La spettrale magnificenza di Luigi's Mansion: Dark Moon

Ricordo ancora quando, nel giugno 2011, all'annuncio losangelino di Luigi's Mansion: Dark Moon (anche se all'epoca era solo Luigi's Mansion 2) ebbi un moto di gioia notevole nel vedere il ritorno di Luigi e del Professor Strambic, questa volta sugli schermi del 3DS. Da allora, il gioco è rimasto un po' nell'ombra, apparendo sporadicamente nelle grandi fiere di settore e subendo qualche ritardo rispetto alla data d'uscita originaria, fissata inizialmente per questo mese di novembre e invece slittata ad un generico inizio 2013. In occasione della Games Week, Luigi's Mansion: Dark Moon è tornato a farsi vedere in pubblico e, bisogna dirlo, ha fatto proprio una bella figura. Il grande schermo dei 3DS XL su cui girava allo stand Nintendo sembra fatto apposta per far rendere al meglio i filmatini d'intermezzo e il gameplay della breve demo provata in quel di Milano. Appena giunto davanti al portone della prima delle spettrali magioni che appariranno lungo il gioco completo, il Dottor Strambic chiama lo spaventatissimo Luigi attraverso il successore del Game Boy Horror che, manco a dirlo, ha l'aspetto di un Nintendo DS prima maniera, chiedendogli di trovare la chiave ed entrare così ad esplorare la casa, in cerca del Poltergust 5000.

Presa la chiave dalla coda di un guizzante topolino, mi addentro nella casa alla ricerca dell'aspirapolvere acchiappa-fantasmi e, appena lo imbraccio, comincia il vero divertimento. Con il tasto dorsale di destra posso risucchiare praticamente tutto quello che ho a vista: monete sul soffitto, tendaggi che coprono porte, tappeti che nascondono interruttori e cumuli di polvere che celano le casse con all'interno le chiavi per le numerose porte della magione, per non parlare dei temibili ragni che penzolano dalle travi del tetto, che tenderanno a spaventare ulteriormente il povero Luigi.

E poi, ovviamente, ci sono gli spettri. Per catturarli, invece di abbagliarli con la luce della torcia come accadeva nel capitolo uscito su GameCube, bisogna prima procurarsi lo stroboscopio, un nuovo elemento del Poltergust 5000 capace di stordire le spettrali presenze al fine di risucchiarle con successo nel fidato aspirapolvere. La mancanza di un secondo stick analogico per il puntamento non si sente più di tanto, visto che per regolare la direzione della mira basta premere i tasti frontali Y e B, con il circle pad che fa tranquillamente il resto, oppure affidarsi al giroscopio del 3DS e vedere Luigi muoversi di conseguenza.

Le stanze della prima magione, per quello che si è visto nella demo, sono ricche di elementi con cui interagire, dai semplici scaffali impolverati e pieni di ragnatele ai vasi scheggiati, passando per le immancabili armature medievali, che non mancheranno di sorprendere di tanto in tanto. L'illuminazione generale è ben calibrata, tra lampi che fanno andare via la corrente, luci di candele e la torcia nelle mani tremanti di Luigi, restituendo un'atmosfera capace di tenere adeguatamente sulle spine, anche grazie a un 3D corposo e assolutamente non fastidioso, forse anche grazie allo schermo XL su cui girava la demo, che restituisce tutto il tetro splendore che, a questo punto, non posso che attendere con trepidazione per i primi mesi del prossimo anno.

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