Ludophìlia #35 – Appunti sulla mia pazzia videoludica

Ludophìlia #35 – Appunti sulla mia pazzia videoludica

Ludophìlia (con l’accento così) non è una malattia venerea, ma un’incomprensibile rubrica di approfondimento videoludico che corrobora mente e joypad, curata da uno che l’avrebbe addirittura voluta intitolare “I Love Naomi Kyle”.

Si dice che ogni videogiocatore sia pazzo. Ma si può immaginare un pazzo videogiocatore? No, certo. Sono pazzo ad essere videogiocatore, non lo sono per il fatto di poterlo dire: sdoppio la mia immagine e divento Rico Rodriguez: dissennato ai miei occhi (ho coscienza del mio videoludico delirio), semplicemente sconsiderato agli occhi degli altri, a cui racconto (o recensisco) molto (in)cautamente la mia pazzia: cosciente di questa pazzia, discettando su di essa.

Ho solamente diritto a una pazzia povera, incompleta, metaforica: il videogioco mi rende come pazzo, ma io non comunico affatto con il soprannaturale, non sono pervaso dalla sacralità: la mia follia videoludica, semplice stoltezza, è piatta, per non dire invisibile.

Talvolta (spesso, invero) può essere confusa come apatia, eppure è tutt'altro, praticamente una missione ossimorica: una continua ricerca dell'appagamento tecnologico e la consapevolezza della sua impossibilità.

Da vent'anni a questa parte, si ritiene che la follia (videoludica) consista in questo: "Io è un altro": il videogioco diventa una spersonalizzazione. Per me, soggetto fortemente edonista, è esattamente il contrario: ciò che mi rende pazzo è il fatto di diventare un soggetto, di non potermi impedire di esserlo. Io non sono un altro, questo è ciò che constato con sgomento.

Io sono indefettibilmente me stesso, e in ciò risiede la mia pazzia: io sono pazzo perché consisto.

Pazzo è il giocatore che è puro di ogni potere. Tuttavia, ed ecco la mia particolarità, la mia libido videoludica è assolutamente circoscritta: non ho altra dimora all'infuori della dualità videoludica: non un solo pixel al di fuori di questo e, quindi, non un solo pixel di gregarietà: io sono pazzo non perché sia originale, ma perché sono tagliato fuori da ogni forma di socialità.

Quando (video)gioco, io non socializzo.

Specialmente di lunedì mattina.

Specialmente di lunedì mattina.

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