Librodrome #40: Metal Gear Solid a fumetti

Librodrome #40: Metal Gear Solid a fumetti

Attenzione. Ogni due settimane, in questa rubrica si parla di cultura. Niente di strepitoso, o che ci farà mai vincere il Pulitzer, ma è meglio avvertire, perché sappiamo che siete persone impressionabili. E tratteremo anche dei libri. Sì, quelle cose che all’Ikea utilizzano per rendere più accattivanti le Billy. E anche le Expedit.

Nel lontano 2004 – caspita, son passati quasi dieci anni – IDW Publishing e Konami lanciano sul mercato l'adattamento fumettistico del primo Metal Gear Solid, gioco pubblicato su PlayStation sei anni prima e primo (o terzo, come preferite) capitolo di una serie di cui stiamo aspettando proprio in questi mesi un nuovo episodio. A scrivere la sceneggiatura (o, meglio, a riordinare lo script del videogioco per tirarne fuori un racconto per immagini) ci pensa Kris Oprisko, un autore minore dalla carriera legata in larga parte a fumetti su licenza e noto anche per aver creato Gregory Horror Show, una serie animata da cui Capcom ha tratto un videogioco nel 2003. A curare i disegni, Ashley Wood, talentuoso illustratore australiano abituato a saltellare fra i grandi editori e la scena indie e forte debitore di un colosso come Bill Sienkiewicz.

Una delle belle copertine di Ashley Wood.

Una delle belle copertine di Ashley Wood.

La serie racconta, prendendosi tutto il tempo che le serve, attraverso una pubblicazione lunga dodici episodi, l'intera vicenda del videogioco, recuperandone in larga parte i dialoghi originali, riarrangiando alla sua maniera le interminabili conversazioni tramite codec e riuscendo a restituire in modo eccellente il mix di senso epico, assurdità, cospirazionismo, azione e melodramma che caratterizza le vicende di Snake.

Le vendite premiano l'operazione e IDW decide di replicare con Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, conservando Ashley Wood alle matite e trasferendo, dopo un numero zero firmato Matt Fraction, le sceneggiature nelle mani di Alex Garner. In questo caso, il lavoro di adattamento è più profondo, per la decisione di dare maggior importanza – rispetto a quanto visto nel videogioco – al personaggio di Solid Snake, mescolando le carte e spostandolo al centro di diverse sequenze che in origine lo vedevano in secondo piano.

Il risultato è una rilettura di quel che abbiamo giocato tanti anni fa su PlayStation 2, a modo suo comunque molto fedele al racconto originale e all'incasinatissima, surreale, deriva che imbocca nella sua seconda metà. Ancora una volta il racconto è d'ampio respiro, con dodici uscite che si prendono il lusso di riprodurre le vicende in maniera approfondita, rielaborando ma spesso ricalcando alla lettera quanto visto in digitale. Ad accompagnare il tutto un Ashley Wood evocativo, schizoide e meraviglioso come sempre, che nella seconda parte si lascia violentemente andare all'astratto.

Nel complesso, questa doppietta di maxiserie è un susseguirsi di splendide immagini, che fra l'altro snellisce i pipponi retorici del primo episodio e semplifica la lettura di quel gran casino arzigogolato che era la parte conclusiva del secondo. In generale, si tratta di un ottimo adattamento, nonostante qualche libertà, la scomparsa di alcuni personaggi minori e la totale assenza dei riferimenti “meta” che caratterizzano Metal Gear Solid e sarebbe stato divertente veder fare capolino anche fra una vignetta e l'altra.

Solid Snake e Ashley Wood sono poi rimasti legati più a lungo del previsto.

Solid Snake e Ashley Wood sono poi rimasti legati più a lungo del previsto.

Tutto questo ben di Dio è ovviamente reperibile in forma cartacea, in un corposo Omnibus da una trentina di euro se si punta sulla lingua originale, ma anche in dei più snelli volumetti italiani pubblicati da Magic Press. Non ne vanno però dimenticate le versioni digitali. Nel 2006, infatti, Konami ha pubblicato Metal Gear Solid: Digital Graphic Novel, uno splendido fumetto digitale interattivo per PSP, con immagini in movimento, animate, condotte da una regia dinamica e arricchite da tutta una sezione interattiva carica di extra. Purtroppo, la cosa non deve aver avuto un gran successo (strano! Gli UMD per PSP vendevano così bene!) e il previsto, similare, adattamento della seconda serie a fumetti non ha mai raggiunto il mercato. Ma è stato comunque portato a termine! Entrambi i fumetti digitali sono infatti disponibili all'interno della Metal Gear Solid: The Legacy Collection pubblicata qualche mese fa su PlayStation 3 (e poi c'è Youtube, per carità). E ovviamente, se volete godervi tutta l'opera “digitale” di Ashley Wood legata a Metal Gear, vi tocca giocarvi anche Portable Ops. e Peace Walker, i due episodi usciti su PSP (Peace Walker anche in riedizione PS3), le cui sequenze d'intermezzo sono state realizzate proprio sotto forma di motion comic. Mi sento di dire che ne vale la pena.

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