Max Payne risorge su iOS al costo di un caffè e brioche

Guardando ai semplici numeri, Max Payne non ha raccolto quanto avrebbe meritato in termini monetari. I due capitoli della serie noir di Rockstar Games si sono attestati sui 7,5 milioni di copie vendute in tutto il mondo, cifra di tutto rispetto che non rispecchia però il valore assoluto dei due titoli (soprattutto del primo). Undici anni fa, infatti, Max Payne seminava almeno due futuri frutti proibiti dell'action-shooter a venire come il bullet time, invenzione allora travolgente come estetica e impatto sul gameplay, e una forte crudezza a livello narrativo vista raramente in precedenza. http://youtu.be/L1uESVYt48o

Facendo un po' i cattivelli potremmo persino dire che ben pochi altri action-shooter post 2001 hanno avuto lo stesso impatto di Max Payne, compresi i vari Enter the Matrix, Kane & Lynch, Army of Two, Wanted: Weapons of Fate e Stranglehold. Da allora infatti il bullet time è stato copiato e incollato dappertutto diventando un po' il prezzemolo videoludico dell'ultimo decennio, mentre lo sfondo noir della vicenda, tra malavita, assassini spietati, tossici schizzati e poliziotti corrotti ha fatto capolino in altri ottimi titoli ma senza quella forza dirompente del classico di Rockstar Games. Non è un caso se questo Max Payne Mobile, porting per dispositivi iOS affidato alle cure di War Drum Studios, ci riconsegna un titolo teoricamente "vecchio" e sorpassato ma in pratica ancora attualissimo, avvincente e forte di un'atmosfera marcia e nerastra che rimane tra l'altro l'unico lascito positivo al modesto film di John Moore del 2008. Per di più Rockstar Games propone l'intero gioco di undici anni fa a soli 2,39 euro e già questo dovrebbe convincere anche i più refrattari ad acquistarlo senza indugi.

Dopo il download di poco più di 1 GB, un menu del tutto nuovo fa capolino sul mio nuovo iPad e respiro fin da subito quell'atmosfera notturna e hard boiled assaporata allora su uno scintillante Pentium IV da 1,5 GHz. Le sorprese però non finiscono qui. Il gioco ha mantenuto il doppiaggio italiano del 2001 e anche tutti i testi nelle cutscene fumettistiche sono riproposti nella nostra lingua. Inoltre (ma non piacerà a tutti) bisogna per forza salvare manualmente, visto che l'autosaving interviene pochissimo e si è costretti a cominciare il gioco a livello facile. Solo dopo aver terminato il tutto si ha infatti accesso agli altri due livelli di difficoltà e a una modalità a tempo, in cui bisogna guadagnare secondi preziosi ad ogni nemico ucciso e superare i livelli alla velocità della luce.

Al basso livello di difficoltà iniziale (armi e munizioni a volontà, danni limitati, medikit miracolosi) si aggiunge l'ulteriore aiuto della mira automatica, che rende in effetti il tutto un po' troppo semplice, ma senza la quale il gioco diventerebbe troppo difficile e frustrante. D'altronde un titolo così dipendente da mouse e tastiera (ma anche da joypad) non può avere la stessa facilità nei controlli una volta riadattato al touch. Per fortuna War Drum Studios ha optato per comandi ampiamente personalizzabili, con la possibilità di spostare le icone a piacimento sul display, un doppio tocco sulla fiala per medicarsi, uno swipe laterale per cambiare le armi e le icone per fare fuoco, saltare e attivare il bullet time. Il feeling con il nuovo sistema è positivo fin dal breve tutorial, con solo qualche piccola difficoltà iniziale nel gestire l'inquadratura a 360 gradi, mitigata però dalla mira automatica. Si può anche optare per un mirino completamente "manuale" ma, come già detto, con tre o quattro nemici da affrontare (di cui magari due alle spalle) il tutto diventa davvero troppo complicato e scomodo. Anche la gestione del bullet time soffre di qualche piccola incertezza, soprattutto nei tuffi di Max, difficili da controllare, e nel tempismo degli spari, ma sinceramente temevo un passaggio al touch molto più traumatico, anche se i margini per qualche piccola limatura in un eventuale aggiornamento ci sono tutti.

Giocato sul nuovo iPad con Retina Display e GPU quad-core, Max Payne Mobile convince anche sul versante grafico, pur non ambendo a particolari vette. Dopotutto stiamo parlando di un gioco di undici anni fa, con animazioni legnose e scadenti (i salti di Max fanno quasi ridere), location a volte inutilmente grandi e vuote e filmati di intermezzo così così. Di "retina", a parte qualche texture in hi-res, non si vede molto e il peggio lo si raggiunge nei volti dei nemici e in certi elementi dello scenario, soprattutto i tetti e le strade. Il frame rate non lascia invece spazio a critiche e francamente non abbiamo notato quei microscatti lamentati da altri possessori del nuovo iPad. Nel complesso si poteva pretendere qualcosa di più proprio a livello texture, a scapito però del peso del gioco in termini di MB, ma per un titolo del 2001 ci si può accontentare e la conversione è ben fatta e ottimizzata a sufficienza. Fosse anche costato 9,99 euro, sarebbe stato un gioco da acquistare a prescindere, ma a questo prezzo sarebbe davvero un atto di masochismo non mettere mano alla carta di credito e (ri)tuffarsi in una New York mai così marcia e corrotta. E poi il ghigno ebete di Max sparato a 2048x1536 pixel è una delizia trash da non perdere.

Voto: 8,5

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