Metà mercato europeo in mano ai portoghesi

No, lasciate perdere i lusitani, non siamo al cospetto di un dominio a suon di fado e calcio tutto passaggi e poca sostanza, niente di tutto simile. Secondo quanto riportato da importanti istituti di ricerca come Ipsos e ISFE, acronimo che sta per Interactive Software Federation of Europe, il settore dei free-to-play è cresciuto a ritmi vertiginosi nel 2012, fino a conquistare la metà del mercato. Prendiamo come esempio la Germania, il paese più importante del Vecchio Continente: il giro d'affari del software viene stimato intorno ai 351 milioni di euro, una cifra vertiginosa. Con le loro microtransazioni, i giochi “gratis ma non troppo” potrebbero fagocitare una grossa fetta di questa succulenta torta.

Questi dati vanno però presi con le molle e valutati nella giusta ottica: siamo al cospetto di uno studio statistico, soggetto all'errore. Insomma, se avete un'allergia ai free-to-play non è il caso di strapparsi i capelli in preda ad una crisi di nervi.

Fonte: MCV

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