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Mage’s Initiation: Reign of the Elements

Mage’s Initiation: Reign of the Elements

Quando si parla di giochi d’avventura, ho gusti piuttosto esigenti e lontani da quelli che vanno per la maggiore. Chiedete a un appassionato di avventure grafiche quale sia la sua preferita e come minimo otto volte su dieci vi sentirete rispondere Monkey Island. Nel mio caso, il podio è costituito da Spycraft (un avventura grafica con la partecipazione di Oleg Kalugin e William Colby, nientemeno che gli allora capi di CIA e KGB), The Dig e Quest For Glory. È proprio a quest’ultimo che Mage’s Initiation somiglia e a lui si ispira. Iniziata l’avventura, si viene infatti catapultati in un mondo fantasy dominato dalla magia, in cui la tecnologia è vista con occhio critico. I primi momenti di gioco permettono di capire come l’ambizioso protagonista debba superare un esame composto da tre diverse prove, per poter diventare un mago a tutti gli effetti.

Come in Quest For Glory, sono presenti alcuni elementi RPG, tra cui la scheda del personaggio e la possibilità di scegliere in quale Elemento specializzarsi tra quattro disponibili. Risolvendo enigmi e uccidendo nemici, si guadagnano punti esperienza che permettono di salire di livello, diventare più forti e, in generale, rendersi la vita più facile. Il lato “GdR” è piuttosto leggero ma svolge in maniera dignitosa il suo lavoro. Si possono creare personaggi piuttosto diversi tra loro e la specializzazione offre soluzioni alternative a determinati puzzle che si possono incontrare (anche se spesso si riduce tutto in “usa la magia X sul punto Y e riprova coi vari punti di interesse”). I combattimenti sono estremamente semplici, in tempo reale, e si possono gestire senza particolari difficoltà. Ci si muove liberamente con i tasti WASD, mentre con i numeri e la barra spaziatrice si scelgono e lanciano magie offensive o difensive. Non è nulla di particolarmente complesso, anzi, ma il suo scopo è quello di spezzare l’atmosfera più lenta e statica di un’avventura grafica convenzionale e in questo caso svolge il proprio compito.

Analizzando Mage’s Initiation come avventura grafica in sé, il giudizio rimane positivo, anche se con dei “ma” ben precisi. Gli enigmi, spesso e volentieri, sono piuttosto logici, ma altrettanto spesso non viene spiegato a dovere quale sia il prossimo obiettivo, con il risultato che si vaga per le ambientazioni di gioco tentando di usare un po’ tutti gli oggetti con ogni singolo punto di interesse. La difficoltà stessa degli enigmi, poi, è piuttosto bassa, una volta che si capisce quanto il gioco si aspetta dal giocatore. Di fatto, il problema è capire cosa si deve fare, più che come farlo.

Mi sono ritrovato a procedere spedito per lunghi tratti, salvo poi ritrovarmi completamente bloccato non tanto da un enigma particolarmente ostico ma perché, come accennato, non sapevo cosa il gioco si aspettasse che facessi. Azioni che possono sembrare logiche, come l’usare bacche soporifere su una bevanda nella speranza di stordire un criminale, non sono in realtà accettate e la soluzione potrebbe sembrare meno logica e immediata di quanto è auspicabile. Una cosa che mi ha invece fatto storcere il naso dal punto di vista del GdR è che il personaggio che si usa è un po’ troppo prefissato caratterialmente. A volte fa commenti e reagisce ad eventi senza concedere al giocatore una possibilità di scelta che ci si aspetterebbe di avere in un gioco di ruolo vero e proprio. Ovviamente, si chiude un occhio, dato che questa è un’avventura grafica ibrida e non un gioco di ruolo puro.

Nel complesso, però, lo strano connubio tra avventura e gioco di ruolo genera un risultato che, nel suo complesso, è superiore alla somma delle parti: diverte, fa venire voglia di andare avanti e l’avere un certo controllo sullo sviluppo del personaggio crea quella voglia di migliorarsi e potenziarsi tipica dei giochi di ruolo.

Bastano questi difetti a rovinare Mage’s Initiation? A mio avviso, no. Non è un gioco perfetto, ma è sufficientemente unico da meritare attenzione e può soddisfare in egual misura sia gli appassionati di giochi di ruolo che gli amanti delle avventure grafiche.

Una parentesi finale sul lato tecnico. Si tratta di una delle ormai numerose produzioni che si presentano con grafica retrò, ma a differenza di altre, in questo caso specifico l’impatto è “strano” e mi ha ricordato in parte gli sfondi prerenderizzati con personaggi digitalizzati di Darkseed 2, ma invece che attori appiccicati malamente, stavolta, i personaggi digitali sono disegnati. La sensazione che ho avuto è stata di poca omogeneità artistica, cosa che ad esempio non accade con le avventure grafiche prodotte da Wadjet Eye Games.

Il mio giudizio finale è fondamentalmente positivo. Mage’s Initiation è un gioco molto buono, che poteva essere anche migliore ma può regalare facilmente ore di divertimento a più categorie di videogiocatori. Con l’esclusione della sporadica difficoltà a comprendere cosa si deve fare, ho trovato gli enigmi accessibili e in definitiva direi che Mage’s Initiation è un’avventura adatta fondamentalmente a ogni tipo di giocatore che apprezzi il genere. A margine, mi sento di consigliare, se può piacere il mix avventura grafica / gioco di ruolo, anche l’avventura Unavowed.

Ho sbloccato il gioco grazie a un codice Steam ottenuto dallo sviluppatore. Ho creato quindi il mio personaggio optando per la magia del fuoco. La mia avventura si è protratta per circa venti ore, di cui una parte consistente è stata però rappresentata dal cercare di capire dove andare e cosa fare. Mage’s Initiation è disponibile solo tramite download su PC (su GOG, su Humble e su Steam).,

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