L'attrazione fisico bestiale di Magnetic: Cage Closed

Enigmi in prima persona: check.Un'arma bizzarra con cui manipolare l'ambiente: check. Una serie di stanze, ognuna con il suo enigma di difficoltà crescente: check. Una voce narrante fuori campo: check.

Insomma, se l'imitazione è il più grande complimento, alla Valve staranno gigioneggiando tantissimo, dopo aver provato il lavoro di Guru Games.

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Magnetic: Cage Closed, concettualmente, è Portal con una gimmick diversa. Laddove la Portal Gun permetteva di aprire varchi comunicanti, il fucile magnetico qui presente permette di attirare o respingere particolari oggetti, trascinandoli o scagliandoli a piacere. Essendo un prototipo ancora piuttosto acerbo, il numero delle cose con cui interagire è invero alquanto limitata, tuttavia funzionale alla risoluzione dei vari enigmi. Piccoli cubi in metallo (ah, ecco: mettiamo un check anche alla voce "cubi") possono essere raccolti, trasportati e lanciati, mentre quelli più grossi vanno pazientemente trascinati. Non solo: alcune pareti e superfici hanno piattaforme sensibili ai poteri della nostra arma, e permetteranno salti sovrumani se attratti o respinti al momento giusto.

Serve tutto, anche perché il nostro alter ego può solo saltare e abbassarsi, e senza la padronanza del suo nuovo giocattolo sarebbe impossibile proseguire. È tutta questione di tempismo, studio dell'ambiente e veloce elaborazione: ogni stanza è un singolo puzzle cucito attorno a un buon level design, formula magica che ti spinge a giocare altri cinque minuti, giusto il tempo per vedere quale diabolico percorso a ostacoli si cela dietro la prossima porta blindata, solo per rimanere accalappiati ancora una volta.

Sfruttando lo slancio gravitazionale in volo si fanno dei salti che nemmeno ai tempi del rocket jump.

Magnetic: Cage Closed funziona; l'ispirazione a Portal è evidente, ma il gioco si regge in piedi grazie alle sue meccaniche, acquisendo una propria personalità senza scadere nel plagio. Dove il mondo di Portal è pulito e asettico, Magnetic è sporco e grezzo. Pochi complimenti, del resto: la protagonista è una condannata a morte, spedita in un centro di collaudo per armi, costantemente osservata da due distinte personalità.

Il guardiano è interessato al collaudo sul campo dell'arma e tratta la protagonista come una semplice cavia da laboratorio, insultandola e prendendola in giro spazientito, accompagnandola in stanze piene zeppe di trappole letali, mentre la scienziata presenterà principalmente scelte morali inizialmente oscure e di dubbia interpretazione, che influenzeranno il finale. È questo il motivo che potrebbe spingervi a un secondo giro, dato che Magnetic: Cage Closed è piuttosto breve e gli enigmi, una volta completati, perdono ovviamente gran parte del loro mordente. Anche perché non è che ci siano particolari panorami da ammirare all'infinito: l'illuminazione delle stanze è quasi sempre bassa e gli elementi scenici tendono a ripetersi. Tutto scorre fluido e senza incertezze, ma la monotonia dell'ambientazione porta con sé una mancanza di personalità e carattere, contribuendo a rendere l'avventura meno memorabile di quanto effettivamente meriti. Il sonoro è appena funzionale, ma fortunatamente viene esaltato dalla recitazione delle voci fuori campo, che veicolano con successo le emozioni dei due interlocutori.

Che, a scanso di equivoci, vi odiano.

Il guardiano non va per il sottile. Muovetevi e collaudate l'arma, o morite nel tentativo.

Magnetic: Cage Closed non è esente da difetti, ma è giusto così; dopotutto nasce come lavoro studentesco sviluppato in una settimana circa. Tralasciando la longevità, a volte è antipatico sparare un cubo alla cieca, dato che, una volta raccolto, questo ostruisce la visuale con la sua stazza. La natura stessa della nostra arma gravitazionale ci permette di recuperare al volo il proiettile ma, durante i lanci che richiedono più precisione (magari verso bersagli mobili), la cosa è seccante. Avrei anche gradito più possibilità di sfruttare la variazione d'intensità dell'arma, dato che per la stragrande maggioranza dell'avventura ho attratto e scaraventato oggetti a tutta forza, ma complessivamente la mia materia grigia ha apprezzato l'esperienza.

Ho giocato a Magnetic: Cage Closed grazie a un codice Steam fornito dal publisher Gambitious Digital Entertainment, completando l’avventura nel giro di sei ore circa. La modalità time trial con cui affrontare le varie stanze limando il tempo sarebbe stata il passo successivo, ma la mancanza di una classifica online mi ha completamente ucciso sul nascere la voglia di agonismo.

Voto: 7,5
Old! #116 – Giugno 1995

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