedì 30. Iniziamo da Beatdown, un intrigante esperimento di picchiaduro in prima persona targato Capcom, che mette assieme una struttura pseudo free roaming, alcuni elementi da gioco di ruolo e delle meccaniche abbastanza fuori dal comune (non è che menarsi in prima persona sia esattamente roba da tutti i giorni). Sicuramente originale e intrigante nelle premesse, Beatdown viene massacrato dalla critica ma col tempo diventerà una specie di bizzarro cult, apprezzato da svariati pazzerelli.

Far Cry Instincts è invece il fratello scemo di Far Cry, vale a dire la classica conversione un po' all'arrangiata, di quelle che ai tempi sono ancora necessarie per portare su console i giochi PC più esigenti. Nello specifico, Instincts abbassa la cresta soprattutto sul fronte della “geografia”, dallo sviluppo decisamente più lineare, ma prova a rifarsi a botte di modalità multiplayer, armi e abilità aggiunte per l'occasione. Inizialmente previsto anche su PlayStation 2 e GameCube, il gioco arriva solo su Xbox e vedrà anche un seguito, sottotitolato Evolution e pubblicato un anno dopo.

Infine abbiamo Advance Wars: Dual Strike, terzo capitolo della serie di giochi strategici a turni creata da Intelligent Systems e primo a manifestarsi su Nintendo DS. Chiaramente, il gioco sfrutta la nuova console per aggiungere alcune meccaniche inedite, a cominciare dall'utilizzo contemporaneo dei due schermi per mostrare diversi aspetti della battaglia in corso. Apprezzato con un tripudio d'amore da grandi e piccini, venderà abbastanza da far andare avanti la serie ancora per qualche anno. Che poi, fra l'altro, siam qui a dire che questo è il terzo episodio, ma in realtà si va avanti sotto altro nome dagli anni Ottanta, eh!

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