Ludophilìa #15 - Andate a giocare con gli OMI

Ludophilìa #15 - Andate a giocare con gli OMI

Ludophìlia (con l’accento così) non è una malattia venerea, ma una rubrica di approfondimento che corrobora mente e joypad, curata da uno che l’avrebbe addirittura voluta intitolare “I Love Tara Long”.

Credete che la finalità del videogioco sia di vincere? No, è di capire.

A cosa serve un videogioco? A produrre del senso. Il giocatore è un donatore di senso: il suo compito (il suo godimento) è di dare dei sensi, dei nomi e degli affetti, e non può farlo se non c'è gameplay: dispositivo di scatto del reale/virtuale, alternanza di due altrove. Per lui il mondo è una medaglia, una moneta, una doppia superficie di lettura, di cui la sua realtà occupa il rovescio. Il videogioco permette questa nuova semantica: capire il mondo attraverso la sua utopia.

Conseguenze dell'OMInazione.

Conseguenze dell'OMInazione.

Di fronte al presente, il videogioco è un termine secondo che permette di azionare il dispositivo (per nulla automatico) di scatto del segno. Il videogioco ridefinisce l'identità sociale e plasma il sé digitale nel passaggio all'interno dell'avatar. Innova, fornisce strumenti di pensiero applicabili al quotidiano attraverso simulazione e ludus. Simula lo status quo, per sovvertirlo e poi abbatterlo, quindi promuove valori, diffonde idee, esperisce arte, foraggia i pregiudizi degli apocalittici, muta in macchina ideologica e infine, come somma ultima, diventa Kultura. È persino un gesto dell'aruspice rivolto verso il cielo, come un bastone splendidamente puntato verso il nulla, ossia verso ciò a cui altrimenti non si potrebbe puntare. Un gesto che traccia solennemente un limite di cui non resta immediatamente nulla, tranne il residuo intellettuale d'un ritaglio: consacrarsi alla preparazione totalmente rituale e arbitraria d'un senso.

Il videogioco, insomma, ospita al suo interno una furibonda collusione tra il modo indicativo e quello ottativo, l'impossibile eppure attuabile trasformazione del desiderio in dispositivo, del presente in futuro, del virtuale in sentimento, rispondendo così al logico e inarrestabile proseguimento dell'OMInazione

Per mezzo del videogioco, il discorso sul reale (e non quello sul virtuale) diventa allora possibile: usciamo dall'afasia in cui ci getta lo smarrimento per tutto ciò che in noi è avatar, in questo mondo che è proprio il nostro. Noi, che bruscamente veniamo proiettati nella significazione del tecnoludico, noi che partecipiamo all'enorme salto che la nostra specie sta compiendo verso la sorgente del flusso dell'essere… sì, al cuore stesso di questo straordinario turbinio, noi siamo finalmente a casa. Benvenuti nella nuova dimora del genere umano, benvenuti sulle strade de "i nuovi OMI", gli Ordigni Meravigliosamente Immaginifici.

Servono per capire meglio il mondo, come Journey,Trials Evolution o Parappa The Rapper.

Andate a giocare con gli OMI.

Andate a giocare con gli OMI.

Vestiamoci con l'Humble Double Fine Bundle

Videopep #52 – Quo Vadis? Oman!

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