Mortal Kombat si fa toccare tutto coi polpastrelli

San Francisco. È il secondo giorno di Game Developers Conference. Io sono reduce dalla presentazione di The Secret World, avvenuta in una qualche super suite dell'hotel St. Regis, mentre Fotone ha appena terminato di farsi mostrare Girl Fight da qualche parte in fiera. Ci ritroviamo, uniti per vincere in potentissimo tag, nella lobby dello stesso St. Regis, e cominciamo a bussare a tutte le porte, a tutti i piani, perché non ho scritto da nessuna parte in quale cavolo di stanza sia l'appuntamento per mettere le mani su Mortal Kombat in versione PS Vita. Poi, all'improvviso, usciamo per la centododicesima volta dall'ascensore e sentiamo delle urla di dolore pazzesco provenire dal fondo del corridoio. Ci affacciamo e vediamo del sangue scorrere copioso da sotto una porta. Ok, siamo arrivati. http://youtu.be/iQw3q8mDZUk

Mortal Kombat per PlayStation Vita è Mortal Kombat per PlayStation Vita. Nel senso che è quello stesso gioco lì, ma con un bel po' di roba in più dedicata alla console e pensata per renderlo un'esperienza tutto sommato piuttosto ciccia anche per chi dovesse essersi già spolpato l'originale come se non ci fosse un domani (e, considerando che siamo nel 2012, probabilmente non c'è). I contenuti della versione originale ci sono tutti, assieme a un motore grafico che, se magari non è esattamente lo stesso, si esibisce in un'imitazione degna del miglior Gigi Sabani. L'impatto visivo è fuori scala e ha tutta la potenza di diversi altri giochi PlayStation Vita usciti di recente. Sembra davvero di avere in mano, o anche in tasca (a patto di non chinarsi a raccogliere una saponetta, altrimenti la console rischia di spezzarsi, compressa tra anche e quadricipiti femorali) un gioco per console casalinghe. E possiamo raccontarci quanto ci pare che sui portatili vorremmo delle esperienze create, progettate, pensate e realizzate per i portatili, ma non c'è nulla da fare: quando vedi quella grafica tutta bella stretta fra le tue mani ti fa un effetto che levati.

Il team di sviluppo, comunque, sembra aver fatto un buon lavoro per dare vita a un gioco che sappia anche adattarsi in maniera intelligente all'hardware di PS Vita. Il sistema di controllo, grazie al cielo, rimane quello tradizionale, ma con qualche piccola e comoda aggiunta. Per esempio, una volta caricata l'apposita barra, è possibile attivare i raggi X con un semplice tocco nell'area preposta dello schermo. E le Fatality possono essere realizzate strofinando con violenza il polpastrello sul touch screen, cosa che le rende senza dubbio più abbordabili per gli smemorati come me, che da ormai vent'anni mi ricordo solo una mossa: mezzaluna + pugno. A questo si aggiunge poi tutto il lavoro svolto sulla Challenge Tower, che prevede ben centocinquanta nuove sfide incentrate sulle funzionalità touch e caratterizzate dal solito, macabro senso dell'umorismo. Ci si ritrova quindi ad agitare il dito sullo schermo per ripulirlo dagli schizzi di sangue (rimpinguando così la propria salute), a toccare delle icone in basso per lanciare missili addosso allo sfigato di turno in modo da non fargli mai toccare terra, a sfruttare il sensore di movimento per rimanere in equilibrio sopra a un abisso, a respingere a colpi di tap i missili nemici, a giocare a una specie di sanguinario clone di Fruit Ninja, a... insomma, ci siamo capiti.

E allora la sostanza è semplice, fermo restando che poi bisogna anche dedicare al gioco un degno numero di ore per farsi un'idea più concreta di quanto davvero funzioni sulla distanza. La conversione sembra realizzata in maniera splendida, con un motore grafico potente e stabilmente ancorato sui sessanta fotogrammi al secondo, un sistema di controllo non particolarmente stravolto e delle aggiunte funzionalità touch sensate e poco invadenti. Le novità nella Challenge Tower, poi, sono davvero divertenti e in più sembra funzionare bene anche il multiplayer: non abbiamo provato la modalità ad hoc, ma in locale tramite Wi-Fi si gioca che è una meraviglia. Insomma, tutti a urlare "Finish him!" anche in treno e metropolitana. Occhio però al Wi-Fi di Trenitalia, che non funziona proprio benissimo.

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