La frustrazione rilassata di Goscurry

Devo ammettere che, prima ancora di provarlo, ero già stato ingraziato dalla frase "relax and follow the rhythm" presente in home page, nel senso che mi aspettavo un rhythm game o, comunque, un gioco pesantemente incentrato sulla musica, ma avevo frainteso io. Goscurry, invece, fa parte di quei giochi infiniti, quella categoria di videogiochi che di solito odio perché... perché... un attimo, come mai sono soltanto venticinquesimo in modalità Freak? Scusatemi, torno subito. Waaaaa! Decimo! Mezz'ora ben spesa, ma devo ancora migliorare. Ehm... Quindi, dicevamo. Li odio dal profondo perché creano dipendenza e tirano fuori il peggio di te.

http://www.youtube.com/watch?v=ugktJ2Efk2M

E sul fattore droga ci siamo, non esiste fare una partitina da dieci minuti, ti ritrovi sempre a starci su anche intere ore per scalare la classifica. Però, stranamente, è quasi nulla la violenza scaturita dal morire ripetutamente, tipica di questo genere di giochi. Goscurry è attualmente in fase alpha, ma già si denota quanto sia progettato in maniera intelligente: non è mai bastardo o, quantomeno, non lo dà a vedere. Così, la maggior parte delle volte, le cose più cattive che potremo pensare quando ci schianteremo non saranno le solite bestemmie, bensì "mannaggia" o "peccato".

Il gioco, musiche a parte, è interamente sviluppato da Daniele Giardini che, oltre a fare un bel lavoro di game design, ha anche un ottimo gusto estetico. Ma andiamo a vedere, gradualmente, di cosa tratta questo Goscurry.

Bastano le frecce direzionali per giocare, secondo quanto preimpostato: destra e sinistra per svoltare, su per saltare, e giù per schivare lateralmente. Personalmente consiglio di cambiarli per evitare di giocare con tre dita soltanto. Mi sarebbe piaciuto provare col pad, secondo me più preciso per queste cose, specie nel caso non si abbia una tastiera professionale, ma non sono riuscito a far funzionare la croce direzionale e di giocare con l'analogico non se ne parla. Ci sarebbe anche il tasto da tener pressato per il turbo, ma fortunatamente c'è l'opzione per premerlo una sola volta a inizio partita per l'attivazione.

Si controlla un'astronave in una serie di percorsi interminabili e generati casualmente, con qualche bivio e dove occorre evitare una sfilza di ostacoli e curvare al momento giusto. Saggia scelta la presenza di un buon margine di errore, grazie al quale non è necessario premere il tasto solo in un determinato millisecondo, evitando tante frustrazioni. I requisiti essenziali sono degli ottimi riflessi e una buona capacità di non far impappinare non solo le dita ma, soprattutto, il cervello. Andando avanti in ogni singola partita, il gioco ci dà sempre meno respiro: vanno aumentando le barriere da evitare, le curve si fanno più repentine e ogni tanto si accelera un pizzico in più, ma la vera sfida è riuscire a resistere mentalmente alla tensione del punteggio accumulato e al destra-salto-sinistra-schiva che si fa sempre più frequente e che, pur essendo semplice da effettuare dopo pochi secondi di gioco, superato il minuto e mezzo causa esplosioni craniche.

Per adesso è possibile solo giocare per punteggio, con tanto di comoda classifica online, ma tra gli aggiornamenti sembra sia in ideazione una modalità storia e dei boss. A parte il moltiplicatore a 3x spingendo al massimo l'acceleratore (credo nessuno al mondo lo terrà mai al minimo), i punti incrementano vertiginosamente incatenando una serie di rapide schivate, a volte leggermente generose nel caso di una sequenza di curve, solitamente più semplici dell'evitare ostacoli. Anche questo fattore combo contribuisce al pacifismo di Goscurry quando ci si schianta: inutile prendersela col gioco, vuole solo dare più punti e dobbiamo meritarceli.

A dire il vero, quando spunta qualche barriera subito dopo un'inversione a U ci vuole un colpo d'occhio un po' troppo fulmineo e anche imparare ad eseguire correttamente la schivata laterale dopo le curve è tutt'altro che cosa facile, ma è quel tocco hardcore che ci sta sempre, senza risultare nemmeno troppo demoralizzante. Ma poi sono bellissimi quei fondali fatti di strutture gigantesche senza texture, che si stagliano su variazioni cromatiche gradualmente cangianti e sempre splendide, e si intonano perfettamente con le musiche di Isak J Martinsson, forse un po' anonime ma molto old school, molto amigose, e che pur essendo solo una decina non stancano mai e poi mai.

Quattro le difficoltà disponibili: Training, Hard, Pro, Freak, alle quali se ne aggiungeranno altre e probabilmente anche il multiplayer. Tra gli altri aggiornamenti in programma, segnalo che verranno inseriti gli achievement e nuove vetture, ed è fra l'altro in lavorazione un port per iOS e Android.

Insomma, se avete voglia di un po' di competizione estiva senza troppe pretese, ma comunque assai piacevole sia per una manciata di minuti che per ore ed ore, il gioco è disponibile in pre-release, ma ampiamente giocabile su Windows, Mac e Linux, tramite il sito ufficiale, per 4,50$. Se proprio non vi va, date comunque un voto su Steam Greenlight a un valente sviluppatore italiano, che non vi costa nulla.

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