Le scorregge in fiamme di South Park: The Stick of Truth

Vi ricordate la conferenza Microsoft allo scorso E3? Vi ricordate l'impatto dirompente con cui South Park: The Stick of Truth si è improvvisamente manifestato, spazzando via tutto e tutti e dominando la scena (grazie anche alla presenza sul palco del duo Parker/Stone che trollava Microsoft stessa)? Ecco, questo gioco fa più o meno lo stesso effetto dovunque appaia. Anche se i giochi mostrati subito prima sono comunque di qualità, poi arriva la nuova realizzazione di Obsidian e tutti si ricordano solo di quella. Il che, se vogliamo, rischia anche di essere un po' un boomerang, perché ormai l'hype è alle stelle, tutti si aspettano un capolavoro senza tempo, nessuno accetterà niente meno dell'eccellenza. Una responsabilità non da poco e anche abbastanza fuori dal comune, se consideriamo che solitamente, dai giochi su licenza basati su serie animate, ci si aspetta meno di zero. Ma d'altra parte Obsidian, pur con tutti i suoi limiti, ha una fanbase molto agguerrita e la partecipazione diretta di Trey Parker e Matt Stone garantisce un livello di fedeltà allo spirito e alla mitologia della fonte d'ispirazione con pochi eguali. In più, quando il gioco viene mostrato in azione, si ride tutto il tempo.

South Park: The Stick of Truth, in uscita nei formati PC, PlayStation 3 e Xbox 360 a marzo 2013, non sarà comunque il classico Gioco di Ruolo occidentale che ci si aspetta da Obsidian. Lo stile sembra infatti ricalcare non poco quello dei vari Paper Mario, con una scelta tutto sommato abbastanza azzeccata. L'ambiente di gioco propone una South Park riprodotta per intero, cosa che ha fra l'altro già di suo richiesto una dose di lavoro non indifferente, perché gli autori delo show televisivo non si erano mai posti il problema della topografia cittadina. All'interno di questi ambienti, con uno stile grafico che riproduce in maniera impeccabile quello del cartone animato, sarà possibile gironzolare nei panni di un bambino nuovo arrivato (e subito scacciato di casa dai propri genitori, che han deciso di festeggiare il trasloco in camera da letto).

Gironzolando per i vicoli, ci si imbatte nella casa di Cartman, Gandalf della situazione, e si viene introdotti nel gruppo di protagonisti che dovrà poi affrontare un'invasione di vampiri e tentare di recuperare lo Stick of Truth del titolo. Chiaramente l'intera composizione del gioco sarà basata su un enorme lavoro di "fan service" e i fanatici della serie TV impazziranno dietro alla marea di citazioni, rimandi e piccole trovate (durante la demo, per dire, si è visto un altare dedicato alla memoria di una certa maestra... ). Ma lo spirito comico sembra poter essere efficacissimo anche per chi non potrà cogliere tutti i riferimenti e il taglio dissacrante spinge ovviamente anche verso una continua e insistita parodia del mondo dei videogiochi tutto.

Trattandosi di un GdR, non mancheranno i combattimenti, a turni, con un'impostazione lievemente arcade, sullo stile appunto della citata saga Nintendo. Ecco quindi che attacco e difesa richiederanno la pressione del tasto giusto al momento giusto per risultare più efficaci. Non si tratterà quindi solo di scegliere la propria tattica, ma anche di applicarla tentando contromosse o prolungando l'efficacia degli attacchi. Inoltre ci sarà tutta la solita raccolta di attacchi speciali e summon, ovviamente a tema. Nel corso della presentazione sono stati mostrati solo un paio di combattimenti, ma ho fatto in tempo a vedere Cartman estrarre l'accendino, tirarsi giù i pantaloni e scatenare una colossale renza in fiamme, evocativamente battezzata Dragon's Breath. Praticamente tutto quel che si fa e si vede nel gioco, infatti, è una rielaborazione in chiave South Park di stereotipi del genere, che porta un nome altisonante e a tema fantasy.

Insomma, se dal punto di vista del gameplay, della struttura di gioco, della ricchezza di opportunità, è ancora tutto da valutare, lo sfruttamento della licenza sembra eccellente. A livello visivo ci siamo, i doppiatori sono quelli originali e sul fronte della scorrettezza politica non c'è proprio da lamentarsi. Poco sopra citavo le summon: una, per esempio, vede il bersaglio "inghiottito" dalle chiappe di un noto personaggio della serie. E non mancano, ovviamente, le battutacce di Cartman sugli ebrei. Insomma, fiducia al massimo, ci sarà da divertirsi, chiaramente sotto bollino PEGI 18.

[nggallery id=104]

Torchlight II potrebbe farcela per l'estate

Sei mesi di vita di Vita