Ludophìlia #25 - Siamo tutti (videogiocatori) fregni

Ludophìlia #25 - Siamo tutti (videogiocatori) fregni

Ludophìlia (con l’accento così) non è una malattia venerea, ma una rubrica di approfondimento che corrobora mente e joypad, curata da uno che l’avrebbe addirittura voluta intitolare “I Love Tara Long”. 

Ennio Flaiano.

Ennio Flaiano.

Videogiocatore fregno è colui che dedica la propria esistenza fisica e mentale ai giochi per computer e console, vivendo tra essi, vivendo di essi, impiegando la sua stessa vita a farli vivere e, in particolare, a giocarli. Colui per il quale fare dei videogiochi lo scopo principale di una vita abbia qualcosa di straordinario e di patologicamente riconosciuto. Sacrifica la propria vita per attivare altri gameplay, o sempre gli stessi. Non vive nel suo tempo. O, perlomeno, sa che il tempo in cui vive è solo uno fra i molti. Il giocatore fregno, con il suo sforzo filologico e fisiologico – soprattutto fisiologico – tenta di ammansire il passato e di corroborare tutte le tesi sul futuro, vivendo nel suo presente sisifeo. Una fatica da ricominciare ogni volta, per fuggire dal suo tempo. Uno dei molti, per l'appunto.

Videogiocatore fregno è colui che gioca solo a Daytona USA e nient'altro, per tutti i giorni, per sempre. Col playseat. E il casco. Colui per il quale l'ultima curva di Sea-Side Street Gala (Expert) è sempre un mirabolante "tressessanta" controllato, e al passaggio sotto la statua di Jeffry saluta con il cuore e con la mano. Il giocatore fregno sa bene che al Dinosaur Canyon, sul rettilineo di partenza, sulla sinistra, dietro la recinzione invalicabile con tanto di avvisi di pericolo nucleare… c'è Shenmue Tre. Solo procedendo a 326 chilometri orari (uno in più del consentito), proiettandosi come mai nessuno prima di lui dall'ultima curva, riuscirà a sfondare le barriere, incuneandosi assieme alla sua Hornet nel ventricolo destro di Yu Suzuki.

Precisamente, sfondare qui.

Precisamente, sfondare qui.

Il videogiocatore fregno – non importa se stia giocando con Mario o con Lara – è invaso da quella specie di delirio che lo porta a parlare da solo col televisore e il mammozzo dentro il televisore. Il videogiocatore fregno è quello che non diventa affatto un altro, che non compie alcuna mìmesi, che se ne frega e gioca lo stesso, perché malato di achievement, babbeo o semplicemente annoiato. Il gioco, per costui, diviene un moderno barbàglio come un altro, un barbaglìo come tanti.

Wo ist die RB-Taste?

Wo ist die RB-Taste?

Videogiocatore fregno è colui per il quale il gameplay costituisce un problema e ne sperimenta la profondità e l'importanza, non solamente la strumentalità e la bellezza. E, viceversa, colui che cerca mero diletto per pollici, uno svago per l'anima o qualche strage per passare il tempo. Colui per il quale la pratica ludica acquieta momentaneamente certe insoddisfazioni reali, ma gli accresce anche un'affascinante forma di stupore interiore, una sensibilità non conformista rispetto all’esistenza, un qualcosa che – piaccia o meno – rende coloro che (video)giocano più adatti e ricettivi nei confronti dell’infelicità e della malinconia canaglia.

Siamo tutti (videogiocatori) fregni. Chi più, chi meno, chi inconsapevolmente. Anche colui per il quale Journey  - al pari de La grande bellezza - è una cagata pazzesca.

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