La Mensola di Shin X # 34 - Randal's Monday: un lunedì è per sempre

La Mensola di Shin X # 34 - Randal's Monday: un lunedì è per sempre

Da sempre sostenitore di titoli bistrattati dalla critica, Shin X è passato da “difensore dei poveri” a “masochista”, da “acquirente compulsivo” a “forzato bastian contrario”. La verità è che a suo parere ogni titolo può dire qualcosa: c’è chi sbraita, chi sussurra, chi lo fa con i sottotitoli e chi lo recita in versi. L’importante è avere lo spirito di voler ascoltare. E l’antro in cui riposano questi brutti anatroccoli è la sua mensola. L’unico luogo nel quale possono diventare cigni.

Randal's Monday, nonostante lo stile un po' derivativo e la continua impressione che non regali mai nulla di realmente memorabile, è uno di quei giochi che ti catturano da subito. Prima che una classica avventura grafica, è un irriverente affresco di un certo tipo di genere videoludico, un compiaciuto gongolarsi tra le atmosfere di mostri sacri come Day of the Tentacle, The Secret of Monkey Island e Simon the Sorcerer. Gli sviluppatori hanno fatto incetta degli elementi cardine dei summensionati capolavori, regalandoci uno stile bislacco, dei protagonisti improbabili, e delle acide battutine infarcite di riferimenti metaludici.

La citazione della citazione di un cosplay. Involuto, ma efficace.
La citazione della citazione di un cosplay. Involuto, ma efficace.

Per la gioia di tutti i videogiocatori attempati, inoltre, Randal’s Monday è anche un poderoso omaggio a un intero ventennio di sottocultura nerd, che spazia da film, serie televisive, fumetti, musiche e qualunque altro elemento seminale a cavallo tra gli anni '80 e '90. Partendo da un famoso incipit cinematografico, quello di Ricomincio da capo (Groundhog Day) con Bill Murray, il gioco vede il protagonista intrappolato in una sorta di loop temporale. Per ragioni che non ho intenzione di spoilerarvi, Randal è costretto quindi a rivivere continuamente il giorno in cui ha rovinato la vita del suo migliore amico, cercando di porvi rimedio grazie alle sue conoscenze pregresse.

L'idea prende due piccioni con una fava, fornendo un efficace espediente agli sviluppatori per riciclare ambientazioni e personaggi senza sfociare (troppo) nella ripetitività. Il gioco non si discosta mai dal genere di appartenenza, anzi, ne ricalca tutte le principali caratteristiche, cliché compresi. Abbiamo quindi un pixel hunting bello potente, seppur mitigato dallo stile semplice degli ambienti, ma soprattutto degli enigmi totalmente fuori di testa, croce e delizia dell'intera produzione. Personalmente, e parlo da vecchio appassionato, non ho trovato frustrante o noiosa la struttura dei vari puzzle. Certo, parecchi enigmi sanno essere davvero estremi, ma nulla che non si possa risolvere con un po' di ragionamento laterale.

"Scusi, ha visto il mio ami... ehm"
"Scusi, ha visto il mio ami... ehm"

Randal's Monday non si prende mai troppo sul serio, nemmeno nel suo essere un'avventura grafica colma di citazioni geek. Non sono affatto d'accordo con chi l'ha stroncato per eccessiva illogicità degli enigmi. Il gioco ha un suo bizzarro ecosistema di fondo, grottesco ma coerente. Magari appesantito da qualche trial and error di troppo, ma nulla che non si sia già visto e vissuto in produzioni simili. Il design minimale, la narrazione goliardica e i continui problemi da risolvere nei modi più improbabili sono un biglietto da visita molto chiaro e rappresentano un sincero attestato di stima per i mostri sacri del genere, piuttosto che un pigro copia-incolla.

Toh, guarda: un cesso!
Toh, guarda: un cesso!

I Nexus Game sono una piccola realtà iberica, uno studio alle prese con la loro prima produzione importante. Non che questo li affranchi da eventuali strafalcioni, ovviamente, ma è chiaro che alcune leggerezze sono semplici e perdonabili peccati di gioventù. Tali ingenuità, quindi, non incrinano la goliardia generale e la comicità - spesso anche greve - che il gioco offre. La grafica, pur tradendo un retaggio assai spartano, figlio di un budget contenuto, sa scimmiottare con orgoglio un certo tipo di animazione occidentale. A metà tra Family Guy (I Griffin) e Beavis & Butt-head, lo stile cartoon risulta gradevole, pur non eccellendo nel comparto animazioni. Competente e ben realizzato, l'impianto tecnico si avvale anche di un ottimo doppiaggio in inglese, tra cui spicca Jeff Anderson, che presta la voce al rozzo e sociopatico protagonista.

Solo nella prima schermata abbiamo una decina di citazioni in bella vista.
Solo nella prima schermata abbiamo una decina di citazioni in bella vista.

Ricorsivo, ridondante e sboccato, Randal's Monday rimane comunque una gradita e irriverente avventura grafica: le battute caustiche, le situazioni paradossali e le dinamiche di gioco collaudate lo rendono una produzione assai piacevole, al netto degli evidenti limiti.

Per chi desiderasse un gustoso polpettone adventure in salsa nerd, tra l'altro sottotitolato in un buon italiano, il gioco dei Nexus Game è ampiamente consigliato, con buona pace di chi è avverso e non sopporta il citazionismo ossessivo.

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