Librodrome #44 - Level Up!

Librodrome #44 - Level Up!

Attenzione. Ogni due settimane, in questa rubrica si parla di cultura. Niente di strepitoso, o che ci farà mai vincere il Pulitzer, ma è meglio avvertire, perché sappiamo che siete persone impressionabili. E tratteremo anche dei libri. Sì, quelle cose che all’Ikea utilizzano per rendere più accattivanti le Billy. E anche le Expedit.

Level Up (Gene Luen Yang e Thien Pham… niente battute sul nome da affamato) non è un capolavoro del medium a vignette e neppure innalza l'arte della graphic novel a nuovi standard di chissà quale bellezza o creatività. È solo un gradevole omaggio ad acquerello, dai tratti minimali e volutamente infantili, alla bontà del caro, vecchio, logoro e consunto joypad di una volta, all'importanza di certe scelte e a quella dei cari, vecchi, logori e consunti genitori, alla caparbietà in generale e forse anche un po' al senso della vita. E hai detto cazzi.

Nove euro e novanta alla cassa.

Nove euro e novanta alla cassa.

"La cosa bella dei videogiochi è che non devi mai preoccuparti di quello che c’è da fare. In Super Mario salvi la principessa. In Sonic sconfiggi il Dr. Robotnik. In Zelda recuperi la Triforza. Tutto è ben definito, l’obiettivo è chiaro. La vita invece… è un rebus."

Dennis Ouyang (un cognome quasi da console, non c'è che dire) si trova alle prese con il tipico e insolubile puzzle adolescenziale: conciliare le aspirazioni personali con le aspettative della famiglia. Scopre Pac-Man all'età di sei anni e vorrebbe smarrirsi nel più profondo degli universi tecnoludici, ma il suo destino è già deciso: studierà gastroenterologia, dimenticando ogni possibile distrazione. Così ha deciso suo padre. Dennis accantona suo malgrado la passione videoludica e si iscrive all’università. Dopo la morte del genitore, però, la riscoperta del mondo dei videogiochi distrae Dennis dallo studio, allontanandolo da tutto ciò che la sua famiglia (o il suo destino?) aveva scelto per lui.

Non appena il ragazzo viene espulso dal college, quattro piccoli angioletti (severi, autoritari e irremovibili: in una sola parola, spassosi!) sbucano da un vecchio bigliettino d'auguri del papà e, seppur senza effettivo successo, cercano di riportare Dennis sulla più seria e retta via: diventare un gastroeneterologo.

Che dolcissimi e severissimi angioletti!

Che dolcissimi e severissimi angioletti!

"Bene, questa è una procedura piuttosto comune per i gastroenterologi. Sto effettuando una colonscopia. Attraverso l'ano, ho infilato nel colon del paziente una sonda flessibile con una telecamera all'estremità. Con questo controller muovo la telecamera e vedo tutto sul monitor. Come te la cavi con il coordinamento oculo-manuale? Vuoi provare?"

Vedete, un NES!

Vedete, un NES!

Level Up è un delicatissimo e videoludicissimo fumetto di formazione, il Giovane Holden per videogiocatori sempre in bilico tra l'illusione del virtuale e i fatti della vita reale, tra il divano e l'università. È Salinger che incontra Pac-Man. Narra delle più naturali incertezze dell'esistenza e delle brutalità che dispensa la vita reale, del destino di ognuno o della sua stessa negazione, del divenire e del maturare, della vita, della morte e dell'importanza di un colon sempre in perfetta salute.

"Ehi, io ti conosco! Tu sei quel tipo che mi ha infilato un dito nel sedere! Si, qualche mese fa alla clinica. Mi hai salvato la vita, amico! Qualunque cosa tu mi abbia trovato… be', era brutta. Un mese dopo mi hanno operato e ora guardami… Sono un toro!"

Se poi le due cose riescono a conciliarsi effettivamente, se la passione videoludica s'incontra con una laurea in medicina e la dimestichezza con il joypad conduce a esplorazioni rettali da high score, beh, allora... Level Up!

Gli autori.

Gli autori.

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