Ludophilìa #4 – L'Ignorante Videoludico e la cialtroneria dilagante

Ludophilìa #4 – L'Ignorante Videoludico e la cialtroneria dilagante

Una rubrica di approfondimento che corrobora mente e joypad, curata da uno che l’avrebbe voluta intitolare “I Love Tara Long”. Il curatore di recensioni di videogame (scritte od orali che siano) non può essere definito in termini di ruolo o di valore, ma solo da una certa coscienza di parola. È bravo recensore, infatti, colui per il quale il linguaggio costituisce un problema e ne sperimenta la profondità, l'importanza, e non solamente la strumentalità o la bellezza come fa Fotone. In sostanza, bisogna che dica se il gioco è divertente oppure no, e perché. E non è cosa da poco. Se la nuova critica videoludica ha una qualche identità, questa non risiede nell'unità dei suoi metodi (Outcast ne è prova lampante, oltre che decisamente borderline), ma nella solitudine dell'atto critico, inteso come un atto di pieno giudizio, senza alcun riguardo agli alibi del marketing, dell'industry, delle policy, delle istituzioni, dei posti garantiti in press tour e della nuova sufficienza a forma di 8.

Sapevate che la critica videoludica non tratta dei sensi, ma li produce? Il rapporto che intercorre tra la critica e l'opera videoludica è lo stesso che c'è tra un senso e una forma, BWAHAHAHAH!

Sapevate che la critica videoludica non tratta dei sensi, ma li produce? Il rapporto che intercorre tra la critica e l'opera videoludica è lo stesso che c'è tra un senso e una forma, BWAHAHAHAH!

Un tempo separati dal mito consunto del superbo creatore e dell'umile fruitore - entrambi necessari, ciascuno al suo posto - il critico videoludico e i suoi lettori s'incontrano adesso nella stessa condizione (cliccare qui per ripassare la prima lezione di Ludophìlia "The Universal Videgame's Wreaders" o per suicidarsi). Chi può dirsi effettivamente in grado - per non dire in diritto - di valutare propriamente un dato videogioco, con tutto quel che comporta? Chiunque abbia voglia e tempo (il modo ormai ce l'hanno tutti) di scrivere qualcosa a riguardo, al giorno d'oggi, sembrerebbe la risposta più sensata... se solo non fosse quella sbagliata! La risposta vincente è - surprise surprise - l'utente di YouTube alexmercer107 (si ringrazia il talent scout Pocoto), che d'emblée supera di slancio l'annosa querelle "È più bravo Zave di tutta Everieje messa assieme?" e persino la vecchia logica intellettuale, entro cui non è dato contraddire quanto proviene dall'opinione generale.

Inutile domandarsi, ancora, se abbia più autorevolezza l'Opinionista Videoludico o L'opinionista e basta: lo show dell'Ignorante Videoludico (un fenomeno dilagante) schianta con cipiglio nazionalsocialista ogni altra disamina in materia di videogiochi. Egli non stimola il pensiero, problematizzando il sapere sui giochi, sulla matrice del divertimento e sulla questione filosofica del gameplay, ma, da esemplare cialtrone qual è, trascende prodigiosamente l'atto critico in sé, servendosi di affilatissimi strumenti di comprensione: "fa schif', schif' propr, è come Limbo a colori, sessant' eur' buttat', pratica-mente una cagàata!". Buona visione, dunque, con il sereno auspicio che un simile contenuto vi faccia parecchio ridere e rattristare un po' dentro. Ma soprattutto, che vi faccia riflettere su questioni ben più importanti (per non dire già preoccupanti), come ad esempio sul fatto che la nostra società consuma critica (d'ogni tipo e professionalità) così come consuma videogiochi, oltre al fatto che questa sarebbe una videorecensione perfetta per certi giochi di moto(cross).

Disponibile la demo di Resonance

Un documento di design per Wasteland 2