L'usato non piace nemmeno a Denis Dyack

La lotta al mercato dell'usato è sicuramente uno dei temi caldi di questo periodo e gran parte degli addetti ai lavori condivide la medesima posizione: i giochi di seconda mano, a loro parere, mettono in pericolo la sopravvivenza del mondo dei videogiochi. L'ha ribadito anche Denis Dyack, capo di Silicon Knights, intervistato sulle pagine di Gamesindustry International.  “L'ho detto in passato e lo ribadisco ora: i giochi usati stanno letteralmente cannibalizzando l'industria. Visto che gli sviluppatori non ci guadagnano nulla dalla compravendita, sono costretti ad alzare il prezzo del nuovo per cercare di sopravvivere. Se non riformiamo il mercato dell'usato, questo alla lunga porterà alla fine del videogioco stesso” dichiara Dyack, senza tanti giri di parole.

I mancati introiti derivanti dalla pratica con cui GameStop e soci hanno costruito un impero alla fine si ripercuotono sullo sviluppo stesso dei videogiochi. “I titoli ad alto budget costano oggi 100 milioni di dollari, una cifra destinata probabilmente a raddoppiare o triplicarsi nella prossima generazione. Non tutti possiamo permetterci un tale esborso, un gioco come Call of Duty può sicuramente ricevere tanti fondi, ma è un esponente che non rappresenta un'intera industria” afferma il capo di Silicon Knights. Come uscire da questo circolo vizioso? Secondo Dyack la soluzione è nella distribuzione digitale, che per l'appunto è priva di qualsiasi mercato dell'usato.

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