La mensola di Shin X #23 - Jurassic Park: il (non) videogioco

La mensola di Shin X #23 - Jurassic Park: il (non) videogioco

Da sempre sostenitore di titoli bistrattati dalla critica, Shin X è passato da “difensore dei poveri” a “masochista”, da “acquirente compulsivo” a “forzato bastian contrario”. La verità è che a suo parere ogni titolo può dire qualcosa: c’è chi sbraita, chi sussurra, chi lo fa con i sottotitoli e chi lo recita in versi. L’importante è avere lo spirito di voler ascoltare. E l’antro in cui riposano questi brutti anatroccoli è la sua mensola. L’unico luogo nel quale possono diventare cigni. Il processo di beatificazione per l'ascesa di Telltale si è concluso da tempo. Risulta piuttosto facile, quindi, parlare di Jurassic Park: The game, che è fondamentalmente una versione embrionale di The Walking Dead. Abbiamo discreti dialoghi, QTE e struttura episodica. Ovviamente c'è anche il lato avventuroso: è possibile gestire i vari protagonisti (anche indirettamente) per risolvere semplici enigmi. Quando gli sviluppatori californiani avevano ancora l'ardire di infilare una parvenza di gameplay nei propri titoli, era la sceneggiatura a scricchiolare. Quale ironia!

"Quanto mi secca avere sempre ragione".

"Quanto mi secca avere sempre ragione".

Strutturato in quattro episodi scaricabili singolarmente, il gioco Telltale ristagna proprio laddove avrebbe dovuto nuotare a grosse bracciate. Tuttavia, ripescato ora e spinto su un PC di discrete dimensioni,  assume connotati festaioli davvero piacevoli. Parlando di volgarissima grafica, il lato tecnico delle versioni console è una vera e propria spina nel fianco. Non tanto per la visione d'insieme che, anzi, ci regala un'ottima modellazione dei dinosauri e scelte registiche notevoli, quanto per il modo in cui gira il tutto. Continui singhiozzi nel sonoro e lievi incertezze in molte scene d'azione impigriscono l'esperienza. Pause troppo lunghe quando si imbrocca il QTE giusto e caricamenti frequenti sono il colpo di grazia. Pare ingeneroso, ma Dragon's Lair e Space Ace sono una manna al confronto.

"Quando la devi fare, la devi fare".

"Quando la devi fare, la devi fare".

La cosa non può che dispiacere, visto che parliamo di semplice ottimizzazione e non di errori strutturali gravi. È evidente che tempo e\o fondi non hanno consentito agli sviluppatori di limare il codice. Ed è qui che interviene il PIC (Pronto Intervento Computer) a riportare il vecchio treno sui binari giusti. In Jurassic Park The Game, infatti, l'atmosfera e l'idea di base non sono affatto male. O più probabilmente godono del teatro in cui recitano. Il gioco rimane una sorta di trisavolo delle attuali e idolatrate serie della software house californiana. Il tutto ambientato nel precambriano mondo di Jurassic Park. A posteriori, il gioco ha più fascino oggi con lo sdoganamento delle "finte" avventure grafiche a episodi di quanto non ne avesse al momento dell'uscita. Sta a noi cogliere l'attimo e goderne sotto le feste, con l'ausilio di un poderoso Personal Computer. Per chi volesse giocarlo su console, si può solo sperare in una sfavillante rimasterizzazione. Un tanto al chilo, come si sta facendo senza vergogna da un anno a questa parte.

"E' possibile vedere dei dinosauri, nel suo parco dei dinosauri?"

"E' possibile vedere dei dinosauri, nel suo parco dei dinosauri?"

In realtà sto scherzando, ma mi meraviglio non l'abbiano ancora annunciato. Forse sono scaduti i diritti per il franchise: vai a sapere. Tuttavia, già adesso i possessori PC possono godere di un codice discretamente ripulito: i problemi tecnici sono quasi del tutto assenti, i dinosauri sgambettano in allegria e il T-Rex spacca. Purtroppo mancano caratterizzazione e sceneggiatura di un certo peso, tipiche dei prodotti più recenti, ma è un'ingenuità che qualunque velociraptor può nascondere dietro il suo amabile artiglio.

Ora che Tellatale si è tramutato nel Re Mida delle serie videoludiche, spolverare questo bistrattato antesignano delle conversioni odierne potrebbe essere un'ottima idea. Prima che la software house decida di mettersi d'accordo con Nintendo, serializzare le avventure di Mario Gatto e, con l'uscita degli Amiibo di Clementine, si appresti a conquistare il mondo, voi potete dire "io c'ero".

"Qui non si bada a spese".

"Qui non si bada a spese".

Aspettatevi bimbe odiose e personaggi caratterizzati da innaturali picchi di ebetismo; ma con un tirannosauro in giro a far danni, chi se ne frega, in fondo? Per farla breve, senza menar il triceratopo per l'aia (che non conviene neanche, con le corna che si ritrova), nonostante l'aura velatamente ironica che ammanta tutta questa disamina, il parere complessivo non è affatto male. Non completamente, almeno, se si tiene conto del buonismo post-epifanico.

Se davvero siete qui dopo le grandi abbuffate festive, amate il film e i libri di Michael Crichton o idolatrate i dinosauri, forse dovreste fare seria(l)mente un pensierino alla versione PC. Gustosa, economica e croccante. Voilà. Tutti gli altri, quelli che ancora si domandano come è possibile preferire un T-Rex a Godzilla, beh, costoro si disperdano pure come un branco di gallimimus.

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