Librodrome #52 - The Witcher a fumetti

Librodrome #52 - The Witcher a fumetti

Attenzione. Ogni due settimane, in questa rubrica si parla di cultura. Niente di strepitoso, o che ci farà mai vincere il Pulitzer, ma è meglio avvertire, perché sappiamo che siete persone impressionabili. E tratteremo anche dei libri. Sì, quelle cose che all’Ikea utilizzano per rendere più accattivanti le Billy. E anche le Expedit.

La carriera fumettistica dello strigo ha inizio quando i videoogiochi di CD Projekt non sono che una visione futura lontana nel tempo. La prima miniserie a fumetti con protagonista Geralt di Rivia, infatti, risale addirittura al 1993, quando lo sceneggiatore Maciej Parowski e il disegnatore Boguslaw Polch realizzano sei numeri ispirati alle storie brevi della creatura di Andrzej Sapkowski. I sei albi, disponibili anche in due pratiche raccolte in volume risalenti al 2001, sono stati pubblicati - a quanto ne so e a quanto mi permette di scoprire la scalcinata connessione di cui godo nei luoghi in cui scrivo questo articolo – solo in lingua polacca. E quindi, per quanto lo stile dei disegni un po' Sam Kieth e un po' Paolo Bacilieri sia intrigante, passiamo oltre, ricordando però di segnalare che a un certo punto era stato messo in cantiere un progetto per l'adattamento a fumetti dei romanzi di Sapkowski (dei quali abbiamo scritto nel primo episodio di questa rubrica LINK! ). Ma non se n'è poi fatto nulla.

Il primo The Witcher fumettistico in tutto il suo splendore.

Il primo The Witcher fumettistico in tutto il suo splendore.

Nel 2011 lo scenario è parecchio diverso. Il primo The Witcher videoludico ha già fatto innamorare tutti gli appassionati di GdR occidentali (e di sesso gratuito) e CD Projekt si appresta a pubblicare il secondo episodio, che lancerà definitivamente la saga nell'olimpo e, dopo i patemi della prima uscita, la vedrà esordire in ambito console. Ad accompagnare il gioco si manifesta anche una versione a fumetti assolutamente non basata sui romanzi originali e quindi scollegata anche dalla precedente miniserie. Di fatto, si tratta di uno spin-off del videogioco, graziato dai testi di Michael Galeg e dalle illustrazioni di Arkadiusz Klimek. E pure su eventuali edizioni in lingua comprensibile di questo fumetto non ho notizie, quindi correggetemi pure nei commenti e andiamo oltre.

Nel corso degli ultimi cinque mesi, grazie a una collaborazione fra CD Projekt e Dark Horse Comics, Geralt è tornato in azione nelle sue vesti fumettistiche, con una miniserie in cinque uscite chiaramente pensata per fare da corollario a uno fra i videogiochi più attesi del momento (The Witcher 3: Wild Hunt), ma che gode di una sua gran bella dignità. E che è disponibile anche in lingua inglese, dettaglio non da poco. La natura di veicolo promozionale è evidente nei piccoli rimani inseriti qua e là e, banalmente, nel ruolo importante che viene giocato da una creatura che fu grande protagonista nell'eccellente presentazione del gioco condotta all'E3 e alla Gamescom dell'anno passato. Ma, di nuovo, lasciamo da parte le considerazioni promozionali, perché si tratta di un fumetto più che gradevole e assolutamente consigliato a chi ama il personaggio.

Scritto da Paul Tobin e illustrato da Joe Querio, The Witcher: House of Glass esprime un'atmosfera e un bizzarro taglio a metà fra l'horror e il melodramma, che sembra uscito per direttissima dall'universo fumettistico di Hellboy. La sensazione, ovviamente, è figlia anche del fatto che ai disegni c'è l'illustratore della serie B.P.R.D., ma certo si tratta di un bel complimento. La storia è assolutamente autoconclusiva, sarebbe un'ottima side quest per The Witcher III e può essere goduta senza timore anche da chi non è ferrato sui videogiochi. Inoltre, il taglio cupo, con sprazzi di umorismo, lampi sexy, horror e romantico dramma, calza a pennello su Geralt. E del resto non c'è poi tanto da stupirsi, nello scoprire che una storia così “mignoliana” si adatta alla perfezione al protagonista della trilogia di CD Projekt.

Insomma, The Witcher: House of Glass non è certo un capolavoro, ma è un bel fumetto, affascinante, coinvolgente, ben disegnato e gradevolissimo. Considerando quanto abbiamo visto finire male altre operazioni di questo tipo, possiamo anche evitare di lamentarci.

The Witcher: House of Glass è disponibile in polacco e in inglese, anche attraverso il servizio di fumetti digitali Dark Horse, tramite cui l'ho letto io. Segnalo che c'è qualche bizzarra restrizione territoriale che ha fatto sì che potessi acquistare attraverso l'app per smartphone/tablet di Dark Horse solo il primo, il secondo e il quinto numero, mentre il terzo e il quarto li ho dovuti acquistare e leggere attraverso il sito (la cui app integrata funziona comunque esattamente come quella scaricabile). È prevista per il mese di settembre la pubblicazione di una raccolta in paperback. Non ho notizie su un'eventuale versione italiana, ma non è assolutamente da escludere che ci pensi Magic Press.

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