Miyamoto non ama la violenza

La violenza nel mondo dei videogiochi è un argomento molto spinoso, sul quale si potrebbe discutere all'infinito senza trovare un accordo fra le parti. Molti designer ritengono che la misura sia ormai colma e che sia giunto il momento di un rinnovamento, una corrente che metta fine alle efferatezze a schermo prive di senso. Warren Spector qualche giorno fa aveva lanciato il suo monito all'industria, ora Miyamoto si schiera su posizioni analoghe, sottolineando come la predominanza delle armi all'interno del media stia diventando a dir poco preoccupante. “Mi chiedo come il pubblico, soprattutto quello più giovane, si relazioni a questi giochi” afferma in un'intervista rilasciata ad IGN.

Secondo il guru di Nintendo, le software house hanno la responsabilità di indicare i contenuti in modo chiaro e inequivocabile, cosa che non sempre accade oggi, nonostante sistemi di classificazione come l'ESRB o il nostro PEGI.

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