La bellezza touch di Joe Danger

Dovendo pensare alle caratteristiche che rendono memorabile un platform game, di sicuro ci sono l’iniziale facilità, destinata a salire con l’avanzare dei livelli, nuovi poteri/meccaniche di gioco, svelati mano a mano che si avanza nell’avventura, un level design curato, ricco di nemici e/o ostacoli da evitare per arrivare alla fine del livello, un aspetto grafico invitante e, perché no, un motivetto che si stampa in maniera indelebile nel cervello. Joe Danger aveva tutto questo già nella prima apparizione casalinga, nel 2010 su PSN, con in più un primo impatto da pronipote di Excitebike, che non poteva certo essere ignorato. Questo aspetto, tra l’altro, poteva fuorviare un po’ da quell’essenza di platformer millimetrico ed esigente che, però, è proprio la natura del gioco. Come tutti i platform, infatti, Joe Danger richiede una sana dose di tempismo e di precisione affinché i giocatori possano dire di averlo completato davvero al cento per cento. Ogni quadro ha la sua moneta apparentemente impossibile da raggiungere, il suo salto da compiere nel momento giusto per non finire nel pantano (tanto figurativo quanto effettivamente fangoso) e un buon numero di tentativi prima di riuscire a sbloccare tutto.

Insomma, Joe Danger, pad alla mano, ha tutto quello che ci si aspetterebbe di trovare dietro a quella squisita facciata che ricorda un po’ i primi motociclisti videoludici e un po’ Happy Days. Ma se al posto di un pad ci troviamo per le mani dei controlli touch, buoni sì per degli endless runner, ma un po’ poco “performanti” per quanto riguarda i giochi di piattaforme più esigenti, come si comporta il buon Joe? La risposta è Joe Danger Touch, da oggi sinonimo di “benissimo”.

Hello Games, conscia della bontà del suo prodotto, non si è infatti limitata a fare un porting con comandi imprecisi, tanto per incassare i 2,69 € richiesti per il download da iTunes Store, ma ha pensato a come proporre al meglio i nuovi stunt del suo mentuto protagonista. E il risultato è tanto semplice quanto funzionale, soprattutto in virtù del fatto che la scelta principale è stata quella di lasciare che la moto andasse da sola, a una velocità costante. Non poter controllare l’andatura della propria controparte in un platform può suonare come una follia, ma in Joe Danger Touch la cosa funziona perfettamente, perché permette di concentrarsi sugli elementi focali del gameplay: accucciarsi, saltare, impennare e, ovviamente, fare funamboliche evoluzioni. Il tutto con i controlli più efficaci mai visti su un dispositivo mobile: pressione continuata per accucciarsi, un tap per il salto, una strisciata indietro per impennare o volteggiare, nel caso le ruote della moto non siano più a contatto col terreno.

I dieci cartelloni e le sfide che ci vengono proposte, inoltre, pur proponendo il solito, ottimo level design ricco di dettagli e numerosissimi unlockable apprezzato nei precedenti capitoli su console, sono squisitamente “mobili”, con quadri da “trestellare” nei modi più diversi. Dal raccogliere tutte le monete, all’azzeccare tutti i salti, passando per la raccolta delle lettere “D-A-N-G-E-R” e delle monete speciali nascoste, fino al più semplice completamento del livello, senza contare un tap ben piazzato su quell’UFO che passa, magari mentre siete nel bel mezzo di un backflip. I livelli di Joe Danger Touch, così come quelli delle avventure “maggiori”, sono disegnati talmente bene, nonché riempiti con tanto di quel ben di Dio videoludico, che difficilmente riuscirete a scoprire e ottenere tutto al primo tentativo.

Il che, tra l’altro, è ottimo in virtù di un altro elemento prettamente “mobile” inserito in Joe Danger Touch, ossia il negozio. Le monete raccolte durante le varie run dei livelli, infatti, serviranno per acquistare i 24 costumi da far indossare a Joe, ognuno dei quali ha diversi bonus per quanto riguarda i moltiplicatori dei punteggi e la raccolta delle monete. Oltre a dare quel gusto che solo un giro della morte eseguito con un costume da pollo/Babbo Natale/Zombie/Black Stig può dare, chiaro.

Costumi che, inoltre, sono richiesti per l’accesso ad alcuni livelli speciali e per qualche “Boss Fight”. In pratica, arrivati alla fine di un cartellone, ad attendere Joe c’è una sfida uno contro uno con un altro corridore dall’aspetto singolare, da una scimmia munita di fez a un cupcake di taglia umana, in cui si ripercorrono i vari elementi di gameplay introdotti nel corso del gioco, come ad esempio abbattere barriere con una ditata, cambiare corsia con uno swipe o impennare per non impantanarsi nel fango, fino a giungere trionfanti al traguardo.

Insomma, tutto quello a cui ci aveva abituati Joe Danger in salotto, col pad tra le mani, ora è possibile trovarlo sui dispositivi iOS, con gli stessi elementi a cui ci eravamo abituati, con una resa grafica straordinaria, capace di tenere testa tranquillamente alle controparti casalinghe, e con in più un feeling assolutamente squisito, che, visti i precedenti capitati sui nostri telefoni, non può che essere una sorpresa che, si spera, chi verrà dopo prenderà come esempio.

Ho giocato a Joe Danger Touch con un codice fornito da Hello Games, (grazie Hello Games, ti amo) sul mio iPhone 4s e iPad di terza generazione, godendomi ogni giro di basso della squisita colonna sonora e ogni splendido pixel su schermo durante gli avventurosi salti dello squalo. Tanto di nome non faccio Fonzie. Fosse stata presente una funzione di cross play, mezzo punto in più non glielo toglieva nessuno.

Voto: 9

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