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Nel deserto di Confrontation

Se c’è una tipologia di fan difficile da accontentare è sicuramente quella degli appassionati di giochi da tavolo. Tra miniature iper-particolareggiate e una mitologia che spiega minuziosamente diecimila anni di guerre, alleanze e tradimenti, il rischio di incorrere in errori o imprecisioni prendendo in mano questi brand è davvero elevatissimo. Convertire uno di questi board game in un’altra forma mediatica diventa quindi un esercizio per equilibristi, sospesi tra la volontà di realizzare un prodotto il più possibile fedele alla licenza originale e il cercare di rendere la licenza fruibile anche al di fuori dei fan più sfegatati. Con Confrontation, Cyanide ha cercato di tradurre in videogioco l’omonimo gioco da tavolo, realizzando un GdR che fonda gran parte del suo fascino su di un’approfondita componente tattica. Ammettendo di non essere un conoscitore del gioco da tavolo, mi sono approcciato a Confrontation da appassionato di giochi di ruolo occidentali, tentato principalmente dal sistema di combattimento con pausa tattica, che fa tanto Baldur’s Gate. Da questo punto di vista, il lavoro svolto dagli sviluppatori francesi, responsabili tra le altre cose di Blood Bowl e A Games of Thrones: Genesis, è davvero encomiabile: gli scontri, abbondanti quanto complessi, metteranno a dura prova le vostre capacità tattiche, oltre che la vostra abilità nel creare un party adatto al vostro stile di gioco.

Le vicende, piuttosto incomprensibili e narrate maluccio per chi è a digiuno del gioco da tavolo, parlano di un’eterna guerra tra quattro fazioni, Grifone, Lupo, Scorpione e Orco, per il controllo di Aarklash. Alla testa di Darius, un comandante Grifone protetto dal culto del dio del fuoco, dovrete penetrare all’interno di un laboratorio degli Scorpioni, dove questi ultimi stanno producendo pericolosi cloni. Nonostante questo inizio potesse fare da preludio a una storia ricca di colpi di scena, ambientazioni fantastiche e trame elaborate, tutto quello che dovrete fare durante ogni missione sarà andare dal punto A a quello B, ben evidenziato nella minimappa. Il fatto che il percorso da seguire sia coperto dalla nebbia di guerra rende solo un po’ più difficile capire la strada da prendere. Tutto molto bello, non fosse che le mappe, di dimensioni discrete, sono assolutamente vuote. Se vi approccerete a Confrontation alla ricerca di scontri, ne troverete in abbondanza, ma per il resto non incontrerete nulla, né quest secondarie, né tesori nascosti. Ogni tanto uno scrigno farà capolino per queste lande desolate, consentendovi di recuperare una benda, con la quale curare i compagni, o un punto da spendere per potenziare le armi o le armature.

Gli amanti della libertà, della narrazione, del looting o del crafting (quindi quasi il 99% degli appassionati dei giochi di ruolo) vivranno momenti cupi, soprattutto considerando che i combattimenti si manifestano davvero senza soluzione di continuità. Al comando di un party di tre/quattro elementi, dovrete fronteggiare orde di nemici piuttosto aggressive. La buona intelligenza artificiale farà in modo che questi concentrino gli attacchi sui membri più deboli alla portata delle loro armi, mentre quelli più coriacei cercheranno di richiamare su di sé gli attacchi attraverso l’aggro, che azzererà tutti i vostri comandi. Premendo la barra spaziatrice potrete mettere in pausa l’azione in ogni momento, per impartire con calma anche una catena di comandi specifica per ogni personaggio. In questo modo il corretto utilizzo delle abilità speciali di ogni eroe, lo sfruttamento dello scenario per tenere al riparo le unità più deboli, la possibilità di resuscitare i compagni esponendosi agli attacchi nemici, l’alternanza delle armi a corto e a lungo raggio rende ogni combattimento particolarmente impegnativo e di sicura soddisfazione, sempre che sopravviviate. Una volta terminato il combattimento riceverete il classico quantitativo di esperienza, grazie al quale salire di livello e assegnare il punto guadagnato in una delle sei statistiche a disposizione.

Quando la campagna per giocatore singolo smetterà di esercitare il suo fascino, potrete provare ad addentrarvi nella modalità online, nella quale affrontare un altro giocatore, sempre che siate sufficientemente fortunati da trovarne uno, tramite matchmaking. In questo caso le fazioni disponibili saranno le quattro principali, dalle quali selezionare le unità che meglio si sposano col vostro stile. Il primo che vincerà due riprese farà suo il duello. In questo caso saranno i limiti tecnici nella ricerca di contendenti, la mancanza di opzioni e la scarsezza di avversari a rendere poco appetibile la modalità, che dal canto suo avrebbe potuto beneficiare enormemente della fantasia e astuzia di altri esseri umani.

Dal punto di vista tecnico, da una parte non si può non apprezzare lo stile retrò e funzionale della visuale isometrica, ma dall’altra si rimane un po’ delusi dalla scarsezza poligonale di scenari e modelli dei protagonisti, davvero avari di dettagli. Simpatica la modalità grazie alla quale colorare virtualmente i personaggi utilizzati online, strutturata come se fosse il lavoro di un appassionato di miniature; a meno di volersi distinguere durante le partite multigiocatore, questa modalità è destinata a intrattenere solo e solamente i fanatici del board game.

Curiosamente Confrontation fonda tutto il suo fascino proprio dove anche produzioni più blasonate falliscono. Il gameplay del titolo di Cyanide è, infatti, solido, divertente e garantisce combattimenti particolarmente impegnativi. Peccato che il contorno sia davvero scarno: sarebbe bastato inserire alcuni elementi classici del genere, come side quest, looting o una cura superiore nel raccontare la trama, per rendere questo gioco di ruolo molto più affascinante e appetibile. Così com’è rimane un prodotto destinato agli amanti del gioco di ruolo e a chi cerca semplicemente un titolo nel quale combattere orde di avversari inferociti.

Voto: 6,5

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