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Ludophìlia # 19 - Ventimila joypad sotto i mari

Ludophìlia # 19 - Ventimila joypad sotto i mari

Ludophìlia (con l’accento così) non è una malattia venerea, ma una rubrica di approfondimento che corrobora mente e joypad, curata da uno che l’avrebbe addirittura voluta intitolare “I Love Tara Long”.

Un fatto bizzarro, un fenomeno inspiegabile e inspiegato, che tutti certamente ricordano, segnò l'anno 2013. Le popolazioni videoludiche si agitarono, la cosiddetta stampa specializzata ne fu sovreaccitata e non parliamo poi dell'emozione che colse in special modo gli "sciampacamilli" come Ualone. Anche i negozianti, i casual gamer e i non addetti ai lavori entrarono in indicibile eccitazione.

In effetti, negli ultimi tempi, molti giornalisti avevano incontrato nelle fiere di settore una cosa enorme, un affare nero e sgraziato, assai più grosso e rapido di un videoregistratore. I particolari dell'apparizione, annotati nei diversi articoli apparsi su siti e sitarelli, andavano d'accordo circa la bislacca struttura dell'oggetto in questione, la sua sorprendente invadenza per via di quell'occhio vigile e sempre acceso, l'intima energia di cui sembrava dotato. Se si trattava proprio di un VHS, dunque, come volume sorpassava tutti quelli che la tecnologia aveva classificato finora. Accettando la media delle osservazioni fatte a più riprese, rifiutando sia le valutazioni timide che gli attribuivano duecento piedi di lunghezza, sia quelle esagerate che lo dicevano largo un migliaio e lungo tre, si poteva però affermare che quell'arnese fenomenale sorpassasse di un bel po' tutte le dimensioni già ammesse nel campo dei videotape… sempre che esistesse, beninteso.

Microsoft.

Microsoft.

Ma esisteva, ormai era impossibile negarlo. Data la tendenza che spinge il cervello umano al meraviglioso, è facile capire l'emozione provocata in tutto il mondo dalla surrealistica apparizione. A esiliarla nel regno dei ripensamenti e delle retromarce, bisognava proprio rinunziarci! Il "mostro" diventò di moda, specie nei grandi centri commerciali. Lo cantavano nei caffè, lo sbeffeggiavano sui giornali, lo mettevano in scena nei blog, lo denigravano nei forum. Per i giornalisti fu una vera pacchia, un'autentica gara a chi le sparava più grosse! Saltarono fuori e poi furono rimangiate tutte le tradizionali feature immaginarie, come ad esempio che pesasse quanto un intero tinello. Allora scoppiò l'interminabile polemica dei creduli e degli increduli, degli hater e dei fanboy. La questione del mostro infiammò gli animi. I giornalisti che fanno professione di videogiochi versarono fiumi d'inchiostro digitale nella memoranda campagna. Gli arguti redattori sostenevano che "a Redmond non ci sono solo gli sciocchi", e scongiuravano i giocatori a non smentire l'esistenza della creatura, ammettendo anche quella di Krakens, Nintendo 2DS, Moby Dick e altre baggianate di utenti in preda alle traveggole. L'umorismo aveva vinto il tencoludico.

"Una strana X gli solcava il tondo capo... "

"Una strana X gli solcava il tondo capo... "

Il 4 settembre 2013, con mare ottimo e brezza praticabile, Microsoft annunciò al mondo intero che il 22 novembre 2013 la bestia sarebbe stata finalmente disponibile per il costoso acquisto. Sulle prime, gli utenti si spaventarono parecchio, ma poi il capitano Fotone si affrettò a rassicurarli. Il pericolo non poteva essere imminente, c'era ancora tempo per mettersi al riparo! Ma si sbagliava di grosso: i salotti di tutto il mondo, di lì a poche settimane, avrebbero presentato uno squarcio regolare a forma di videoregistratore, d'una tempra eccezionale e una tinta funerea, per metà liscio e lucido, e per l'altra inspiegabilmente zigrinato. Un parallelepido nero, insomma, che avrebbe risucchiato ogni libertà di gameplay.

Ce n'era abbastanza per scaldare l'opinione pubblica. Da quel momento, infatti, tutti gli incidenti accaduti sul divano che non si sapeva a chi attribuire vennero affibbiati al mostro di Redmond. Grazie a lui, l'entertainment divenne sempre più sgraziato e monitorato, tanto che il pubblico perse la pazienza e chiese categoricamente che i salotti fossero una buona volta liberati, a qualunque costo, dal formidabile ma lugubre Xbox One.

Lui.

Lui.

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