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Liberation Maiden vince la battaglia

Se c'è una cosa che non ho apprezzato assolutamente della politica Nintendo riguardo al 3DS, è stata l'imposizione del region lock. Da giocatore innamorato del mondo videoludico giapponese, delle sue stranezze e dei suoi cliché sfruttati di continuo, ma sempre in modo diverso, l'idea che potessi perdermi un ipotetico nuovo capitolo di Ouendan! o un altro titolo dalle caratteristiche poco occidentali mi dava parecchio fastidio. Soprattutto perché, da early adopter, l'idea di prendere anche un altro 3DS da usare solo con i giochi import non mi fa fare i salti di gioia. Per fortuna Nintendo si è fatta furba, ricordandosi di avere l'eShop e decidendo di sfruttarlo in modo intelligente: dopo la sicurezza New Super Mario Bros. 2, la grande N si è decisa a provare a vendere anche i giochi che difficilmente attirerebbero su di sé le attenzioni dei più, annullando i costi di distribuzione e fornendo un'alternativa economica all'importazione per chi si sentiva ostacolato dai paletti messi dalla casa di Iwata. Grazie a questa presa di coscienza, a partire da questo mese fino a dicembre, vedremo approdare sull'eShop del 3DS tre dei quattro giochi che compongono un interessantissimo progetto uscito su cartuccia nella terra del sol levante: Guild01. http://youtu.be/UHWu4Plvy2k

Prodotto da Level-5, Guild01 è una compilation di "esperienze videoludiche" sviluppate ognuna da un illustre designer giapponese: Suda51 e i suoi Grasshopper hanno creato Liberation Maiden, il genio di Yoot Saito ha partorito Aero Porter e Yasumi Matsuno, già creatore di Vagrant Story, ha sviluppato Crimson Shroud. Dei tre giochi, il primo ad essere approdato su eShop questo mese è proprio Liberation Maiden. Nonostante sia lontano dai picchi di stile o dalla personalità di Lollipop Chainsaw, la creatura di Goichi Suda è tutt'altro che uno scacciapensieri senza sostanza: ancor prima di un ottimo shooter, Liberation Maiden è una storia semplice, ma profonda. Shoko, dopo l'uccisione del padre, presidente di New Japan, come un'avvenente Giulio Cesare sci-fi prende le difese della Nazione e sale a bordo del suo gigantesco mech volante, andando a combattere la minaccia che sta risucchiando le energie dalla sua terra, dando così speranza al suo popolo e, allo stesso tempo, battendosi per purificare l'ambiente. Pur con questa vena romantica, la storia non risulta mai fuori luogo, ma è anzi valorizzata dai messaggini degli abitanti di New Japan, che arriveranno dopo ogni successo, e dagli ottimi intermezzi di animazione firmati dallo studio BONES.

Per quanto riguarda il gameplay, Liberation Maiden propone sui due schermi del 3DS un sistema di controllo ottimo, compromesso solo dalla scomodità atavica del portatile Nintendo. Pollice ed indice fissi su circle pad e tasto dorsale sinistro per il movimento e lo strafe, puntamento di svariati nemici tramite touch screen e occhi fissi sullo schermo superiore, cercando di evitare gli innumerevoli missili e laser che mettono a repentaglio il successo della missione e la vita della bella Shoko. Per quanto possa sembrare aggrovigliato, il sistema di gioco è assolutamente funzionale e veloce, al passo con tutto quello che appare sullo schermo superiore. Se infatti il touch screen è adibito alle sole funzioni di puntamento e di mappa, sullo schermo 3D appaiono continuamente esplosioni, elementi che si muovono con grande fluidità nonostante la mole e buoni modelli poligonali sparati ad un ritmo forsennato. Tutto funziona perfettamente, come è fondamentale che sia: vista la velocità con cui arrivano i colpi, schivarli in tempo senza un impianto di gioco che regge il tutto sarebbe impossibile e tutto scadrebbe nella frustrazione, cosa che non succede mai. Gli errori, quando avvengono, sono attribuibili soltanto ad un funzionamento errato della cordinazione occhio-mano e questo, per quanto sia brutto da ammettere, è invece un ottimo punto a favore della creatura di Suda 51. Le quattro (più una) missioni principali, fondamentalmente, ricalcano tutte lo stesso pattern: disfati dei nemici leggeri, occupati della stazione di drenaggio, ripeti per due e affronta l'enorme boss finale dello stage. Eppure, grazie all'esperienza del designer, la ripetitività non viene mai avvertita completamente grazie a piccole variazioni sul tema, qualche sub-quest qua e là e la possibilità di concentrarsi su obiettivi secondari, utili per riempire l'immancabile galleria del gioco.

Insomma, Liberation Maiden è un gioco divertente, dal ritmo galvanizzante, caratterizzato con gusto e con una colonna sonora assolutamente azzeccata e che, pur nella sua breve durata, è assolutamente imperdibile per gustarsi un po' di gameplay made in Japan, di cui tanto si sente la mancanza e che quasi rischiava di essere confinato in patria.

Ho giocato a Liberation Maiden acquistandolo su Nintendo eShop e finendolo in due sessioni brevi, ma intense. I 7,99 € spesi, qualora ci fosse ancora il bisogno di specificarlo, valgono assolutamente la spesa, anche solo per dar credito a Goichi Suda e Grasshopper, a cui voglio un sacco bene.

Voto: 7

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